La Verità Sulla Fede | World Challenge

La Verità Sulla Fede

David WilkersonJune 1, 1981

La tua fede è debole? Sei perplesso perché la tua fede non sembra ottenere risultati? Hai pregato diligentemente per qualcosa, hai creduto con tutto il tuo cuore ma non si è realizzata? O peggio, si è verificato l'esatto contrario? Una persona amata non è stata guarita. Il desiderio del tuo cuore non è stato esaudito — ocomunque, non come desideravi. Il miracolo di cui avevi bisogno non è ancora arrivato. Il tempo passa, e i problemi sono ancora lì.

La cosa peggiore è che la Parola di Dio in quei momenti ti prova. Leggi tutte quelle gloriose promesse: "Ogni cosa è possibile a chi crede" "Chiedete, senza dubitare, è vi sarà fatto" "Tutte le cose che domandate pregando, credete di riceverle e le otterrete." Cerchi di reclamare quelle promesse. Sai che Dio non è un bugiardo, e che Lui non ti stuzzicherebbe con mete irraggiungibili. E poi, ti sforzi di credere — davvero, credendo con sincerità — ma rimani confuso, perché la risposta arriva in ritardo o non si vede.

Secondo la teologia di alcuni, esistono solo due motivi per cui non hai ottenuto quello che hai chiesto. O la tua fede è difettosa, o c'è un peccato nella tua vita.

Ti viene fatto credere che Dio trattenga la risposta finché la tua fede migliorerà abbastanza da soddisfarLo. La qualità o la quantità della tua fede non ha raggiunto i criteri di Dio per una preghiera esaudita. Ti viene fatto credere che Dio è obbligato dalla Sua Parola a rispondere a qualunque richiesta — nel momento in cui raggiungi l'esatto pinnacolo della fede. E ciò significa anche rimuovere dal tuo vocabolario ogni pensiero, parola, o confessione negativa. Vedi, non devi offendere Dio. Può essere stato quasi pronto ad accordare il tuo desiderio — ma, oops! Hai fatto una confessione negativa. Hai detto le parole sbagliate, così Dio si sta riprendendo tutto! Un momento ce l'hai — dopo non più!

Amici miei, quel tipo di teologia è stupida, ed è un'offesa ad un Padre Celeste intelligente ed amorevole. Dovunque io vada oggigiorno, incontro Cristiani che vivono nella paura di dire le cose sbagliate e quindi bloccare il flusso delle benedizioni — come se Dio soppesasse ogni parola dei Suoi figli, girando in punta di piedi, pronto a infliggere una punizione a chiunque non parli nel modo corretto.

Incontro Cristiani nella nostra nazione la cui fede è naufragata perché sono disillusi e addolorati. Hanno trovato un insegnamento di "fede" che gli ha fatto credere che ottenere un qualsiasi desiderio sarebbe semplicemente dipeso dall'utilizzare la formula corretta. Sono stati sfidati ad affidarsi a Dio per prosperità, perfetta salute e qualunque altra cosa le loro menti avrebbero potuto concepire. "Immagina, quindi credi," è stato detto loro. Sono stati spinti a cancellare tutti i loro pensieri di sofferenza, dolore, povertà — oaltre cose negative. Sono stati sostenuti dalle testimonianze di quelli che intorno a loro stavano ottenendo nuove auto, case, lavori, pellicce, anelli di diamanti — tutto quello che i loro cuori desideravano — etutto grazie alla fede positiva.

Ma quando nessuna di queste cose si è avverata per loro — quando, invece della prosperità, stavano accumulando bollette — quando, invece della guarigione, è venuto un periodo di prova, lacrime, tristezza, e altro — sono rimasti confusi! Cosa è accaduto? Ha funzionato per il pastore. Ha funzionato per l'evangelista. Lui prospera. Ottiene tutto quello che vuole — non appena lo desidera. Quindi arriva la domanda: "Per gli altri funziona; perché non per me?" "In cosa sto sbagliando? Devo essere io, la mia fede deve essere debole, imperfetta. Ci deve essere un peccato segreto che blocca la risposta".

Permettetemi di condividere con voi delle riflessioni toccanti sulla fede e l'amore. Credo che Dio possa operare miracoli in risposta alla preghiera di fede. Credo in ogni promessa della Parola di Dio così com'è! Ma, attraverso molte lacrime e sofferenze, ho scoperto qualcosa di meraviglioso sul modo in cui Dio opera. Quello che stai per leggere dovrebbe aiutarti a rinnovare la tua fiducia nel Signore e liberarti dalla schiavitù di cercare di capire la fede.

Supponiamo che mio figlio Greg sia stato catturato da una trappola per orsi nel bosco dietro casa nostra. Lo sento invocare aiuto. E' ferito, sanguinante e grida il mio nome con tutta la sua forza.

Da padre, mi fermo prima ad analizzare la qualità della sua fede? Mi pongo forse la domanda: "Mi chiedo se Greg crede che gli risponderò. Ha abbastanza fede in me per credere che accorrerò in suo aiuto?"

No! Mille volte no! Accorro dal mio ragazzo — senza pormi domande — senza coinvolgimenti di fede — perché sono motivato dall'amore di padre per un figlio sofferente. Non è la sua fiducia a motivarmi. Non è nulla di quello che lui fa. E' semplicemente il mio amore per lui.

Che genere di padre terreno lascerebbe un figlio sanguinante e ferito in un bosco sperduto semplicemente perché il figlio non ha mostrato fede in lui? E Dio non lascerà mai alcuno dei Suoi figli soffrire da soli. Non si turerà le orecchie al loro grido — solo perché la loro fede in Lui è debole.

"Se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché egli non può rinnegare se stesso" (2 Timoteo 2:13).

La mia fede, la tua fede, tutta la fede — deve riposare sulla bontà e le cure amorevoli del nostro Padre Celeste. Ci è comandato di gloriarci nell'amore e infinita bontà di nostro Padre.

"Ma chi si gloria si glori di questo: di aver senno e di conoscere me, che sono l'Eterno, che esercita la benignità, il diritto e la giustizia sulla terra; poiché mi compiaccio in queste cose — dice l'Eterno" (Geremia 9:24).

Dio ama tanto i suoi figli, da sentirli prima che essi Lo chiamino, come una madre che anticipa il pianto del suo bambino. Per questo Davide pregava: "Ascolta la mia voce secondo la tua benignità; o Eterno, vivificami secondo il tuo giusto decreto" (Salmi 119:149).

Egli mi ama e viene in mio soccorso quando la mia fede è debole, quando non merito alcuna risposta da Lui, tutto per la Sua dolcezza e bontà.

"L'Eterno è pietoso e clemente, lento all'ira e di grande benignità. Egli non contende in eterno e non serba l'ira per sempre. Egli non ci tratta come meritano i nostri peccati, e non ci castiga in base alle nostre colpe" (Salmi 103:8–10).

La pace più grande ha inondato la mia vita da quando mi sono convinto che Dio mi ama. Al punto che Egli verrà in mio soccorso e farà quello che è giusto in ogni situazione della mia vita. Fede debole o meno, Lui mi ama ancora e niente può ostacolare quell'amore.

La moglie di Giobbe fece la peggiore confessione del mondo. Disse a Giobbe: "Maledici Dio e muori!" Ma, a dispetto di ciò, partecipò nelle stesse benedizioni del suo fedele marito.

Un teologo chiese: "Perché Dio non ha preso sua moglie, dal momento che Egli tolse a Giobbe ogni altra cosa?" Leggi qualsiasi altro commento e scoprirai lo stesso tipo di mancanza di rispetto per la moglie di Giobbe. Ma ultimamente ho avuto un nuovo pensiero di apprezzamento per quella donna sofferente. Penso che siamo stati troppo duri con lei. Dopo tutto, quei dieci figli che morirono erano anche i suoi.

Non mi meraviglia che questa donna abbia vacillato nella fede. Il diavolo non voleva lei; eppure lei soffrì almeno quanto Giobbe. Una donna di solito soffre più di un uomo per la morte di figli. Ella ebbe l'ulteriore dolore di vedere suo marito morire lentamente di elefantiasi, una malattia terminale.

La moglie di Giobbe pianse amaramente. Niente più nipoti. Niente più feste con la famiglia. L'unica famiglia rimastale era Giobbe, e anche lui stava morendo. L'elefantiasi viene descritta come una malattia che causa intenso calore: un gonfiore bruciante causato da ulcere e tumori, copre la pelle di un tessuto nodoso, come la pelle di un elefante. La malattia peggiora progressivamente e colpisce gli organi genitali. Ciò significa che Giobbe non avrebbe potuto avere più figli, in quelle condizioni. Sua moglie non poteva neppure pensare ad una nuova famiglia. Quale disperazione deve averla colta. Sono certo che ha perso ogni speranza. Deve essere stata arrabbiata con Dio. Non scuso ciò che lei disse, e penso che sia tragico che non implorò l'amore di Dio mantenendo la fede. Ma posso capire il tipo di dolore e di angoscia che l'ha fatta venir meno. Posso capire come, nel suo dolore umano, non riusciva a comprendere quello che stava accadendo. Tutto ciò che sapeva era che tutto era perso. Pensò che non c'era rimasto niente per cui valesse la pena di vivere. Ed ecco perché suggerì a Giobbe di suicidarsi e di abbandonare la fede in Dio.

Forse Dio nutrì rancore contro di lei? Quando tutti i problemi passarono e Giobbe guarì, Dio tenne presente la sua cattiva confessione? Si è ripreso tutte le benedizioni da lei a causa del suo scoppio umano di paura? No! Dio la benedisse! Credo che Dio la capisse. Sapeva che non intendeva dire quello che aveva detto! Guardò al di là della sua fragilità e vide il grido del suo cuore e la benedisse ugualmente.

"Se tu dovessi tener conto delle colpe, o Eterno, chi potrebbe resistere, o Signore? Ma presso di te vi è perdono, affinché tu sia temuto" (Salmi 130:3,4).

"Egli non ci tratta come meritano i nostri peccati, e non ci castiga in base alle nostre colpe. Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso l'Eterno verso quelli che lo temono" (Salmi 103:10,13).

"Avete udito parlare della pazienza di Giobbe, e avete visto la sorte finale che il Signore gli riserbò, poiché il Signore è pieno di misericordia e di compassione" (Giacomo 5:11).

"Poiché egli libererà il bisognoso che grida, e il misero che non ha chi lo aiuti" (Salmi 72:12).

Non sentitevi condannati dalle parole dette in fretta o nella paura. Serviamo un Padre che perdona e dimentica ogni parola dubbiosa e terribile che sia stata detta nella disperazione. Sii onesto con Dio. La moglie di Giobbe lo era. Non fingere. Se non riesci a capire perché le tue preghiere non ricevono risposta, o perché devi soffrire se il tuo cuore è pieno di domande, paura, e confusione dillo a Dio! Tira fuori quello che senti dentro, negativo o meno. Il nostro Padre te lo lascerà gridare, ascolterà pazientemente i tuoi lamenti e le tue paure, e non ti condannerà per questo.

Tutto ciò che devi fare è andare a Lui con amore e gridare: "Ora Signore, guarisci la mia incredulità. Porta via le mie paure e la confusione. Mostrami il Tuo amore, ora che ne ho così bisogno. Aiutami ad arrendermi".

Il Dio che servo non nutre rancori.

Ho sentito dire: "Hai peccato nella tua vita; quindi Dio si è allontanato da te". Che astuto strumento satanico per riempire il popolo di Dio di paura e schiavitù! E sorprendentemente, moltitudini di cari figli di Dio si sono convinti del fatto che Dio sia arrabbiato con loro, che si sia allontanato da loro, o che almeno trattenga le risposte alla preghiera — acausa del peccato.

Non dice la Bibbia: "Ma le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro Dio e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi"? Certo! Nel Vecchio Testamento, prima della Croce, prima dello spargimento del sangue di Cristo per la remissione gratuita di tutti i peccati del mondo.

Come può Dio nascondersi da peccati per cui ha già pagato con il sangue del Suo stesso Figlio? E se un uomo pecca, Cristo l'avvocato perdonerà tutti quei peccati e ripulirà da tutta l'iniquità.

Se hai sinceramente confessato i peccati di ieri, essi sono perdonati, sotto il Sangue, e non sono più ricordati contro di te!

Per i Cristiani i cui peccati sono cancellati, le risposte che arrivano in ritardo, la sofferenza, e le prove, sono di solito il risultato di un castigo amoroso e non del peccato. La Bibbia dice:

"Chi risparmia la verga odia il proprio figlio, ma chi lo ama lo corregge per tempo" (Proverbi 13:24).

"E avete dimenticato l'esortazione che si rivolge a voi come a figli: 'Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d'animo quando sei da lui ripreso, perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce'.

Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli.

Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo.

Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti…!" (Ebrei 12:5-12).

Oggigiorno sento la gente dire: "Si, il Signore castiga e corregge. Ma non tramite sofferenze o dolore. Dio non lo farebbe. Una fede autentica non lo permetterebbe".

La verità è, amici miei — che attraverso la storia, fino a questo giorno, gente devota ha sofferto e anche ora sta soffrendo. Negare questo è negare la verità. Paolo ci parla delle sofferenze dei primi Cristiani. Vogliamo accusarli di non avere fede?

La verità è che alcune delle persone più sante viventi oggigiorno soffrono di cancro, ulcere, reumatismi, problemi al cuore, ecc. Mi sento umiliato quando sento dire alla gente: "Non avrebbero dovuto essere malati. La loro fede era debole".

Nessuno di questi santi che hanno sofferto vorrebbero fare a cambio con quelli che non hanno sofferto. Oh, la crescita, lo scoprire le profondità dell'amore di Dio, i veri valori e le priorità riordinate come risultato della sofferenza. Quelli che non hanno sofferto con Cristo sono superficiali, egocentrici e mancano di quella compassione che viene solo dall'aver incontrato il Signore nel mezzo del forno ardente della prova. C'è anche un tipo impaziente di arroganza verso le persone che non hanno mai sofferto.

Una volta ho rifiutato il termine, "scelto per soffrire". Ero sgomentato dall'idea che Dio permettesse ad alcuni di soffrire più di altri, per aiutarli ad arrivare ad una conoscenza più profonda di Sé. Ma allora pensai a quelli che soffrono — espesso sono i più fedeli, ripieni di fiducia e di amore di tutti i figli di Dio. Sinceramente, sono vasi eletti.

So che alcuni saranno offesi da quello che ho appena detto. E questo accade perché abbiamo deviato tanto dalle realtà del Vangelo di Cristo. Ci siamo così rovinati, così viziati, da dimenticare che la chiamata di Cristo è alla separazione, prove, si — eanche sofferenze.

"Ma il Signore gli disse: 'Va perché costui è uno strumento da me scelto per portare il mio nome davanti alle genti, ai re e ai figli d'Israele. Poiché io gli mostrerò quante cose egli deve soffrire per il mio nome'" (Atti 9:15,16).

"Mosé…stimando il vituperio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori di Egitto…scegliendo piuttosto di essere maltrattato col popolo di Dio che di godere per breve tempo i piaceri del peccato…" (Ebrei 11:26).

"Poiché a voi è stata data la grazia per amore di Cristo, non solo di credere in lui, ma anche di soffrire per lui…" (Filippesi 1:29).

1. Se non puoi dare a Dio una fede perfetta, dagli un amore perfetto. "L'amore perfetto caccia via la paura".

Non fede perfetta — ma amore perfetto. L'amore perfetto è il riposo che Dio ha per la Sua gente. Egli desidera che noi riposiamo nel Suo amore, credendo che Egli verrà sempre in nostro aiuto come un padre verso il figlio afflitto a dispetto della nostra fede inadeguata.

Smetti di valutare e misurare la tua fede. Smetti di cercare di capire la fede. La Bibbia dice:

"Ora dunque queste tre cose rimangono: fede, speranza e amore; ma la più grande di esse è l'amore. Desiderate l'amore…" (1 Corinzi 13:13, 14).

Se vuoi "specializzarti" in qualcosa — fa che sia l'amore. Senza amore, tutta la fede è vana.

2. Se Dio non risponde ad alcune delle nostre preghiere, puoi star certo che Egli ha qualche ottimo motivo per non farlo.

Si può riassumere in questo: Dio ha tutta la potenza per poter fare qualunque cosa. Niente Gli è impossibile. Egli ha promesso di rispondere ad ogni preghiera fatta nel nome di Cristo. Quindi dobbiamo chiedere, in piena sicurezza di fede — aspettandoci una risposta. Ma se Dio dovesse ritardare quella risposta o scegliere un'altra strada per noi — deve avere un'ottima ragione per farlo. E noi dobbiamo credere che qualunque cosa Dio permetta nelle nostre vite — servirà un giorno per farci del bene.

"Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento" (Romani 8:28).

Il nostro Padre Celeste sa esattamente dove stiamo andando, di cosa abbiamo bisogno, ed Egli ci darà ciò che è meglio per noi — al momento giusto scelto dallo Spirito Santo.

"Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a coloro che gliele chiedono" (Matteo 7:11).

"Chi dimora nel riparo dell'Altissimo, riposa all'ombra dell'Onnipotente. Dico all'Eterno: 'Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido'. Certo egli ti libererà dal laccio dell'uccellatore e dalla peste mortifera. Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza. Tu non temerai lo spavento notturno, né la freccia che vola di giorno, né la peste che vaga nelle tenebre, né lo sterminio che imperversa a mezzodì.

Poiché egli ha riposto in me il suo amore io lo libererò e lo leverò in alto al sicuro perché conosce il mio nome. Egli mi invocherà e io gli risponderò; sarò con lui nell'avversità; lo libererò e lo glorificherò. Lo sazierò di lunga vita e gli farò vedere la mia salvezza" (Salmi 91:1–6, 14–16).

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