Risvegliati chiesa: Gesù sta tornando! | World Challenge

Risvegliati chiesa: Gesù sta tornando!

David Wilkerson
February 10, 2014

Quando ero un ragazzo, la chiesa gridava del continuo: “Gesù sta tornando!” Durante tutta la mia gioventù, ogni evangelista ospitato nella chiesa di mio padre portava un forte messaggio riguardante la prossimità del ritorno di Cristo. Ancora oggi quei sermoni sono fissati nella mia memoria: “La bibbia dice che Cristo tornerà come un ladro nella notte, quando meno lo aspettate. Accadrà in un batter d'occhio, ad un suonar di tromba. Dovete sempre essere pronti.”

Nell'odierna casa di Dio, l'affermazione “Gesù sta tornando!” è sempre più difficile da sentire. Ben pochi cristiani vivono con un senso di attesa, aspettando e desiderando il ritorno di Gesù. Come siamo arrivati a questo punto?

Nel nuovo testamento veniamo spesso avvertiti che degli schernitori appariranno negli ultimi giorni, tentando di ridicolizzare la dottrina del ritorno di Cristo: «Sappiate questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo i propri desideri peccaminosi e diranno: Dov'è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione» (2 Pietro 3:3-4). Anche oggi possiamo sentire queste cose: «Cosa dovremmo temere? Tutte le cose vanno come sono sempre andate. Non c'è ragione di temere il giorno del giudizio, perché non esiste.»

Dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, tante persone si riversarono nelle chiese, pregando con un fervore che non si era visto nei tempi recenti. Eppure, soltanto sei mesi dopo, nelle chiese c'erano ancora meno persone che prima degli attacchi. Come aveva detto Pietro, erano arrivati degli schernitori.

Il diavolo ha insinuato un'ulteriore bugia nella mente di molti credenti: “Cristo sta ritardando il suo ritorno”. Gesù parlò di questo in Matteo 24, nella parabola riguardante l'essere pronti al suo ritorno: «Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell'ora che non pensate, il Figlio dell'uomo verrà. Qual è mai il servo fedele e prudente che il padrone ha costituito sui domestici per dare loro il vitto a suo tempo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà così occupato!Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi beni. Ma, se egli è un servo malvagio che dice in cuor suo: "Il mio padrone tarda a venire"; e comincia a battere i suoi conservi, a mangiare e bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se l'aspetta, nell'ora che non sa, e lo farà punire a colpi di flagello e gli assegnerà la sorte degli ipocriti. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti.» (Matteo 24:44-51).

Gesù sta parlando dei credenti, paragonandoli a dei servitori. Uno è fedele, mentre l'altro è malvagio. Cosa rende il secondo servitore malvagio agli occhi del Signore? Secondo Gesù, si tratta di qualcosa che “dice in cuor suo”, che “il Signore tarda a venire”. In altre parole, si è convinto che Gesù non arriverà in maniera improvvisa o inaspettata; gli è stato insegnato di “vegliare”, “essere pronto”, «perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate.» (Luca 12:40). Ma questo servitore preferisce addormentare la sua coscienza con la menzogna di Satana.

Una volta accettata la menzogna del diavolo, se ne ottiene il frutto: non sentendo il bisogno di vegliare in attesa del ritorno di Cristo, non sentirà nemmeno la necessità di essere in pace con i suoi compagni servitori. Non c'è alcun bisogno di preservare l'unità in casa, al lavoro, o in chiesa, né di comportarsi giustamente con gli altri. Invece, penserà di poter “battere i suoi conservi”, accusandoli, provando rancore nei loro confronti e minandone la reputazione. Questo servitore vuole solo divertirsi, avere piacere, vivere senza coscienza. In pratica, desidera sia Gesù che il mondo.

Paolo continuava a dirlo: “Sveglia! Siamo oltre la mezzanotte e il ritorno del Signore è vicino. Datevi da fare e non siate pigri. Gesù sta tornando per quelli che l'attendono.” Alla chiesa di Roma scrisse così: «E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è più vicina di quando credemmo. La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.» (Romani 13:11-12). In più, scrisse alla chiesa di Filippi: «La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino.» (Filippesi 4:5)

Questo mi porta al centro del mio messaggio: il grido che giunge dal profondo del cuore di chi è in Cristo.

In Apocalisse 22:17 leggiamo: «Lo Spirito e la sposa dicono: Vieni». La sposa di Cristo consiste del corpo dei credenti di tutto il mondo che sono sotto la signoria di Gesù. Sono credenti nati di nuovo, lavati col suo sangue.

Questo verso mostra l'ultima chiamata, o preghiera, dello Spirito Santo, quando sa che il suo lavoro sulla terra sta per essere completato: “Vieni, Signore Gesù!” Queste parole dello Spirito non sono dirette agli uomini, ma a Cristo. In pratica, significa: “Signore, affrettati a ritornare”.

Tutti coloro che fanno parte del corpo di Cristo conoscono questo desiderio dello Spirito; vivono e camminano nello Spirito, le loro anime poggiano nei luoghi celesti, e i loro corpi sono il suo tempio. Lo Spirito stesso prega in loro: «Vieni presto, Signore Gesù!» E questo è anche il loro desiderio. Nel verso 7 di questo capitolo Gesù annuncia: «Ecco, sto per venire. Beato chi custodisce le parole della profezia di questo libro». Il verso 12 aggiunge: «Ecco, sto per venire e con me avrò la ricompensa da dare a ciascuno secondo le sue opere». Se credo che il mondo stia correndo verso il caos incontrollato e che Gesù stia tornando, allora questo dev'essere ciò che annuncio alla mia famiglia e ai miei amici, che sono impreparati. La mia preghiera dev'essere: «Vieni Signore. Ma prima ancora, dai alle persone che amo, e che ancora non ti hanno ricevuto, orecchie per sentire. Salvali, Gesù!»

Hai pregato in questo modo per coloro che ami? Che non seguano più gli schernitori quando dicono: “Le cose vanno come devono andare. Divertitevi, godetevi la vita e fate tutto quello che vi rende felici.” Che questa cecità possa svanire! Dei terroristi hanno abbattuto le torri gemelle. Delle Nazioni  ribelli hanno preparato bombe nucleari con cui tenere il mondo in ostaggio. Nuove malattie mai conosciute, come la SARS e l'ebola, possono distruggere il corpo in pochi giorni. Circa settecentomila Rwandesi sono morti per mano dei loro compaesani. E l'elenco è molto più lungo...

Le cose vanno come devono andare? Quanta ostinata ignoranza! La verità è che Dio sta smuovendo tutto! E quello che deve ancora venire è troppo terribile per volerlo pensare.

Lo Spirito Santo sa cosa accadrà a breve, quando non ci sarà più alcuna regola.

Quando giungerà questo tempo, ogni uomo si abbandonerà ai propri piaceri. Ogni religione militante vorrà imporre il suo dio sugli altri, ogni cosa santa sarà disprezzata e ogni legge trasgredita. Nel mentre, la chiesa apostata predicherà le dottrine più corrotte e dannate pensabili.

In mezzo a tutto questo, posso sentire Gesù dire: «Sì, vengo presto!» (Apocalisse 22.20). E posso anche sentire la sposa di Cristo rispondere, come Giovanni: «Amen! Vieni, Signore Gesù!» (stesso verso).

Vi stimolo a mettere da parte i pensieri sulle varie dottrine riguardanti il ritorno di Cristo. Invece, ascoltate ciò che viene dal cuore di uomini e donne che amano pensare al ritorno del nostro Signore. Questa è la base di tutto ciò che dobbiamo considerare: «Lo vedremo faccia a faccia. Potremo contemplarlo» (vedi 1 Corinzi 13:12).

Il ritorno di Gesù dovrebbe farci palpitare, non preoccuparci. Potete immaginare essere chiamati per nome da lui? Se ami veramente qualcuno, desideri che questa persona ti stia vicina.

Immaginate una coppia appena sposata, in cui il marito deve andarsene di colpo, magari per una chiamata dell'esercito e per importanti affari. Dirà alla moglie: «Tornerò, ma non so quando.»  Per i primi anni lei gli scriverà spesso, con splendide lettere d'amore. Ma non dirà mai “torna presto”. Col passare degli anni scriverà sempre meno, sempre senza dire: “Torna presto, ti attendo, prego che tu sia qui il prima possibile!”

Miei cari, come possiamo dire a Cristo che l'amiamo e ci manca, per poi non pregare mai che torni da noi? Come possiamo non dirgli mai che vogliamo che torni a prenderci con lui in modo da essere sempre in sua compagnia?

Che questo possa sempre essere il nostro pensiero: «Torna presto, Signore Gesù!»

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