La guerra privata di un santo | World Challenge

La guerra privata di un santo

David WilkersonOctober 15, 2007

Il libro dell’Apocalisse ci narra che negli ultimi giorni, Satana si leverà con rabbia e farà guerra “al rimanente”. Questo rimanente, naturalmente è il corpo di Cristo composto da coloro “… che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù.” (Apocalisse 12:17).

Nella chiesa di Cristo parliamo spesso della guerra spirituale; la guerra che viene descritta in Apocalisse è un attacco a livello mondiale che Satana ha lanciato contro il corpo di Cristo: “Le fu pure dato di far guerra ai santi …” (13:7).

Ogni credente è arruolato nel grande esercito del Signore, ma Satana sta conducendo la sua guerra demoniaca contro questo esercito. Le potestà e le potenze infernali stanno preparando un assalto su tutto il fronte contro il santo rimanente di Dio. L’apostolo Paolo attesta che su ogni fronte di battaglia: “… non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali …” (2 Corinzi 10:3–4).

Ponete mente a queste “zone di guerra” intorno al globo:

  • Nelle nazioni musulmane, la guerra spirituale che si sta svolgendo è un assalto demoniaco verso la testimonianza di Gesù Cristo.

  • In Europa, il conflitto che ha luogo contro la chiesa, è una guerra di laicismo. Una dopo l’altra le nazioni europee stanno diventando totalmente stati laici.

  • In Svezia la guerra che sta prendendo luogo riguarda l’incredulità. Un sondaggio dice che solo il 20 percento della popolazione svedese crede in Dio.

  • In Inghilterra c’è una guerra di apostasia; una nazione che una volta era la luce del mondo, che mandava missionari in ogni parte del mondo, sta rapidamente chiudendo molte delle sue chiese.

  • In America, la guerra di Satana contro la chiesa consiste nella continua manifestazione di sensualità e materialismo. Le sue armi in questa guerra sono l’amore per il denaro e la dipendenza dal piacere.

Proprio ora le potenze delle tenebre di Satana stanno esultando, perché sono convinte di essere così potenti, così alti e forti che non possono essere atterrati, queste forze demoniache si sono infiltrate nei posti più elevati del potere umano: nei media, negli uffici politici, nelle corti di giustizia. Sta accadendo persino che, in denominazioni religiose compromesse, le loro guide si prestino a sposare coppie gay e consacrino degli omosessuali.

Tutti questi principati demoniaci hanno un ordine del giorno; lavorano per rieducare i giovani scolari a proposito della “correttezza” dell’omosessualità. Cercano di erodere i valori morali; lavorano per annullare la potenza salvifica dell’Evangelo. Si vedono già delle nubi tempestose che si radunano su Washington D.C. (sede del governo U.S.A. – N.d.T.), mentre sempre più capi politici cercano di legalizzare matrimoni omosessuali.

Sembra che ogni istituzione, ogni ente sia compromesso e dominato da queste empie potenze spirituali. Potete già ascoltare la voce trionfante e superba di questi principati demoniaci: “Ci stiamo muovendo con potenza; stiamo vincendo la guerra” e sembra proprio che la stiano vincendo.

Eppure noi sappiamo come finirà questa guerra: alla croce, nella vittoria di Cristo Gesù. Paolo ci dice: “infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo;” (2Corinzi 10:4-5).

Ogni credente sulla terra affronta la propria guerra privata. La Bibbia afferma: “Per tutto c'è il suo tempo, c'è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo … un tempo per amare e un tempo per odiare; un tempo per la guerra e un tempo per la pace.” (Ecclesiaste 3:1,8).

Proprio ora potreste godere di un tempo di pace; ringrazio Dio per tali tempi nella vita, quando la gioia scaturisce. La mia speranza è che la maggioranza dei lettori stia godendo di un periodo di riposo e gioia.

Ma verrà un tempo di guerra e non coinvolgerà l’intero corpo di Cristo nel mondo, ma sarà una guerra privata. Essa porterà come conseguenza battaglie e combattimenti conosciuti soltanto da voi.

Queste sono guerre nella carne – potrei chiamarle “guerre dell’anima” – e porteranno un carico che non potrete condividere con nessun altro; nemmeno il tuo o la tua consorte o il tuo migliore amico potranno aiutarti a portarlo; semplicemente non saranno in grado di capire la tua battaglia.

Tali guerre e battaglie private opprimeranno il corpo e l’anima e saranno guerre solitarie. Saranno soltanto una cosa tra te e Gesù.

Mia moglie definisce la propria battaglia privata come “ la mia guerra silenziosa”. Mentre vedo il dolore che scalfisce il suo viso, le dico: “Per favore Gwen dimmi cosa stai attraversando”. Vorrei aiutarla, offrirle incoraggiamento, pregare. Ma lei mi risponde: “È così profondo che non riesco a spiegartelo; solo Dio lo comprende”.

Mio figlio Greg ha trascorso due anni e mezzo in un dolore inimmaginabile, il risultato di un incidente. Persino le medicine più forti non riuscivano ad aiutarlo nell’agonia fisica. Era in una guerra privata che egli semplicemente non riusciva ad esprimere.

Nessuno in famiglia poteva aiutarlo, ne sua moglie e neppure i suoi genitori. Avrei voluto dirgli: “Figlio, posso solo immaginare cosa stai attraversando.” Mi avrebbe risposto: “No papà, non puoi immaginarlo, assolutamente non puoi comprenderlo”.

Il suo dolore era così profondo e gravoso che non riusciva a tradurlo in parole. Ad un certo punto mi disse: “Non voglio più a chiedere il perché a Dio, vorrei solo un’ora libero dal dolore. La guerra in cui mi trovo è quella di cercare un minimo di sollievo da quanto sto attraversando”. Era una battaglia che stava affrontando da solo.

Miei cari, questo sono tutte zone di battaglia, cruenti campi di battaglia; mentre siamo in esse non c’è danza, ne grido di gioia, nessuna risata o sorriso.

Ho avuto la mia parte di tali combattimenti. Quando mia figlia Bonnie fu colpita dal cancro, io e mia moglie ingaggiammo un combattimento ravvicinato contro le potenze dell’inferno. Per tre giorni, Bonnie dovette essere messa in isolamento, mentre il suo corpo veniva irradiata con il cobalto; non poteva mangiare o avere visitatori.

Fuori nel corridoio, mia moglie Gwen si sentiva finita come madre. Le lacrime scorrevano mentre colpiva il muro con il pugno, piangendo diceva: “Perché Dio?”. Tutto ciò era troppo per me.

Anche io ero sopraffatto dall’agonia della sofferenza di nostra figlia. Andai in macchina e guidai fino in periferia, dove mi parcheggiai e presi a passeggiare lungo una stradina. Presto mi trovai a gridare a Dio:

“Signore, prima è stata Gwen che ha dovuto combattere la sua battaglia con il cancro, quindi è stata nostra figlia Debbie a dover combatterlo; ora è il turno anche di Bonnie. Dimmi cosa devo fare? In cosa ho peccato contro di Te per ricevere tutta questa sofferenza?”

Nessuno sulla terra avrebbe potuto aiutarmi in quell’oscura ora. Nessun predicatore o consigliere cristiano avrebbe potuto comprendermi. Un migliaio di santi sarebbe potuto stare vicino a me, esortandomi: “Ce la puoi fare Davide; non piangere, non gridare a Dio. Credi soltanto”.

Ma nessuna delle loro parole avrebbe potuto consolarmi. Non avrei mai potuto esprimere a nessuno la profondità dell’afflizione e del dolore che sopportavo in quel momento. Avevo bisogno di qualcosa di soprannaturale, qualcosa che solo Dio avrebbe potuto provvedermi. Avevo bisogno di una parola d’amore dal mio Padre Celeste; dovevo vincere la guerra senza altro aiuto che non quello dallo Spirito di Dio.

E Dio giunse. Lo Spirito Santo mi sussurrò: “Tua figlia ha due padri; dimmi, quale dei due può sostenerla ora in quella stanza?”

Risposi: “Tu puoi, Signore”.

Fu come se il Signore mi avesse detto: “Hai messo la tua famiglia nelle mie mani; vai avanti, grida con forza, esprimiti. Io conosco tutto quello che provando, lo sento attraverso il mio Figliolo. Ora credi che io sono il Padre di tua figlia, tuo e della tua famiglia”.

In quell’ora di pianto disperato, Gesù entrò nella camera di Bonnie e la sostenette per tre lunghi giorni. Gloria a Dio, Egli la guarì.

Spesso noi cristiani ci convinciamo da soli, che la cosa giusta da fare è stringere i denti nelle nostre battaglie. Diciamo agli altri: “Va tutto bene”, ma non tutto è a posto; Dio non vuole che metterci su un falso fronte. Egli conosce cosa stiamo attraversando e sa anche che è qualcosa che possiamo condividere soltanto con Lui.

L’apostolo Pietro scrive: “…dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi. Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove” (1Pietro 1:5-6 – il corsivo è mio).

La parola greca per afflizione in questo contesto suggerisce abbattimento. Se domandate a qualunque uomo pio qualcosa a proposito della sua guerra privata, egli probabilmente menzionerà l’afflizione che Pietro descrive.

Tutti coloro che camminano stretti a Gesù hanno conosciuto terribili periodi di pesantezza nel cuore. Attraverso la storia, coloro che sono preziosi a Dio hanno attraversato per lunghi giorni una avversità dietro l’altra; sono stati svegliati un giorno dopo l’altro da notizie tristi e da un’altra battaglia da affrontare. Hanno sofferto problemi familiari, crisi di salute, difficoltà finanziarie, problemi con i figli o i nipoti, persone a loro care che hanno affrontato terribili avversità.

Anche il re Davide, un uomo di grande fede, testimoniò: “L'anima mia, dal dolore, si consuma …” (Salmi 119:28); è una verità che proviene da un uomo secondo il cuore di Dio. Davide sta dicendo, in parole semplici, : “Io sono esausto, sto diventando debole sotto questi carichi, la mia vita è nella più completa angoscia”.

Eppure nonostante tutto ciò Pietro dice che: “… voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa” (1Pietro 1:8). Perche? Ci viene detto che queste prove avvengono più frequentemente a coloro che sono fedeli.

Un ministro stava lamentandosi di suo figlio, il quale era stato accusato di aver ucciso due persone. Parlando a proposito di un periodo di afflizione, questo pastore stava sopportando un lungo giorno di agonia dietro l’altro. Mentre parlavo con lui, mi raccontò di altre terribili avversità nella sua famiglia, che fecero spezzare il mio cuore.

Gli offrii parole dalla Scrittura e del conforto, ricordandogli: “ ‘Molte sono le afflizioni del giusto’, questa prova avrà come risultato una più grande fede”.

Mi rispose: “Fratello David, non sono a quel punto; il mio dolore è troppo pesante da sopportare. Per adesso sono concentrato sul dolore di mio figlio”.

Io conosco cosa significa sopportare un tale periodo di afflizione per una persona cara. Pesava su di me in modo significativo mentre sedevo in chiesa vicino al gruppo pastorale, ascoltando i loro messaggi di speranza ed incoraggiamento, mentre innalzavano appelli alla fede. In tutto quel tempo il mio cuore si spezzava dal dolore.

La congregazione cantava: “Spezza quei legami, deponi il tuo carico pesante”, ma c’è bisogno di qualcosa di più che un canto, più di un sermone, più di una riunione per lo Spirito Santo per tirarti su quando sei stretto da un profondo dolore ed un cuore pesante. Non t’importa di quanto sia stato potente il sermone oppure di quanto sia stata gloriosa l’adorazione. Lasciai il servizio non sollevato ma ancora aggravato dall’afflizione.

In tali periodi di avvilimento, nessuno – nessun servizio di culto, nessun messaggio, nessun consigliere – può sollevare la tua pesantezza; è la tua guerra privata ed è qualcosa che tu devi combattere fino alla vittoria. Le preghiere aiutano – in effetti tutte le cose spirituali aiutano – ma Dio vuole che sia la tua vittoria.

Recentemente ho letto pochi capitoli da un famoso libro, scritto alcuni anni fa; questo libro parlava di una guerra privata condotta da un fedele.

Quest’uomo era grandemente ammirato come un retto e caritatevole uomo di Dio. Aveva servito ill Signore fedelmente per anni. Era un guerriero della preghiera, un adoratore, un uomo integro ed onesto ed amava la Parola di Dio. Persino i suoi nemici riconoscevano la sua rettitudine.

Ma un giorno il suo mondo venne a crollare. In una notte di passione mise incinta la moglie di un altro uomo. Nel panico di coprire questo terribile peccato, organizzò in modo che un assassino uccidesse il marito di quella donna.

Quell’uomo fu raggiunto dal suo peccato e venne allo scoperto. Specialmente in due capitoli egli descrive con dettagli vividi l’orribile guerra privata che ne seguì. Fu colpito da una brutta malattia; tutti i suoi amici lo dimenticarono, i suoi figli gli si ribellarono, fu sottoposto alla verga correttrice di Dio e gridò perché il suo carico era diventato intollerabile.

L’uomo fu vinto dalla vergogna per aver disonorato il nome di Dio. La colpa che portava era semplicemente insopportabile; la sua anima era inondata da dolore e lacrime amare, quindi pianse a gran voce: “Sono stato un pazzo, un ipocrita. Come potrò mai essere perdonato?”

La sua angoscia mentale lo faceva lamentare dalla mattina fino a notte; i suoi giorni erano senza riposo e non poteva dormire. Cadde in una profonda depressione, pensando che Dio lo avesse abbandonato.

Inoltre il suo corpo fu rovinato dal dolore; le sue ossa dolevano ed un terribile dolore cresceva nella sua schiena. A volte si sentiva tormentato in ogni parte del suo corpo. Egli scrisse di quel periodo: “Tutto quanto faccio ora è dolore”.

La guerra privata di quest’uomo divenne così preponderante che si sentiva totalmente abbandonato. Ogni giorno gridava: “Dio mio, perché mi hai abbandonato? I miei peccati mi hanno sopraffatto”.

Avrete ora probabilmente compreso che questa famosa, vecchia storia è nella Bibbia. Quell’uomo pio che cadde era il re Davide. Potete leggere la sua confessione nel Salmo 38 e in particolar modo nel Salmo 69.

Mi riferisco all’esempio di Davide perché è la stessa guerra privata che molti credenti affrontano oggi. Sto parlando di credenti che sono caduti nel peccato. La guerra di Davide non proviene dalla stanchezza o dall’avvilimento; proviene da un attacco del nemico su ogni fronte.

Paolo scrive che uno spirito di lussuria sarebbe venuto sul mondo. La seduzione sarebbe venuta fuori da ogni buca dell’inferno contro i più consacrati seguaci di Dio. Non pensiamo neanche per un minuto che quel popolo consacrato e retto sia immune dal cadere nella lussuria della carne.

Molti cristiani credono che se sono fedeli nella preghiera e nello studio della Parola di Dio, non saranno tentati. Ma Davide era un vero intercessore, un uomo secondo il cuore di Dio; nessuno amò il Signore come lui. Questo santo uomo fu ferocemente tentato e fu sopraffatto dalla sua lussuria.

Il più devoto dei santi è tra i bersagli principali di questo tipo di guerre. Giacomo parla a credenti fedeli quando avverte: “Da dove vengono le guerre e le contese tra di voi? Non derivano forse dalle passioni che si agitano nelle vostre membra?” (Giacomo 4:1).

Queste “guerre di lussuria” private ed i combattimenti della carne non sono limitate ai celibi e le nubili. Esse includono uomini e donne sposate – credenti retti, di preghiera e fedeli. Paolo avverte ogni seguace di Cristo quando scrive: “Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere.” (1Corinzi 10:12). Gesù dette un avvertimento simile ai Suoi discepoli: “…Pregate di non entrare in tentazione” (Luca 22:40).

Il mio cuore si volge a tutti coloro che, come Davide, hanno perso una battaglia contro la lussuria. Forse questo ti rappresenta; forse sei nel mezzo di una terribile guerra privata e come Davide conosci alcune delle conseguenze. Giorno dopo giorno affronti colpa, paura e confusione. Ma ricorda che sei nel mezzo di una guerra. Noi sappiamo Chi è la Vittoria.

Come dobbiamo combattere il buon combattimento? Davide scrive: “Egli addestra le mie mani alla battaglia…” (Salmi 18:34 – il corsivo è mio). Non c’è alcuna formula, nessun piano di battaglia da sviluppare contro le astuzie di satana. Il Padre celeste opera in modi misteriosi le Sue mearaviglie nelle nostre vite. Possiamo imparare qualcosa su come il Suo Spirito opera attraverso l’esempio di Davide.

1. Prima di tutto Davide gridò al Signore.

“O Signore affrettati! Aiutami prestamente; sto cadendo. Per favore accorri e liberami. Fammi scampare. La Tua Parola mi promette la Tua liberazione, quindi fallo ora”. (vedi il Salmo 70).

Vi chiedo: quanto frequentemente avete fatto una preghiera simile? “O Signore, quanto tempo ci metterai a liberarmi da questa cosa? Per favore fai qualcosa adesso; perché si sta prolungando da troppo tempo. Dov’è la mia via di salvezza promessa nella Tua Parola?”

La verità è che tutti vorremmo essere fuori dalle guerre in cui ci troviamo. Siamo stanchi di combattere, indeboliti dalle prove, pensiamo: “Ho combattuto abbastanza a lungo, adesso sono esausto e sto per cadere”. Persino Gesù disse sulla croce: “Padre, perché mi hai abbandonato?”

Dio non vuole tirare fuori nessuno dalla propria guerra. Perché? Prima di tutto la guerra è il modo attraverso il quale il Signore ci fortifica e ci insegna saggezza in qualità di soldati nel Suo esercito.

E poi, Egli ha bisogno di noi in questa guerra. Vedete, voi siete al centro esatto del conflitto ed altri vicino a voi dipendono dal vostro esempio. Se Dio vi tira fuori è possibile che molti dei vostri amici e familiari possano soffrire e cadere, perché non vi hanno mai visto lottare nelle vostre battaglie.

Comprendi? Tu sei quello che Dio usa per respingere il nemico; tu sei quello che Egli vuole per insegnare come combattere. Tu sei il guerriero che Dio usa, ed Egli sta usando il tuo esempio per rinforzare dei fratelli indeboliti.

2. Davide prese una decisione: “Vivo o morto io magnificherò il Signore in questa battaglia”.

Quest’uomo retto disse in sostanza: “Ho pregato per avere una veloce fuga dalla mia battaglia. Ma fino a che Dio non mi libera Lo glorificherò nel combattimento, Lo loderò nonostante quanto attraverserò”.

Considerate cosa scrisse Davide in questi Salmi: “… Sia glorificato Dio!” (Salmi 70:4). “Celebrate con me il SIGNORE,esaltiamo il suo nome tutti insieme.” (Salmi 34:3). “Gioiscano e si rallegrino in te quelli che ti cercano; quelli che amano la tua salvezza dicano sempre: «Il SIGNORE è grande!»” (Salmi 40:16).

Questo deve anche essere il nostro grido. Come Davide, dobbiamo volgere il nostro cuore a magnificare il Signore nel mezzo della nostra guerra. Ciò non significa che dobbiamo forzare noi stessi a mostrare una faccia felice. Piuttosto significa che la nostra adorazione a Dio è semplicemente non espressa, Lo glorifichiamo silenziosamente attraverso la nostra battaglia, ora dopo ora. Significa rimanere fermi nel mezzo della furiosa tempesta, dichiarando fermamente nel nostro cuore: “Signore, io credo!”

3. Davide affidò se stesso completamente alla misericordia di Dio.

Considerate l’incredibile testimonianza di Davide: “Quand'ho detto: «Il mio piede vacilla»,

la tua bontà, o SIGNORE, m'ha sostenuto.” (Salmi 94:18). Davide aveva imparato: “Il Signore non permetterà mai alla mia angustia di sopraffarmi, attraverso la Sua grazia i miei problemi non mi abbatteranno”.

Qui c’era la rivelazione verso Davide della misericordiosa, tenera gentilezza del Signore. In ogni prova contro ogni lussuria, Dio è sempre pieno di tenera misericordia vero coloro che si pentono. Davide scrive: “Il SIGNORE è pietoso e clemente, lento all'ira e ricco di bontà. Egli non contesta in eterno, né serba la sua ira per sempre. Egli non ci tratta secondo i nostri peccati, e non ci castiga in proporzione alle nostre colpe. Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così è grande la sua bontà verso quelli che lo temono. Come è lontano l'oriente dall'occidente, così ha egli allontanato da noi le nostre colpe. Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso il SIGNORE verso quelli che lo temono. Poiché egli conosce la nostra natura; egli si ricorda che siamo polvere.” (Salmi 103:14).

Cari santi, volete fare vostra questa testimonianza? Potete guardare verso le vostre preoccupazioni ed avversità, ansietà e tentazioni e dire in fede: “Per grazia di Dio non sto crollando,io non sarò sopraffatto da queste cose”? Egli vi risponderà: “Io non permetterò che siate schiacciati; ho grazia sufficiente per voi”. “… La mia grazia ti basta …” (2Corinzi 12:9).

Ed ora una parola conclusiva su questo soggetto, da Davide stesso: “(Egli) fa cessare le guerre …” (Salmi 46:9). In ogni conflitto privato che affronti, poni i tuoi occhi ed i tuoi pensieri fissi su questo: la grazia di Dio e la Sua tenera bontà non mancheranno mai. Amen!

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