Il club dei settemila | World Challenge

Il club dei settemila

David WilkersonMarch 1, 1980

“Ma io lascerò in Israele un residuo di settemila uomini, tutti quelli il cui ginocchio non s'è piegato davanti a Baal, e la cui bocca non l'ha baciato.” (1Re 19:18).

Ho una meravigliosa notizia per tutti i cristiani che sono scoraggiati dall’apatia e dall’empietà che c’è in questa nazione. Si sappia che non importa quanto possa diventare malvagia e corrotta questa società; non importa quanti cristiani si compromettano; non importa quanti cadano nel peccato, Dio ha ancora un rimanente che è santo, separato e fedele a Lui.

È così facile per i cristiani cadere nel pensiero che Satana stia vincendo in questa battaglia contro i santi e che nei preannunciati ultimi giorni “lo scadere dalla grazia” possa toccare tutto il popolo di Dio. La Bibbia prevede che negli ultimi giorni molti si raffredderanno: gli uomini ameranno più i piaceri che Dio; che l’amore di molti si raffredderà; che uomini malvagi e seduttori ne sedurranno molti e Satana dichiarerà guerra ai santi dell’Altissimo.

È anche vero che Satana, a guisa di leone ruggente, sta andando intorno con grande rabbia cercando vittime da divorare. I nemici di Dio vanno in giro tentando di ingannare e sedurre ogni vero seguace di Cristo; l’inferno ha sguinzagliato tutte le sue potestà, sperando di abbattere e distruggere la fede degli eletti di Dio.

Io credo che lo Spirito Santo ha una parola gloriosa ed incoraggiante per la Sua chiesa. La verità è questa: non tutti coloro che fanno parte del popolo di Dio stanno sviandosi! Niente affatto! Proprio ora Dio sta facendo sorgere una moltitudine di santi consacrati, i quali prendono posizione contro l’idolatria di questi tempi; costoro sono così riempiti d’amore per Cristo che sono pronti ad essere perseguitati per la loro fede e devozione.
Elia era scappato di fronte alle minacce di Jezebel, l’empia moglie del re Acab; Dio lo trovò mentre si nascondeva in una caverna del Monte Horeb. Dio gli disse: “Elia che stai facendo qui, perché ti nascondi?”

Elia, quel gran profeta di santità e rettitudine, così geloso della gloria di Dio, era diventato totalmente scoraggiato di fronte alla frana morale che la sua nazione stava sperimentando. Con retta indignazione, Elia replicò: “Dio, io ero diventato geloso per la Tua gloria, ma il Tuo popolo ha dimenticato la Tua Parola; i Tuoi altari sono stati distrutti, i Tuoi ministri sono stati perseguitati, io sono rimato solo; ed ora stanno cercando anche me…”

Di fronte a tutte le apparenze esteriori, Elia contrapponeva un buon argomento; la società in cui viveva era vicina ad un collasso. Il governo era il più malvagio ed ignobile in tutta la storia. La Bibbia afferma: “Acab fece anche l'idolo d'Astarte. Acab fece più di quello che avevano fatto tutti i precedenti re d'Israele …” (1Re 16:33). Lo stesso governo stava forzando verso l’idolatria tutta la nazione. Jezebel era la regina più empia che avesse mai condiviso il trono. Ella odiava Dio, votata a uccidere qualunque seguace di Jehovah; era un tempo terribile di persecuzione, immoralità e pazzia. I profeti di Dio dovevano nascondersi in caverne ed essere approvvigionati da sostenitori. Folle di uomini malvagi vagavano per la nazione, abbattendo gli altari di Dio e uccidendo i Suoi sacerdoti; tutte le libertà religiose erano finite. I templi pagani erano riforniti dalla lussuria adultera di una nazione il cui popolo si era rivolto verso l’iniquità. E ora era arrivato il massimo coronamento degli insulti verso Dio: Jezebel aveva decretato l’assassinio del più famoso predicatore d’Israele, il profeta Elia.

Elia era determinato di “resistere fino alla fine”; se l’intera nazione avesse dimenticato Dio, egli non lo avrebbe fatto! Ma Dio non stava per congratularsi con questo profeta che si nascondeva, perché proprio in quel momento lo Spirito Santo si stava muovendo attraverso quella terra. Il giovane Eliseo stava provando su se stesso i primi stimoli da parte di Dio; Jehu, un potente giovane rivoluzionario, stava mordendo il freno attendendo ansiosamente di dichiarare guerra alla corruzione e all’empietà in quella nazione. Un grande risveglio morale stava per accadere e Dio avrebbe presto gettato Jezebel ai cani ed abbattuto gli empi legislatori.

Andiamo a chi realmente meravigliava: Elia fu potentemente informato da Dio: “Io ho con me 7000 persone che non si sono compromesse: 7000 che non sono caduti nella corruzione che li circondava. Non sono stati sedotti; sono Miei!”

Non erano solo tre giovani: Jehu, Hazael e Eliseo, non solo una manciata di persone, uno qui e l’altro là, ma migliaia! Dio stava cercando di dire ad Elia che Egli aveva il Suo popolo posizionato in posti chiave, in tutta la nazione, credenti che stavano fermi a testa alta, a dispetto della corruzione che li circondava.

Fino a poco tempo fa ho covato lo stesso tipo di pensieri che aveva condotto Elia alla disperazione; vedevo il materialismo divorare le nostre vite spirituali. Mi sono levato in una giusta indignazione mentre gli omosessuali, i pornografi e gente simile si vantava della loro illiceità; ho visto compromesso, princìpi vacillanti, tiepidezza e sviamento, mentre cristiani doppi di mente mettersi insieme ad uomini malvagi. I sindacati sono pieni di corruzione, il governo è disonorato da scandali, le persone in onore della chiesa che beffano i santi princìpi dei nostri padri fondatori. A volte mi viene voglia di alzarmi e gridare: “Svegliati America! Il giudizio sta per venire; Dio ci farà pagare la nostra violenza e malvagità”. Vedo accadere nella nostra nazione ciò che vide accadere Elia alla sua. Ed alcuni cristiani stanno correndo a nascondersi proprio come lui aveva fatto.

Ultimamente, Dio mi sta incoraggiando ad aprire gli occhi verso la grande chiamata di santi, che si sta realizzando in questi nostri tempi. Dio disse ad Elia: “Migliaia non si sono inchinati”. E a noi io credo che stia dicendo: “Milioni non si sono inchinati!”

Gloria sia a Dio, non siamo un minuscolo rimanente! Non siamo pochi fedeli! Siamo un esercito; una moltitudine lavata dal Suo sangue che in ogni passo della vita è risoluta ed inflessibile in un epoca diventata pazza. Satana vorrebbe che il popolo di Dio pensasse che il numero dei suoi componenti si stia rapidamente affievolendo; vuole che i veri credenti pensino che la maggioranza abbia già disertato, in modo che la paura li guidi a nascondersi. Non ascoltate queste bugia di Satana! Dio è ancora al lavoro, spandendo il Suo Spirito Santo ed attirando a Sé i cuori che sono affamati di Lui. Con tutto lo sviamento, il materialismo, l’amore per le comodità, preoccupazioni per il successo ed il guadagno mondano, Dio sta chiamando fuori un popolo che sta tirando fuori le proprie radici mondane e si stanno preparando per il ritorno di Cristo come Signore!

Durante i primi trecento anni della sua esistenza, la Chiesa è passata attraverso nove persecuzioni sistematiche. La prima fu sotto l’imperatore Nerone, poi Domiziano, Traiano, Marco Aurelio, Severo, Massimino, Decio, Valeriano ed Aureliano.

In mezzo a queste persecuzioni la chiesa ebbe ovunque da dieci a cinquanta anni di riposo. Essa diede sempre il suo meglio sotto il fuoco della persecuzione, mentre fu debole quando era in pace con il mondo. Uno studio storico mostra che dal 255 D.C. fino al 303 D.C., la chiesa godette di almeno cinquanta anni di tolleranza e pace. Durante tale periodo i cristiani arrivarono ad avere un grado di prosperità senza precedenti; ma allo stesso tempo ci fu un profondo declino dalla semplicità del vangelo.

Furono erette belle chiese in tutto l’impero, con grande mostra di splendore architetturale. Paramenti sacri sgargianti e vasi sacri d’argento e d’oro furono introdotti nel servizio di adorazione. In quella società diventò di moda andare nelle chiese cristiane; persino la moglie dell’imperatore Diocleziano e sua figlia ne furono membri. I cristiani raggiunsero posizioni elevate anche nella casa imperiale. Presero posti di autorità suprema nelle province e nelle forze armate.

Cinquanta anni di prosperità e comodità produssero le usuali conseguenze; la fede e l’amore si indebolirono; l’orgoglio e l’ambizione si infiltrarono dentro; il materialismo divenne un’ossessione sia di laici che di sacerdoti. Il clero divenne corrotto da orgoglio, lussuria e uno spirito di bramosia.

Cipriano, il pio vescovo di Cartagine, scrisse: “… poiché il regime di vita prescritto divinamente è stato turbato nella lunga stagione di pace, un giudizio divino fu mandato per ristabilire la nostra caduta e sonnecchiante fede. Dimenticando ciò che fecero i credenti ai tempi degli apostoli e cosa avrebbero dovuto fare, i cristiani lavorarono con un insaziabile desiderio di aumentare i loro possedimenti terreni. Molti dei vescovi sono stati d’esempio, trascurando la loro chiamata per impegnarsi nella conduzioni dei loro affari mondani”.

Il triste risultato del benessere e della prosperità mondane fu una chiesa indebolita e senza fede. Gelosie e dissensi divisero la chiesa, mentre si diffondevano le eresie. Ancora una volta, Dio dovette mandare la persecuzione sul Suo popolo per raffinarlo e purificarlo.

Come un fulmine, l’imperatore Diocleziano si adirò contro la cristianità; ancora una volta la persecuzione colpì la chiesa con violenza. Questa fu la più grande persecuzione nella storia della chiesa, che durò per dieci anni.

All’incirca il 24 febbraio del 303 D.C. , fu promulgato un editto che tutte le chiese cristiane dovevano essere distrutte, che qualunque riunione religiosa doveva essere sospesa e tutte le Scritture bruciate. Furono eretti altari pagani e coloro che si rifiutavano di inchinarsi e di adorarli venivano uccisi. I cristiani che non vollero rinunciare alla loro fede furono imprigionati, le loro proprietà confiscate e i loro privilegi revocati. Una gran moltitudine venne torturata, tutti i vescovi e i sacerdoti vennero rastrellati e incarcerati. Coloro che sopravvivevano tra i più devoti cristiani, venivano spediti nelle miniere e trattati come animali.

Fu il fuoco di questa terribile persecuzione che risvegliò un esercito di santi che si erano assopiti. Il crudele tiranno con i suoi editti sanguinari, non aveva fatto bene i suoi calcoli. Egli pensava che una chiesa indebolita dalla prosperità e comodità avrebbe semplicemente rinnegato la fede per paura, tornando all’adorazione degli idoli; tale imperatore era stato un astuto strumento di Satana. Prima di perseguitare il popolo di Dio, aveva cercato di togliere la loro forza spirituale adulandoli, mettendoli in buoni rapporti con la sua corte reale, arricchendoli con begli edifici e templi prosperi. Quando Satana credette di aver abituato la chiesa alle comodità e alla lussuria, proprio quando aveva corrotto il clero e quando il paganesimo e la cristianità avevano fatto pace tra loro, calò il malvagio scettro della persecuzione violenta; era divenuta una battaglia tra Dio ed il diavolo. Nell’anno 303 D.C. Satana era determinato una volta per tutte ad estirpare perfino il nome di cristiano; invece aveva risvegliato un gigante dormiente. Lo spirito del martirio si rinvigorì e sebbene alcuni fossero troppo deboli spiritualmente per sopravvivere, molti cristiani che in precedenza erano seduti su letti di comodità e lussuria, accettarono con gioia di rinunciare ai loro beni. Specialmente i giovani divennero forti nel Signore, rallegrandosi nel mezzo della terribile persecuzione. I ministri di culto ancora una volta crebbero potentemente in preghiera e nella fede; il mondo aveva perso il suo fascino e il popolo di Dio era unito insieme in armonia e amore. In poco tempo i cristiani uscirono coraggiosamente dai nascondigli e si offrirono di morire per Cristo.

Ancora una volta la chiesa ha goduto di quarant'anni di prosperità, contando dall’ultima depressione mondiale avvenuta negli anni trenta. Riusciranno i cristiani, i quali guidano automobili costose e vivono in splendide case piene di lusso, a sopportare la mancanza di tutte queste cose per la causa di Cristo? Oppure saranno i nostri confortevoli stili di vita a trasformarci in creature spiritualmente deboli, che alla fine si inginocchieranno agli idoli moderni? Non c’è alcun dubbio, molti cristiani avidi ed amanti del divertimento cadranno quando le cose diverranno critiche.

Dio ha incoraggiato il mio cuore con la consapevolezza che proprio ora lo Spirito Santo sta facendo sorgere il popolo santo più dedicato e consacrato che la chiesa abbia mai conosciuto.

Da una parte all’altra di questa nazione ho potuto parlare con pii giovani cresciuti in mezzo al lusso ed al benessere, i quali non prestavano attenzione a tutto questo materialismo; volevano dare le loro vite, corpi ad anime al ministero di Cristo.

In ogni dove cristiani di tutte le età sembravano stanchi di affaccendarsi intorno ai possedimenti, cercavano invece un cammino più vicino al Signore; c’è una profonda brama di santità. Ci sono moltitudini che stanno abbandonando i loro bicchieri di vino, fuggendo empie attrazioni e purificando le loro vite di compromesso.

Permettete che vi dica cosa c’è da fare per essere un vincitore nei giorni a venire!

“Gente di collo duro e incirconcisa di cuore e d'orecchi, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo; come fecero i vostri padri, così fate anche voi.” (Atti 7:51).

Stefano introdusse questo pensiero: Puoi indicare te stesso come figliolo di Dio, ma stai resistendo allo Spirito Santo; diventi testardo se il tuo cuore e le tue orecchie non sono santificati. Ovunque guardo, vedo questa resistenza allo Spirito Santo; orecchie che rimangono chiuse, non volendo resistere al mondo. Questa generazione allunga le proprie orecchie, come a dire: “Io ho Gesù nel mio cuore, ma le orecchie sono mie!”

Cibano le loro anime con musica empia e pagana. Persino la musica country è diventata immorale, empia e colpevole. Possa Dio mostrarci che sia ascoltarla che vederla è sbagliato. Se la fede viene dall’udire, la stoltezza altresì viene dall’udire; ma noi siamo testardi e resistenti allo Spirito Santo. E la nostra reazione è: “Ma che razza di santità è questa? Ascoltare la musica rock o i testi delle canzoni occidentali non mi danneggia neanche un po’…”

Dio mi ha rimproverato dicendomi che non posso affatto permettere che un orecchio incirconciso possa inquinare il mio cuore, per poi alzarmi e parlare di arrendersi a Gesù!

Paolo si rivolge agli Ebrei dicendo: “Vi ricordate quando avete attraversato delle grandi afflizioni? E quanto avete preso con gioia il furto dei vostri beni?”

In un senso questo significa che i loro beni vennero confiscati, ma nel senso più vero tali beni divennero guasti per loro. Essi guardavano ciò che possedevano dicendo: “Queste cose mi sono diventate guaste”.

Il verbo guastare significa anche decomporre, imputridire. Grazie siano rese a Dio per le cose che possiedi, ma guarda a esse come a materiale che si sta imputridendo, decomponendo. In tutto il Vecchio Testamento, gli eserciti nemici che saccheggiavano i possedimenti di Israele venivano chiamati “guastatori”.

Io voglio essere il mio guastatore; voglio che tutto ciò che posseggo mi diventi guasto. Voglio che la musica empia si guasti, divertimenti empi si guastino, amicizie empie si guastino! Più il mondo mi diventa guasto, più dolce diverrà Cristo.

Vi ricordate dei tre uomini che si scusavano? Non potevano partecipare al banchetto perchè: uno aveva comprato un terreno e doveva concludere l’affare; uno aveva comprato dei buoi e doveva provarli; uno aveva sposato una donna e voleva andare in luna di miele. Dio non è contrario a possedere terre o buoi oppure a sposarsi; il loro peccato consisteva nell’aver messo queste cose al primo posto.

Non dovete abbandonare lo sport o vendere la vostra automobile oppure abbandonare il vostro fidanzamento; ma Gesù deve venire prima di essi! In modo tale che nulla possa esserGli comparato!

La chiamata di Gesù rende assennati. La Bibbia ha molte cose da dire sulla disposizione a essere giudiziosi. Paolo disse a Tito: “Esorta ugualmente i giovani a essere saggi” (Tito 2:6); parlò anche riguardo la serietà e la sincerità.

Pietro avvertì i cristiani:

“Perciò, dopo aver predisposto la vostra mente all'azione, state sobri…” (1Pietro 1:13)

“La fine di tutte le cose è vicina; siate dunque moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera.” (1Pietro 4:7).

Non sta parlando di facce tristi o di mancanza di umorismo, sta parlando di diventare estremamente seri! In altre parole di smettere di giocare; la fine è vicina, dedicatevi alla preghiera! Vivete come persone che stanno per lasciare questa terra!

Dio sta chiamando tutti i cristiani: purificate tutte le vostre opere, nettate le vostre conversazioni, circoncidete le vostre orecchie, calatevi nelle faccende da "fine-del-mondo"! Immergetevi nella Parola! Tornate alla cameretta segreta di preghiera!

Vedo arrivare un nuovo tipo di cristiano, più santo, più dedicato e forte nel Signore, che mai si sia visto nella storia! Chi è questo santo degli ultimi giorni? Egli viene fuori dalla grande tribolazione, si scuote di dosso i legami di possessione; è sobrio in un’età di frivolezza e pazzia, affamato e assetato di Dio; rigetta totalmente i piaceri di questo mondo ed è volenteroso di soffrire per Cristo.

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