Fare le opere di Gesù | World Challenge

Fare le opere di Gesù

Gary WilkersonDecember 18, 2017

Una chiamata nuova per ricevere il battesimo d’amore di Dio

La scorsa primavera mi trovavo in un hotel ad Amman, in Giordania, dove ho avuto un’esperienza che mi ha cambiato profondamente. Su tale esperienza ho già scritto dei cenni in precedenza, ma non lo ho condiviso pienamente. Lo faccio ora perché ha molto a che fare con la nostra visione qui a World Challenge e con la nostra partecipazione con te nel servire Gesù.

Ero in Giordania per condurre insieme ad altri un convegno internazionale pastorale. Era la fine di un lungo viaggio fatto in parecchie nazioni del Medio Oriente ed Europa. Una notte mentre ero ad Amman, dopo parecchi giorni di ministero, stavo riflettendo sulla giornata ed il Signore mi aprì gli occhi su qualcosa.

Ogni mattina un autista veniva a prendermi in hotel e mi portava alla conferenza, dove conducevo una sessione mattutina per i pastori provenienti da quella regione. Quando la sessione finiva, venivo portato di nuovo in hotel dove pranzavo e mi preparavo per la riunione successiva. Poi nel pomeriggio venivo portato ancora ad un’altra sessione. Questa routine si ripeteva ogni volta anche per la riunione serale. Tra una riunione e l’altra mi incontravo con i pastori e pregavo con loro. A convegno concluso ci saremmo spostati in un’altra località, dove avremmo ripetuto la stessa routine. Riflettendo su questo il mio cuore fu risvegliato: c’erano milioni di persone, in questa nazione quasi esclusivamente musulmana, che non avevano mai sentito parlare di Gesù. Ero a contatto con molti di loro ogni giorno: fattorini, portieri, autisti, camerieri, negozianti, uomini d'affari, gente per strada. Ma l'unico posto in cui parlavo di Gesù era nei convegni con i pastori, quindi con persone che lo conoscevano. Ho sentito la voce del Signore che mi diceva: "Gary, mi porti ovunque tu vai ?"

Ho riflettuto ed ho pensato, io mi sono sempre considerato un insegnante, non un evangelista e mi sono rivolto al Signore in preghiera : “Signore, tu conosci i miei doni e le mie debolezze”. “Non sono molto portato a chiacchierare con tutti. Sono un introverso che ama passare il tempo da solo. Tu non mi hai equipaggiato in questo senso”. Ma lo Spirito mi ricordò: “Il tuo dono non è limitato agli incontri con i pastori. Non c’è un inizio o una fine. Il tuo ministero lo devi realizzare con chiunque incontri”.

Attraverso i vangeli ed il libro degli Atti, Gesù ci dice di andare in tutto il mondo e predicare il Suo evangelo, guarendo gli ammalati e proclamando che il regno di Dio è qui. Quando lui dice “tutto il mondo” include il nostro mondo di ogni giorno. Ma onestamente, non ho mai capito come vivere quel tipo di stile di vita soprannaturale. Non sono mai stato un tipo da libro degli Atti.

Il Signore deve aver letto i miei pensieri perché mi sussurrò: “Io sono quello che può renderti un tipo da libro degli atti, e so di cosa hai bisogno Gary: un nuovo battesimo del mio amore. Se tu non ami le persone, ti atterrai al mio evangelo solo per senso del dovere. Così non adempierai mai l’opera del mio regno. Solo un rinnovato riempimento del mio Spirito può farlo”.

Immediatamente sentii una profonda convinzione, non era un sentimento negativo. Piuttosto era il contrario: mi sentivo eccitato. La verità è che ero stanco di essere introverso, riservato e pauroso di comunicare a chiunque la dottrina di Gesù. Mi ero sempre sentito frustrato nel leggere delle opere miracolose di Dio nelle Scritture e participare a queste opere come Suo discepolo. Quel momento nell’hotel fu cruciale per me. Non potevo più semplicemente leggere di Gesù che portava avanti il Suo regno sulla terra e non prenderne parte. Lui mi stava chiamando a viverlo.

Conosco tanti seguaci di Cristo che vivono la stessa frustrazione che ho provato.

Molti di noi portano Gesù con loro quando vanno in chiesa, ma non lo fanno molto nella propria vita di ogni giorno. Preghiamo per gli ammalati e chiediamo alle persone di ricevere Cristo durante i culti. Ma cosa facciamo per agire come Gesù quando era a contatto con gli uomini, fare delle opere buone, guarire, liberarli, renderli liberi dalla prigionia del peccato e predicare la buona novella ogni giorno, ovunque e per chiunque? Lo portiamo insieme a noi nelle riunioni in casa ed ai convegni cristiani, dove lo professiamo dentro una comunità sicura e di supporto. Ma molto del tempo che ci resta lo teniamo ben nascosto nei nostri cuori. In fondo per molti di noi non sembra giusto. E non dovrebbe esserlo.

Quando consideriamo il nostro stile di vita come seguaci di Gesù, molti di noi non si rispecchiano nel modello del Nuovo Testamento. Cristo aveva mandato i Suoi 12 discepoli per proclamare la Buona Novella, guarire gli ammalati e volenterosamente dare luogo al Suo regno sulla terra. In seguito inviò 70 discepoli con le stesse istruzioni. Battezzò 120 persone e li mandò a  fare lo stesso. Infine dopo la Sua resurrezione, dette questo mandato a 500 persone che lo videro. Gesù disse ad ognuno di tali gruppi: “Ogni cosa che vi ho insegnato di fare – predicare l’evangelo, guarire gli afflitti e dare luogo al Mio regno – lo farete nel Mio nome. Ora andate in tutto il mondo e fate come vi ho comandato. Vi darò tutta la potenza di cui avete bisogno per essere miei testimoni”.

Questo è il modello del Nuovo testamento. Ma la differenza tra questo ed il modo in cui viviamo la nostra fede è enorme. Da una parte c’è la meravigliosa e operante potenza di Dio e all’opposto c’è il nostro stile di vita. Quella notte nell’hotel, ero spinto dallo Spirito Santo a colmare tale differenza. E allora come potevano queste due distanti realtà diventare una?

Può succedere attraverso un battesimo del mio amore, sentii dire al Signore. Quando Dio manda delle persone ad incrociare il nostro cammino il nostro ruolo non è di “farne bersaglio” di evangelizzazione, ma è di amarli con il Suo amore potente, perspicace, miracoloso.

“Okay, Signore, sono pronto” pregai. “Voglio un nuovo battesimo del Tuo amore. Devo appartarmi in preghiera per questo? Oppure devo digiunare?”

“No”, fu la risposta. “L’ho già fatto in te. Ti ho battezzato nel mio amore”.

Ero perplesso. “Io non sento nulla” pregai. “No, ma osserva”, disse il Signore. “Come dichiara la mia Parola, la mia potenza verrà su di te e sarai mio testimone”.

Qualunque modo immagginassi che Dio si usasse di me, mi sembrava del tutto innaturale rispetto a ciò che sono.

Non riuscivo a vedermi come un evangelista che che viene improvvisamente dotato di un talento. Ma io so che Dio è buono e che tutto quello che alla fine accade non è come me lo aspettavo. Il giorno dopo incontrai un giovane e immediatamente gli chiesi: “Scusami vorrei soltanto dirti – sai che Gesù ti ama?”

Non riuscivo a credere a quello che era uscito dalla mia bocca. Anche lui deve essere rimasto scioccato, perché rispose semplicemente: “Hmm”. Quando scese al piano inferiore, pensai che forse avevo sbagliato nel fare ciò che Dio voleva. Ma sentii una parola rassicurante nel mio cuore: “Questo è esattamente ciò che volevo tu dicessi”.

In tutte le altre nazioni che visitammo in quel viaggio, ho avuto esperienze con risposte simili. Ma ho visto anche un altro tipo di risposte cosa succede quando il cuore delle persone sono preparate ad essere toccate da Gesù. In Bosnia un pastore e io stavamo andandocene da un bar quando vedemmo un veterano militarre in una sedia a rotelle che mendicava. Aveva perso una gamba nella guerra civile, mentre l’altra gamba era rimasta ferita. “Potrei perdere anche questo arto” ci disse: “mi brucia e a malapena riesco a stare qui fuori”.

Gli chiesi se potevo pregare per lui. Come molte persone che avevo avvicinato, appariva scettico , ma sembrava anche che avesse una speranza bramosa. Mentre pregavamo la sua espressione si addolciva. “La mia gamba va meglio”, disse. “è fresca e non brucia più”. Gli dissi “Gesù lo ha fatto”. “Gesù?” rispose. “ Ho appena visto un video che mi ha dato qualcuno, intitolato ‘Il film di Gesù’. Vuoi dire che non è soltanto storico? Non sapevo che fosse vivo ancora oggi”.

Si, Gesù è prorio vivo ancora oggi  e sta portando il Suo regno qui sulla terra, nel modo che ha fatto per quel veterano sofferente. Cristo non è mai cambiato da quando per la prima volta ha dato mandato alla Sua chiesa di portare l’evangelo ad un mondo ferito e perduto. Eppure qualcosa aveva cambiato: me stesso. Ho visto con i miei occhi che raggiungere le persone nell’amore non è un dovere , ma è eccitante, avventuroso e divertente ed è una realtà per tutti noi, dal più dotato tra i predicatori al più timido degli introversi. Era uno stile di vita per i seguaci di Gesù del primo secolo, ed è vero anche per noi oggi.

Continuai quella esperienza sul volo di ritorno. Sfinito per il mio ministero svolto in cinque nazioni pensai: “Sono contento di aver finito per un po’ con quel tipo di evangelizzazione”. Immediatemente sentii un’esortazione dallo Spirito Santo: “Ti ho detto che non c’è la parola “aver finito” nel ministero. Sei soltanto all’inizio”.

Non compiamo un ministero; siamo ministri  e rechiamo ovunque con noi la miracolosa presenza di Cristo.

Insieme a mia moglie Kelly continuammo questo stile di vita dopo essere tornati. Il mio primo giorno dopo il rientro mi sentii spinto a chiedere ad una giovane imbustatrice di un negozio di alimentari se potevo pregare per lei per qualcosa. I suoi occhi si riempirono di lacrime. “Si, ho problemi con mia madre. Come lo sapevi?” chiese. Dopo questo episodio insieme a Nicky Cruz pregammo per una cameriera alla quale era stato diagnosticato un cancro al pancreas. Due settimane dopo, quando tornammo insieme a Kellly in quel ristorante, la cameriera ci disse che era stata esaminata dai suoi medici, ed avevano dichiarato che era libera dal tumore. In un ristorante di New York parlammo di Gesù con un cameriere ed un altro cameriere ci si avvicinò chiendendoci di pregare. Un’altra volta, in un centro commerciale, fui spinto a chiedere ad una donna se avesse delle emicranie. Stupita rispose: “Si, sono terribili. Puoi aiutarmi?”. Pregammo per la sua guarigione.

Kelly ed io abbiamo visto Gesù toccare persone nei ristoranti, nei centri commerciali, sulle strade – guarendone alcuni, salvando altri e rivelando il Suo amore a tutti. Ad un certo punto cominciammo a tenere un diario di tutti quelli per i quali avevamo pregato e li contammo a centinaia. Facciamo del nostro meglio per seguirli, proprio come abbiamo fatto per la cameriera guarita dal cancro. Oltre un centinaio hanno visto la risposta alle proprie preghiere: passare esami di scuola dove erano stati bocciati, perdonando persone che odiavano, guariti da malattie dolorose. Le vite di queste persone sono state cambiate non solo perché Dio ha risposto alla preghiera, ma perché hanno avuto l’esperienza del sorprendente amore dietro le Sue opere sovrannaturali.

La mia stessa vita è stata rivoluzionata da un semplice ma straordinario battesimo d’amore. Cose che per me erano impossibili nella mia vita sono state rese possibili solo da Dio e dalla Sua potenza. Non avrei mai pensato di fermare qualcuno e chiedere se potevo pregare per lei e meno che mai poter discernere che soffriva di emicranie. Il discernimento che mi ha dato attraverso queste esperienze sono state inestimabili. Ma molto più importante, quando oggi chiedo: “Cosa ci trattiene dal compiere le opere di Gesù?”, io conosco la risposta: abbiamo bisogno di un battesimo del Suo amore.

Ho imparato che c’è ancora una barriera che più di ogni altra ci trattiene dall’amare coraggiosamente come Gesù fece. È la paura. Quando immaginiamo di compiere l’opera di Gesù, abbiamo paura delle persone, di cosa possono pensare e del fallimento. L’apostolo Giovanni si rivolge direttamente a noi: “Nell'amore non c'è paura; anzi, l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell'amore.” (1 Giovanni 4:18).

La paura è il motivo per cui molti di noi esitano a pregare per la guarigione di qualcuno. Pensiamo: “Cosa succede se prego per qualcuno e Dio non lo guarisce?” Posso rispondere con certezza: Se qualcuno per cui preghiamo non viene guarito, sapranno però che sono amati. Questo è il motivo per cui ho pregato per molte persone in questi mesi passati. Il veterano bosniaco per il quale pregai, non si alzò dalla sua sedia a rotelle, ma provò l’amore di Dio quando misi le mie braccia intorno alle sue spalle e dissi: “Gesù ti ama, e anche io ti amo”.

Essere liberati dalle nostre paure porta incredibili cambiamenti.

Paolo elenca i doni che sopraggiungono con la liberazione dalla paura: “Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d'amore e di autocontrollo.” (2 Timoteo 1:7). La libertà dalla paura ci permette di pensare chiaramente a tutti i livelli. Siamo totalmente liberi dalle accuse di Satana. Siamo in grado di sentire l’immenso, misericordioso more del Padre per noi. E, molto più sorprendente, saremo in grado di pensare con la mente stessa di Cristo. Questo è il modo con cui possiamo discernere se qualcuno ha bisogno di preghiera, un tocco di guarigione o un atto di tenerezza. La Sua luce si accende nelle nostre menti e sappiamo come muoverci nell’amore.

Niente nelle nostre abilità umane può riempirci di uno spirito di forza, amore e autocontrollo. Questi sono doni da Dio, che li dà a chi li chiede. Quando Egli ci libera dalla paura, siamo liberi di amare le persone con il Suo amore e provvedere ai loro bisogni più profondi. Posso testimoniare con certezza che proviene da centinaia di incontri che ho avuto con le persone nei mesi trascorsi. Il Suo amore cambia ogni cosa.

Curiosamente, però, molti di noi perseguono un differente tipo di stile di vita cristiana. Trascorriamo i nostri giorni cercando di imparare di più, migliorare di più, di avere più informazioni , in breve di avere la giusta conoscenza mentale. Noi cerchiamo “sempre d’imparare e non possiamo mai giungere alla conoscenza della verità” (2 Timoteo 3:7). Arrivare alla verità significa viverla, non avere più conoscenza mentale. Significa sperimentare e mettere in pratica ciò che abbiamo imparato sulla potenza e l’amore di Dio.

In questo senso siamo come i discepoli di , che chiesero a Gesù: “Aumentaci la fede”. Notate come rispose loro: “Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo sicomoro: "Sràdicati e trapiàntati nel mare", e vi ubbidirebbe.” (Luca 17:6). La chiave qui è che se tu credi comincerai per fede a dire agli ammalati “Sii guarito”, dirai ai perduti ”Vieni a conoscere Gesù”, dirai ai contriti di cuore “Sii confortato”, dirai a chi è nelle tenebre “Volgiti alla luce”. La cosa importante qui non è ottenere maggior fede, ma di tirare fuori la fede. Il Suo messaggio era chiaro: i discepoli non avevano bisogno di maggior fede. Avevano bisogno di agire con la fede che già possedevano. Come loro, abbiamo bisogno di prendere la vasta conoscenza assorbita su Dio e spostarla dalla nostra testa verso cuori battezzati nell’amore.

Condivido con te questo messaggio per dirti quanto in parte influisce la nostra visione di ministero al World Challenge.

Sin da quando è stata fondata, la missione di World Challenge è stata di raggiungere i perduti, i sofferenti e gli scoraggiati con la buona novella di Gesù. Tutto è cominciato circa sessanta anni fa mostrando l’amore di Dio a degli adolescenti che erano stati maltrattati ed emarginati dalla società; portando loro una guarigione sovrannaturale dalla dipendenza di eroina quando non esisteva alcuna cura medica e proclamando l’arrivo del regno di Dio in aree violente di New York che le autorità avevano segnato come territorio di gang.

Il nostro DNA è rimasto uguale attraverso i decenni. Tutti i nostri ministeri sono sotto la guida del mandato di Gesù da eseguire per coloro che Lo seguono, il compito è quello di predicare la buona novella, offrire guarigione e di proclamare sulla terra il regno di Dio. Evangelizziamo ancora. Ancora preghiamo per le persone affinchè siano liberate e guarite fisicamente. Il World Poverty Solutions – la nostra missione … coinvolge interamente le persone/l’intera comunità e le persone che hanno più bisogno è un’ .. immagine a lungo termine del regno di Dio che satura la terra con la Sua benedizione.

Di solito in quest’ultima pagina, includiamo un rapporto mensile delle missioni. Questo mese TU sei il nostro rapporto delle missioni. È mio scopo principale in questo notiziario inusuale di “trasmetterti qualche dono spirituale” affinchè tu creda, come me, che  sei affamato di qualcosa di più che di sermoni e culti. Vuoi vivere l’opera di Gesù fuori dalle quattro mura di una chiesa.  Credo che questa trasmissione smuoverà il tuo cuore e ti riempirà con il Suo battesimo d’amore al punto che non solo assorbirai i vari rapporti della missione dei ministeri, ma diventerai il tuo stesso rapporto di missione. Siamo benedetti nell’averti come partner nel fare l’opera di Gesù – predicare la buona novella, offrire guarigione e proclamare il suo regno a venire.

È nostro privilegio condividere con te  questo messaggio scritto per aiutare ad equipaggiarti e vivere pienamente  il mandato di Gesù nella tua vita. Quasto messaggio vuole trasformarti in modo che la tua vita sia una di quelle che camminano nel Suo amore  - di un fedele testimone, di trasmettitore delle Sue gloriose opere, di coinvolgimento nel corpo della tua chiesa locale e della sua missione. In aggiunta, l’anno prossimo condivideremo con te alcune opportunità pratiche di ministero con World Challenge negli USA ed in altre parti del globo. Ma per ora questo messaggio è per te. Questa è una chiamata diretta per guidarti verso le opere di Gesù.

Ti … posso dire in prima persona che Dio usa le persone che sembrano non adatte per svolgere l’opera del Suo regno, perché io sono il più improbabile al mondo degli evangelisti. Sono stato cambiato dal Suo sovrano progetto. Si, sono anche un insegnante e amo trascorrere ore a studiare la Sua parola. Ma ora trascorro quel tempo non cercando di risolvere misteri teologici, ma meravigliandomi dell’amore di Gesù per condividerlo con il mondo. Il verso in cui mi sono soffermato durante questo periodo meraviglioso è Atti 10:38: “come Iddio ha unto di Spirito Santo, e di potenza, Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo benefici, e sanando tutti coloro che erano posseduti dal diavolo, perciocché Iddio era con lui.” (vers. Diodati, il corsivo è mio).

Amico, Dio è con te in ogni momento. E se Lui è con te, chi potrà essere contro di te? Prego che ti unisca a noi con tutto il cuore facendo le opere di Gesù, nel prossimo anno. Per farlo, puoi ricevere dal Padre Celeste un nuovo battesimo d’amore. Stiamo pregando per te!

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