La grande apostasia finale | World Challenge

La grande apostasia finale

David WilkersonOctober 2, 2006

L’apostolo Paolo parla di una grande apostasia che sarebbe giunta sulla terra negli ultimi giorni. Cos’è apostasia? È un “rifiuto della verità una volta creduta e proclamata”. Per dirla in parole povere, è uno scadere dalla verità di Dio. Paolo scrive dell’apostasia futura: “Or vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signor nostro Gesù Cristo e al nostro adunamento con lui, di non lasciarvi subito sconvolgere nella mente né turbare o da spirito, o da parola, o da qualche epistola come se venisse da parte nostra, quasi che il giorno di Cristo sia già venuto. Nessuno v'inganni in alcuna maniera, perché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e prima che sia manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione” (2 Tessalonicesi 2:1-3).

Recentemente lo Spirito Santo mi ha spinto a studiare Ezechiele 16, che parla della chiesa apostata. Mentre leggevo questo capitolo, sono stato subissato dal dolore di Dio. Rivela il suo cuore rotto per una chiesa che ha dimenticato le sue fondamenta e si è voltata indietro dalle sue origini gloriose. Secondo Ezechiele, Israele si è così corrotta da diventare una chiesa prostituta, peggiore di Sodoma. Questo popolo, che Dio aveva liberato, purificato e benedetto, ora si era voltato contro di lui, rigettando la verità che una volta credeva e predicava. La loro apostasia lo aveva trafitto.

Perciò il Signore mandò Ezechiele ad Israele per predicare un messaggio sarcastico. È una profezia dalla duplice applicazione, che parla sia ad Israele che alla chiesa odierna. Ezechiele inizia con queste parole beffarde: “O prostituta, ascolta” (Ezechiele 16:35). Ecco il messaggio di Dio:

“Quando ti ho trovato, eri stata gettata in aperta campagna, abbandonata e sanguinante. Ti ho salvato e ti ho amata, ti ho lavata con acqua pura, e ti ho allevata fino a farti diventare una donna bellissima. Ti ho inondata di benedizioni, rivestita e ingioiellata. Ed ho fatto un patto con te, e tu diventasti mia. Ti ho fatto prosperare, ti ho fatto diventare conosciuta e rispettata da tutti i pagani” (16:5-11, parafrasi mia).

Pensate al ritratto di Israele fatto da Ezechiele in questo capitolo. Ecco un popolo liberato dalla schiavitù e dalla morte, una chiesa adorna delle benedizioni di uno sposo amato e bellissimo. Non è forse la testimonianza del popolo di Dio oggi? Tutti noi eravamo insanguinati, impastati nel peccato, quando Gesù ci ha trovato, e ci ha purificati e resi integri. Egli ha liberato tutti coloro che andavano a lui, facendoci nuove creature, inondandoci di benedizioni e dandoci una testimonianza per il mondo.

Mentre penso ai nostri padri spirituali nella chiesa del Nuovo Testamento, penso a servi che hanno dato la loro vita per difendere l’evangelo. Sin dall’inizio, i discepoli e gli apostoli predicavano tutto il consiglio di Dio, proclamando Cristo come Messia fino al giorno della loro morte. Il Signore inondava con i suoi doni e le benedizioni la chiesa del primo secolo, tanto da farla crescere e prosperare in spirito e in verità. Presto la sua influenza si sparse alle nazioni pagane in tutto il mondo.

Da quella radice piantata dalla chiesa primitiva nacque un albero con molti rami. Chiamiamo questi rami denominazioni, organizzazioni, comunioni, movimenti che prendono molteplici espressioni e forme: battisti, metodisti, presbiteriani, episcopaliani, pentecostali, luterani, carismatici ed altri. Studiando l’origine di questi rami, troviamo che la maggior parte di essi nacquero ad opera di servitori santi di Cristo. Molti di questi pii fondatori furono martirizzati per la loro devozione alla pura Parola di Dio.

Nel mio studio sono compresi i nove volumi di John Wesley, fondatore della chiesa metodista. Credo che Wesley sia stato uno degli uomini più santi mai vissuti. Quest’uomo piangeva per la condizione spirituale di Inghilterra, Scozia, Irlanda e Galles, pregando incessantemente per esse. La sua devozione portò ad uno dei maggiori risvegli della storia.

Wesley montava a cavallo al buio per predicare ai minatori alle sei di mattina, prima di andare a lavoro. Sopportò delle difficoltà incredibili per il suo ministero, a volte venendo persino picchiato dalla folla inferocita. Eppure Wesley lavorò fedelmente fino all’arrivo del risveglio, che trasformò la società inglese dalle profondità delle sue prigioni agli alti ranghi del governo.

Nei primi giorni dell’America, i predicatori metodisti tenevano riunioni all’aperto simili a quelle di Wesley, chiamate “riunioni di campo”. Questi uomini, infuocati dallo Spirito con uno zelo simile a quello di Wesley, lavoravano come “corridori di circuito”, viaggiando a cavallo per tutto il Kentucky, il Tennessee e il Midwest. Le loro riunioni si tenevano in campagna, e attiravano folle da tutti i dintorni. La predicazione era così potente, così profondamente convincente di peccato, che gli ascoltatori cadevano a terra e gridavano perdono.

Consideriamo gli inizi del Pentecostalismo moderno. Questo movimento ebbe inizio agli inizi del secolo scorso, in una piccola chiesetta ad Azusa Street a Los Angeles. La congregazione era composta da pochi umili neri e bianchi che si erano dedicati alla preghiera e al digiuno, ed a questi lo Spirito Santo si manifestò potentemente. La convinzione in quella cappella era così forte che molte persone cadevano per terra nello stesso istante in cui entravano.

Ben presto arrivarono visitatori da tutta la città per sperimentare il risveglio. Poi vennero da lontano, e il risveglio di Azusa Street si diffuse in tutto il mondo. Da quella minuscola chiesa uscirono uomini e donne giusti e ripieni del fuoco dello Spirito Santo, servi che non si sarebbero piegati agli idoli della loro generazione. E da quel risveglio nacquero molte delle organizzazioni pentecostali che noi conosciamo oggi: le Assemblee di Dio, la Chiesa di Dio, la Chiesa Quadrangolare ed altre.

Proprio come il Signore aveva detto dell’antico Israele, potrebbe dire della maggior parte di questi gruppi: “Ti ho trovato nel momento in cui avevi bisogno. Ti ho raccolto, ti ho rivestito di vesti di giustizia, ti ho amato e benedetto. Eri povero, ma ti ho reso prospero, e la tua influenza si diffuse alle nazioni.

“Ma dopo di ciò, sei diventato orgoglioso e ti sei prostituito. Hai usato male i doni che ti ho dato. Hai dimenticato lo stato in cui ti ho trovato: nudo, dimenticato e disperato”. “Con tutte le tue abominazioni e le tue prostituzioni non ti sei ricordata dei giorni della tua giovinezza, quando eri nuda e nel bisogno e ti dibattevi nel sangue” (Ezechiele 16:22, mia enfasi).

Ecco l’apostasia nella sua forma più chiara: quando il popolo di Dio abbandona la verità che lo ha salvato. Il Signore stava dicendo ad Israele, in effetti: “Una volta professavi e credevi, ma sei diventato un traditore della verità. Hai lasciato il vecchio cammino, inventando metodi fatti dall’uomo. Non mi ami più, e hai smesso di avere fiducia in me. Al contrario, stai andando per conto tuo. E questo ha provocato la mia rabbia”.

“Come una donna adultera, che invece di suo marito accoglie gli stranieri” (Ezechiele 16:32). Qui, in una parola, vediamo la tendenza del popolo di Dio. In breve, siamo proni ad allontanarci. Molti di noi, ad un certo punto del nostro cammino col Signore, dimentichiamo il principio. Dimentichiamo come eravamo quando siamo stati trovati nel peccato, purificati, amati e benedetti da Dio. E nel corso del tempo siamo diventati tiepidi o freddi nel nostro amore per Lui. Sono subentrati altri amanti.

Forse obietterai: “Ma questa non è l’interpretazione esatta di Ezechiele 16. Il profeta si stava riferendo solo all’Israele naturale”. Al contrario, Paolo afferma che le verità dell’Antico Testamento hanno una duplice applicazione, sia per allora che per adesso: “Or tutte queste cose avvennero loro come esempio, e sono scritte per nostro avvertimento, per noi, che ci troviamo alla fine delle età” (1 Corinzi 10:11). Letta in questo contesto, la profezia di Ezechiele è chiaramente una parabola che rivela il cuore di Dio quando il suo popolo cade nell’apostasia.

Permettetemi di darvi un primo esempio di dove vediamo questa grande apostasia attuale. La Chiesa Episcopale da alcuni anni a questa parte finisce regolarmente in prima pagina. È una delle denominazioni più antiche e più vaste del mondo, una chiesa le cui origini erano radicate solidamente nell’insegnamento biblico. Predicava l’evangelo di un Salvatore risorto, e sui suoi pulpiti salivano profeti e santi predicatori. Infatti, la santa influenza della chiesa Episcopale si è diffusa in tutto il mondo, dall’Europa all’Africa fino nelle Americhe.

Ora, però, questa chiesa una volta devota è caduta nell’apostasia. Si parla di persone che si sono allontanate da ciò che avevano in principio:

  • La denominazione è una delle prime ad ordinare un vescovo omosessuale.

  • Alcuni leader episcopali stanno cercando di “smontare” la divinità di Gesù.

  • Di recente, vescovi e laici del corpo direttivo nazionale hanno affermato che le diocesi ecclesiali potevano interpretare la Trinità come gli piaceva. Dio poteva essere una lei, Gesù un pensiero d’amore, e lo Spirito una scelta individuale. È una vera e propria blasfemia!

  • Da poco hanno eletto un nuovo capo-vescovo che è una donna che ha adottato i programmi gay, e la denominazione è sull’orlo di una divisione. Le chiese locali hanno tagliato i fondi, e i vescovi africani ne hanno abbastanza, gridando che le chiese americane sono apostate. Nel frattempo, il numero dei membri di chiesa si sta assottigliando.

Vediamo accadere la stessa cosa in Inghilterra, nella chiesa Anglicana. Quella denominazione si è ridotta ad un numero così esiguo di membri che gli edifici delle chiese che avevano resistito per secoli ora sono chiusi per sempre. Questo processo viene chiamato “de-santificazione”. Queste strutture magnificenti una volta erano piene di credenti zelanti. Ma la condizione degli Anglicani è diventata così apostata che hanno dovuto vendere tante delle loro chiese, alcune delle quali sono state trasformate in night club, musei dell’occulto e persino moschee.

Sia Harvard che Yale furono fondate da santi predicatori come Scuole bibliche. In queste università scoppiarono grandi risvegli, e da esse furono inviati potenti predicatori. Eppure queste università rinomate oggi sono la culla dell’ateismo, di sfacciati rinnegatori della divinità di Cristo. Sono diventate istituzioni apostate, che si sono allontanate dalle loro radici bibliche.

Lo stesso vale per la Columbia di New York e la Princetown del New Jersey. Entrambe queste università erano state fondate da santi predicatori, ma adesso anche loro sono apostate. Dio, per un numero crescente di persone, non è più un Padre celeste ma probabilmente anche una deità femminile. Cristo non è più il Figlio di Dio ma viene ritratto solo come un uomo buono o un insegnante carismatico.

Persino nelle università cristiane e nei seminari evangelici in tutto il mondo, ha messo radici il lievito dell’apostasia. Ora è una battaglia persa per queste scuole cercare di riportare i corsi ai vecchi livelli, perché professori apostati non si attengono più alle verità bibliche. Il nuovo evangelo che presentano accantona la divinità di Cristo, la realtà dell’inferno e del giudizio, e gli standard biblici di purezza e moralità.

Consideriamo ancora le parole di Dio ad Israele ai tempi di Ezechiele: Ti sei corrotta più di Sodoma. “Com'è vero che io vivo, dice il Signore, l'Eterno, tua sorella Sodoma e le sue figlie non hanno fatto ciò che hai fatto tu con le tue figlie… In tutte le tue vie ti sei corrotta più di loro… esse sono più giuste di te” (Ezechiele 16:48,47,52).

Il Signore poi descrive i peccati di Sodoma e perché l’ha distrutta: “Ecco, questa fu l'iniquità di tua sorella Sodoma: lei e le sue figlie vivevano nell'orgoglio, nell'abbondanza del pane e in una grande indolenza, ma non sostenevano la mano dell'afflitto e del povero. Erano altezzose e commettevano abominazioni davanti a me; perciò le tolsi di mezzo, quando vidi ciò” (16:49-50).

Notate quali erano i peccati principali di Sodoma: l’orgoglio e l’arroganza. Avete sentito parlare dell’”orgoglio gay”. La città di New York ogni anno tiene una parata del Gay Pride, che conta fino a 400.000 partecipanti. I presenti portano cartelli con le scritte: “Dio è gay”, “Cristo era gay”, “Sono gay e sono fiero di esserlo”. Una volta ho visto dei partecipanti staccarsi dal corteo ed attaccare un gruppetto che portava dei cartelli con su scritto: “Gesù ama i gay. Odia solo il peccato”. Quell’umile gruppetto stava cercando solo di offrire amore, ma venne malmenato crudelmente.

Nonostante questa beffarda arroganza, Dio afferma in Ezechiele 16: “L’orgoglio e l’arroganza della chiesa apostata è peggio dell’orgoglio dei gay. Persino Sodoma non peccò come hai peccato tu”. Invero è un terribile orgoglio ed una mostruosa arroganza diffamare il nome di Cristo… chiamare Dio “lei”.. dire che la chiesa non ha un Padre celeste (se non c’è un Padre, allora non ci può essere neanche un Figlio, e questa è la bugia centrale dell’Islam).

Che orrendo orgoglio quello di dissacrare la divinità di Colui che è morto per salvarci! Eppure lo stesso orgoglio si sta diffondendo in alcune organizzazioni evangeliche, facendo voltare la chiesa contro le verità dei suoi padri. È un’ondata di totale apostasia.

Dio odia la maggior parte di quell’evangelo tiepido di mezze verità che oggi si sta diffondendo nel globo. Questo evangelo dice: “Credi solo in Gesù e sarai salvato. Non c’è nient’altro se non questo”. Questo evangelo ignora il consiglio di Dio, che parla di pentimento dai peccati passati, di prendere la croce, di essere conformi all’immagine di Cristo grazie all’opera raffinatrice dello Spirito Santo. Non dice assolutamente niente sulla realtà dell’inferno e del giudizio successivo.

Isaia avverte di questo evangelo senza problemi e non offensivo, per cui la gente sta facendo tanto clamore oggi. Le sue profezie si applicano direttamente al tempo attuale, perché Dio lo istruì di scriverle per “i giorni a venire” (Isaia 30:8):

“Poiché questo è un popolo ribelle, sono figli bugiardi, figli che non vogliono ascoltare la legge dell'Eterno, che dicono ai veggenti: on abbiate visioni e ai profeti: Non profetateci cose vere, diteci cose piacevoli, profetateci cose ingannevoli. Uscite fuor di strada, abbandonate il retto sentiero, allontanate dai nostri occhi il Santo d'Israele!” (30:9-11).

Secondo Isaia, non c’era predicazione di santità e pentimento. Perché? Il popolo non voleva essere corretto o convinto. Non voleva ascoltare altro che questo evangelo annacquato. Ma un vangelo diluito non è affatto evangelo.

Ezechiele descrive un evangelo del genere: “Non distinguono fra santo e profano, non fanno conoscere la differenza tra l'impuro e il puro e distolgono i loro occhi dai miei sabati, per cui io sono profanato in mezzo a loro” (Ezechiele 22:26).

Chiamava il vangelo diluito una semplice imbiancatura, o “intonaco con malta che non regge” (22:28). In altre parole: “State costruendo delle mura con una malta che non regge. Queste mura potranno sembrarvi forti e prestigiose per il momento, ma il Signore sta per mandare una tempesta che le farà cadere”. “Si scatenerà un vento tempestoso” (13:11).

Ezechiele descrive poi una serie di giudizi tremendi attraverso i quali Dio dirà al suo popolo: “Sto per svergognare la vostra nudità. Stanno per cadere dei giudizi severi, e quando verranno, il vostro evangelo blasfemo sarà svergognato come qualcosa di vuoto ed inutile”.

Isaia profetizzò che in quel giorno: “Lo sguardo altero dell'uomo sarà abbassato e l'orgoglio dei mortali sarà umiliato; soltanto l’Eterno sarà esaltato in quel giorno… contro ogni torre eccelsa e contro ogni muro fortificato: soltanto l'Eterno sarà esaltato in quel giorno” (Isaia 2:11,15,17).

Proprio adesso, credo che stiamo affrontando Armagheddon. Tutto attorno a noi vediamo nazioni tremare e il cuore degli uomini sussulta di paura. Io vi dico che non è tempo per un evangelo diluito. Questo evangelo è assolutamente falso, perché si disintegrerebbe presto non appena soffieranno i venti del giudizio. Dio avverte che egli giudicherà coloro che predicano questo evangelo privo di vita.

“Infatti avete rattristato il cuore del giusto con menzogne, quando io non lo rattristavo, e avete fortificato le mani dell'empio, perché non si convertisse dalla sua via malvagia per rimanere in vita. Perciò non avrete più visioni false e non praticherete più la divinazione, e io libererò il mio popolo dalle vostre mani; allora riconoscerete che io sono l'Eterno” (Ezechiele 13:22-23).

“Ti giudicherò come si giudicano le adultere e quelle che spandono sangue e farò venire su di te il sangue del furore e della gelosia… Poiché tu non ti sei ricordata dei giorni della tua giovinezza e mi hai fatto infuriare con tutte queste cose, ecco, anch'io ti farò ricadere sul capo, le tue azioni, dice il Signore, l'Eterno” (16:38,43).

Quando verrà il giudizio, cosa accadrà a quelli che poggiano la loro fiducia su un vangelo diluito? Cercheranno in ogni direzione una vera parola dal Signore, ma non la troveranno. I loro predicatori apostati diranno: “Non vi scoraggiate. Il mondo ha visto crisi come queste già da tanto tempo. Abbiamo visto le guerre mondiali. Tutte le cose continuano come dall’inizio. Tutto questo si risolverà”.

No, non è così. Non c’è mai stato un giorno come questo. Ora ci sono armi nucleari in mano di pazzi, missili mortali che possono viaggiare per migliaia di chilometri, bombe sporche e una guerra di germi che minacciano di sterminare enormi masse di umanità. Proprio come Sodoma e Gomorra hanno ignorato volontariamente gli avvertimenti di Dio e furono giudicate, il Signore giudicherà questa generazione degli ultimi giorni. Ma molti dei suoi giudizi sono redentivi, e ciò che accadde a Sodoma è un esempio per ogni generazione: “Persino come Sodoma e Gomorra… sono state poste davanti come esempio” (Giuda 7).

Questo capitolo è una delle espressioni più grandi della misericordia e della grazia di Dio in tutta la Scrittura. Il Signore dice che mentre i giudizi cadranno col fuoco e con furia da tutte le parti, “ti farò smettere dal prostituirti” (Ezechiele 16:41). Ancora una volta, l’umanità sta andando in una fiera fornace. Ed ancora una volta, Dio farà un’opera soprannaturale nel cuore delle persone, facendo volgere moltitudini dagli idoli e dai falsi déi.

Secondo l’Apocalisse, accadranno due cose quando si riverseranno le orrendi coppe dell’ira. Prima di tutto, molte persone dal cuore indurito si rifiuteranno di pentirsi: “E gli uomini furono bruciati dal grande calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha potestà su queste piaghe, e non si ravvidero per dargli gloria… e bestemmiarono il Dio del cielo, a causa delle loro sofferenze e delle loro ulcere, ma non si ravvidero dalle loro opere… E gli uomini bestemmiarono Dio per la piaga … perché era una piaga veramente grande” (Apocalisse 16:9, 11, 21).

Ma la Scrittura dice che in mezzo a questi momenti orrendi, altri si volgeranno pentiti al Signore. Coloro che si erano allontanati e i tiepidi, coloro che avevano gustato la Parola di Dio, saranno convinti e piegati dal Signore. Poi si adempierà la profezia di Ezechiele: “Ti farò pentire della tua apostasia orgogliosa”.

“Daranno alle fiamme le tue case ed eseguiranno giudizi su di te sotto gli occhi di molte donne; ti farò smettere dal prostituirti” (Ezechiele 16:41). I giudizi in quel momento saranno così tremendi, che tutta l’umanità saprà che sarà giunto il momento di “vita o di morte”. In quel momento, Dio scuoterà tutti coloro che si sono allontanati, e mostrerà loro l’apostasia dei loro cuori. Molti pastori apostati ritorneranno alla Croce, lasciando la loro indolenza per predicare il pentimento e la giustizia. Sarà un’opera soprannaturale, una manifestazione della grazia di Dio che sarà evidente a tutto il mondo.

Nel frattempo, Allah non potrà liberare i suoi adoratori dalle fiale dell’ira. Masse di adoratori induisti saranno schiacciate dalle loro migliaia di divinità. Infatti, tutto il mondo dirà: “Questi giudizi sono soprannaturali” e moltitudini grideranno a Cristo. (Lo abbiamo già visto accadere, dopo il devastante tsunami in Oriente).

“Io stabilirò il mio patto con te e tu riconoscerai che io sono l'Eterno perché ti ricordi, ti vergogni e non apra più la tua bocca a motivo della tua confusione quando avrò fatto espiazione per tutto ciò che hai fatto, dice il Signore, l'Eterno” (Ezechiele 16:62-63).

Dio ci sta dicendo, in breve: “Nonostante tutta la tua apostasia, il tuo rigettarmi, il tuo allontanamento – nel momento della prova che verrà sulla terra, mi ricorderò del patto che ho fatto con te nella tua giovinezza”. In altre parole, sarà tutto grazie alla sua misericordia soprannaturale.

Amati, questo è il Nuovo Patto fatto al Calvario. Pensateci: Gesù è venuto ad un mondo che era in apostasia totale, morto nel ritualismo, legato dalla corruzione. Non è venuto per rispondere alle preghiere umane, perché erano pochi quelli che lo cercavano. Il mondo a quel tempo adorava idoli e falsi déi, proprio come fa l’umanità oggi. Israele era apostata. La venuta di Cristo fu un puro atto di misericordia, che nessuno ha meritato.

Credo che dalla Sodoma moderna dovrà uscire ancora una grande raccolta di anime. In tutto il mondo, chiese saranno benedette e stupite dal residuo di credenti affamati che usciranno da ogni nazione. Essi riconosceranno la voce del Signore che dice: “Ti riporterò al tempo in cui hai iniziato con me”. E i loro cuori si risveglieranno, rispondendo: “Signore, riportami al primo amore per te”.

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