Il giorno delle locuste | World Challenge

Il giorno delle locuste

David WilkersonDecember 10, 2001

In Apocalisse 8 leggiamo di sette angeli che suonano sette trombe. Questi potenti squilli avvertono tutta l'umanità di terribili calamità che stanno per riversarsi sulla terra.

I primi quattro squilli avvertono di un incredibile inquinamento che avvelena gli alberi, l'erba, i fiumi ed i mari, ma anche l'aria. Le acque diventano amare, ed i cieli si oscurano su un terzo della terra.

Poi nel capitolo 9, giunge un quinto avvertimento. Descrive un'invasione mondiale di locuste:

"E da quel fumo uscirono sulla terra delle locuste, a cui fu dato un potere simile a quello degli scorpioni della terra" (Apocalisse 9:3).

Chi si nasconde dietro questa terrificante orda di locuste? Satana stesso: "Poi suonò la tromba il quinto angelo, ed io vidi una stella caduta dal cielo sulla terra; e a lui fu data la chiave del pozzo dell'abisso" (9:1).

Satana è la stella che cade dal cielo. E lui ha il permesso di aprire le porte dell'inferno per farne uscire un esercito di locuste demoniache.

Non appena il diavolo apre la botola di questo pozzo senza fondo, ne esce un'enorme nuvola di fumo. Questo fumo è così fitto e penetrante, che oscura il sole, rendendo il cielo cupo e soffocante.

Naturalmente, queste locuste non sono insetti veri. Sono uomini indemoniati, controllati da Satana: "Le loro facce erano come facce d'uomini" (9:7). Ci viene detto che hanno capelli lunghi: "E avevano capelli come capelli di donna" (9:8). Ed indossano cappelli o turbanti: "E sulle teste avevano come corone d'oro" (9:7).

Queste locuste demoniache colpiscono improvvisamente, come scorpioni. E danno un tormento incredibile alle loro vittime: "e il loro tormento era come il tormento dello scorpione quando punge un uomo" (9:5).

La parola greca per scorpione in questo contesto significa "avvelenatore, colui che avvelena". Le locuste vengono descritte anche come uomini di guerra: "Avevano delle corazze come corazze di ferro, e lo strepito delle loro ali era come lo strepito di molti carri e cavalli lanciati all'assalto" (9:9).

L'immagine è quella di un esercito di tormentatori demoniaci, che avanzano come cavalli ansiosi di combattere. Il fatto che abbiano delle "ali" vuol dire che possono colpire dall'alto, dall'aria. E c'è un potere mortale nel loro pungiglione:

"Avevano delle code simili a quelle degli scorpioni, e nelle loro code avevano dei pungiglioni nei quali risiedeva il potere di danneggiare gli uomini per cinque mesi" (9:10). In breve, ognuno di questi uomini posseduti ha la capacità di colpire o avvelenare, sia da terra che in aria.

Negli ultimi giorni, l'esercito tormentatore di Satana scenderà sulla terra. E questi fanatici indemoniati porteranno distruzione e paura in tutta l'umanità.

I teologi dal 17esimo secolo in poi, fra cui molti Puritani, hanno creduto che questo esercito di locuste fossero i musulmani. Hanno considerato questa invasione di locuste come una jihad islamica mondiale, cioè una guerra santa.

Anni fa, il ben noto scrittore dottor Wordsworth dipinse questo scenario in un libro sull'Islam e su Maometto. Vide il fumo soffocante di Apocalisse 9 come la dottrina dell'Islam. Come una fitta nube, l'Islam accecava gli occhi della gente, impedendogli di percepire la verità ed oscurando le loro menti. Aveva persino il potere di abbacinare intere nazioni.

Wordsworth affermava che da questo fumo dottrinale sarebbe uscito un esercito simile alle locuste. Come altri del suo tempo, credeva che sarebbe stato un esercito musulmano. Sarebbe stato composto da soldati traviati, dai lunghi capelli e coi turbanti in testa. Ed avrebbe scorazzato di nazione in nazione, rafforzando la religione islamica.

Tutto questo in realtà era già accaduto alla nascita dell'Islamismo. Maometto apparve nel sesto secolo, fondando la religione islamica. E, guidando un grande esercito di cavalieri, aveva invaso gran parte della terra.

Questi maomettani avevano combattuto contro i cattolici romani, gli ortodossi e gli ebrei. Avevano conquistato tutta l'Asia, dal fiume Eufrate in Medio Oriente fino a Costantinopoli, cioè l'attuale Istanbul in Turchia. Avevano catturato la Terra Santa, tutta l'Asia Minore (compreso il territorio delle sette chiese in Asia), la Grecia, tutte le isole del Mediterraneo orientale, e l'Africa del nord. Poi avevano attraversato lo Stretto di Gibilterra ed erano entrati in Spagna, dove avevano fondato un regno musulmano.

Infine erano entrati in Francia, ma erano stati sconfitti a Tours. A quel punto, l'avanzata dell'esercito islamico in Europa era stata bloccata.

Oggi, i leader ed i diplomatici affermano: "L'Islam è una religione pacifica". Ma tutto nella storia dell'Islam grida il contrario. La maggior parte delle guerre odierne sono fra i musulmani e qualche altro gruppo o nazione.

La verità è che la religione islamica è nata nella violenza, ed è sempre stata una fede di spada. I mullah e gli ayatollah accentuano le leggi islamiche fustigando la gente e amputandogli le dita, gli arti o le teste. Tali pratiche brutali sono comuni nelle nazioni musulmane, come in Afghanistan.

Inoltre, nei geni di ogni musulmano c'è un odio innato per gli ebrei. E' quasi impossibile trovare un musulmano che creda che Israele abbia il diritto di esistere.

I musulmani possono denunciare gli atti terroristici contro l'America, ma allo stesso tempo gridano: "Distruggete Israele". Vedono il terrorismo contro Israele come una jihad giusta, una guerra santa sanzionata dalla loro fede. E' questo il motivo per cui milioni di musulmani in tutto il mondo hanno osannato apertamente Osama bin Laden come un eroe.

Ci dicono anche soltanto pochi musulmani sono terroristi. Ma non è terrorista chi crede che un altro popolo non ha diritto di esistere? Se una tale persona crede sia giusto terrorizzare un altro popolo, è un terrorista nel cuore, anche se non muove neppure un dito per far del male agli altri. Non ha bisogno di scaraventarsi con un aereo contro un edificio. E' già un terrorista se gioisce quando un ebreo viene attaccato o ucciso. E questo è l'islamismo, una religione "pacifica".

Non fraintendetemi: questo non è un messaggio razzista. Dio ama tutti i musulmani, proprio come ama tutti gli ebrei e i gentili. Ma il Signore ha un grave problema con la dottrina islamica. E ci ha chiamati a pregare per i musulmani.

Dobbiamo supplicare Dio di salvare molti leader islamici, proprio come ha fatto con Saulo da Tarso, facendolo diventare un missionario inviato a tutto il mondo. I musulmani non capiscono la verità perché sono accecati da un velo satanico. Ma Dio può rimuovere quel velo, ed aprire i loro occhi all'evangelo di amore, che è Cristo.

"Fu loro dato il potere non di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi" (Apocalisse 9:5). Queste locuste non possono distruggere le nazioni. Possono soltanto terrorizzarle. Ed i "cinque mesi" menzionati qui sono un tempo limitato e circoscritto, per compiere il loro lavoro demoniaco.

Credo che questi avvertimenti ci dicano due cose:

  1. Terroristi non potranno distruggere l'America.
  2. Dobbiamo prepararci per le calamità che subiremo in futuro.

L'America è stata già colpita dal pungiglione dello scorpione, con le tragedie del World Trade Center e del Pentagono. Ed ora ne percepiamo il veleno con gli attacchi all'antrace.

Sappiamo inoltre che l'Iraq da anni sta addestrando assassini chimici. Senza dubbio, queste forniture mortali esistono anche in altre nazioni islamiche. I "soldati" islamici in tutto il mondo stanno aspettando il via per iniziare i loro attacchi.

Per dirla in breve, le locuste sataniche si stanno preparando, e la minaccia che ci troviamo di fronte è reale. Ma bisogna ricordare che questi uomini controllati dal diavolo hanno un potere limitato; Dio gli permetterà di fare soltanto pochi danni. Non possono distruggere l'America o qualche altra nazione.

Forse ti chiederai: "Ma perché Dio permette che queste locuste diffondano il terrore, anche se per poco tempo?"

Gesù stesso ha risposto a questa domanda: "Poiché hai custodito la parola della mia costanza, anch'io ti custodirò dall'ora della prova che verrà su tutto il mondo, per mettere alla prova coloro che abitano sulla terra" (Apocalisse 3:10).

Gesù si riferiva ad un evento che sarebbe accaduto su tutta l'umanità. In greco, la frase "ora della prova" significa un periodo di esame, di prova, di verifica. Cristo sta descrivendo un periodo di prove per tutto il mondo.

Cosa significa questa "ora della prova" per i non credenti? E' un periodo in cui Dio chiederà ad ogni persona: "Quando le locuste impazzano, terrorizzando la tua nazione, mi riconoscerai? Chiederai il mio aiuto per essere liberato? Capi di governo, ammetterete di aver bisogno di me? Confiderete in me per essere protetti?"

"Oppure farete affidamento sulle vostre forze, sulle vostre braccia e sulle vostre armi? Considererete il pensiero che senza di me non potere prosperare, in pace o in guerra?"

Naturalmente, credo che dobbiamo pregare con fervore per i soldati della nostra nazione. Ma purtroppo non vedo prova che l'America abbia volto il suo cuore a Dio. Tranne poche eccezioni, i nostri capi di governo stanno semplicemente offrendo un servizio effimero al Signore. E stanno invece ponendo la loro fiducia sui generali della nostra nazioni, sugli strateghi, sulle tecnologie e sugli alleati.

Ma anche i terroristi sono stati messi alla prova. Il Signore sta chiedendo loro, come a tutti gli islamici: "Toccherete Israele? Non parlate di pace se odiate gli ebrei. Se continuate con i vostri metodi sanguinari e terroristici, svergognerò l'Islam come una religione violenta. Allora sarete condannati dai vostri stessi compagni qui sulla terra, ma anche nel giorno del Giudizio".

Nessun altro popolo sta per essere provato severamente quanto i santi di Dio. Ma quali saranno le nostre prove? Qual è l'esame che la chiesa si troverà a superare? La verifica metterà alla prova la nostra fiducia in Dio e nella sua Parola. Metterà alla prova la nostra disposizione a camminare davanti a Lui in fede.

Molto presto, vedremo le locuste di Satana terrorizzare tutti quelli che ci circondano. Ci saranno terrori in ogni dove. L'economia vacillerà, la situazione della nostra nazione peggiorerà. Molti lavori e molti incarichi cesseranno, le professioni devieranno.

Le cattive notizie dell'America terrorizzeranno il resto del mondo. Quando giungerà quel tempo, la chiesa di Gesù Cristo dovrà rispondere ad una sola domanda: "Il popolo del Signore sarà al sicuro?"

In breve, confideremo nelle sue promesse? Avremo fiducia in Lui, sapendo che stiamo al sicuro fra le sue braccia? Saremo fiduciosi, non importa come andranno le cose?

Gesù pose questa stessa domanda: "Quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?" (Luca 18:8). Tragicamente, molti cristiani confidano in Dio soltanto fino ad un certo punto. Se le tenebre e le prove oltrepassano quel punto, la loro fede improvvisamente scema.

Io ti chiedo: quando tutto sembra crollare, e tutti intorno a te hanno paura, continuerai a cantare: "Va tutto bene?"

L'obiettivo di Dio in questi periodi di prova non è il terrorismo o il mondo islamico. Lui ride delle minacce dei musulmani radicali. Non possono fermare la sua opera. Non c'è niente che possa impedire il suo scopo di raggiungere il mondo con l'evangelo. L'unica preoccupazione di Dio per l'Islam in questo momento è quello di usarlo come una verga per giudicare le nazioni che si sono allontanate da Lui.

L'obiettivo di Dio in questo momento è sul suo popolo. Lui si preoccupa della sua chiesa, il suo corpo sulla terra. E il motivo per cui si preoccupa è questo: il suo popolo avrà pace quando le locuste inferiranno sulla terra? Quando giungerà la fine, ci troverà cresciuti nella fede, o ci troverà vacillanti?

Sappiamo che le locuste non hanno il potere di distruggere le nazioni. E non hanno molto tempo per terrorizzare il mondo. Ma Dio ha posto un'altra restrizione a questo esercito demoniaco:

"E fu detto loro di non danneggiare l'erba della terra né verdura alcuna né albero alcuno, ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte" (Apocalisse 9:4).

Mentre preparavo questo messaggio, chiesi al Signore una parola di speranza. Volevo che i suoi santi sapessero che egli si prende cura di noi mentre il mondo viene scosso. Volevo edificare le fede della gente nelle promesse di Dio, per poter sopravvivere nei momenti difficili.

Poi mi resi conto di aver già scritto molto al riguardo. Infatti, ho contato undici messaggi su questo soggetto (ognuno dei quali è apparso nel mio libro Il progetto di Dio per proteggere il suo popolo nella depressione imminente).

Infine fui spinto a leggere Apocalisse 9, il capitolo che parla delle locuste. Mentre leggevo il verso 4, a proposito dell'ordine che Dio da loro di non distruggere niente di verde, un pensiero mi balzò alla mente.

Mi resi conto che lì stava la chiave per rimanere al sicuro nel periodo del terrore: "rimanere verdi".

Davide scriveva: "Io sono come un ulivo verdeggiante nella casa del mio Dio; io confido sempre nella benignità di Dio" (Salmo 52:8).

Il "verdeggiante" a cui si riferisce Davide significa qui un benessere spirituale. Significa fiorire, crescere, essere fruttiferi. Davide ci sta dicendo: "La mia salute viene dal confidare in Dio. Iofioriscoperché mi rivolgo a Lui. La mia fiducia in Lui produce in me la vita spirituale".

"Così dice l'Eterno: Maledetto l'uomo che confida nell'uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dall'Eterno! Egli sarà come un tamerisco nel deserto; quando viene il bene non lo vedrà. Dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra salata senza abitanti" (Geremia 17:5-6).

Il Signore ci sta avvertendo: "Non confidate nell'uomo. Se mettete la vostra fiducia nella forza umana piuttosto che in me, sarete maledetti". Questo vale per qualsiasi persona e per qualsiasi nazione.

L'11 settembre del 2001, quando i musulmani hanno conficcato il loro pungiglione avvelenato nelle Torri Gemelle, la nostra nazione ha ricevuto una chiamata al risveglio. L'America ha avuto l'opportunità di umiliarsi ed invocare il Signore. Ci è stata data la possibilità di riconoscere di aver bisogno di Dio, di ammettere che non possiamo vincere né fare alcun progresso senza di Lui.

Avevamo già espresso questo nostro bisogno elementare sulle nostre monete: "In Dio confidiamo". Ma nel profondo dei nostri cuori, non abbiamo voluto ammettere di aver bisogno di Dio. Dopo l'11 settembre, l'America non si è piegata a Dio. Al contrario, ha fatto prevalere il suo orgoglio. Abbiamo subito posto la nostra fiducia sulla tecnologia più avanzata, sulla potenza bellica, sulle forze spionistiche e militari.

Credo che stiamo assistendo ad una triste replica di ciò che è avvenuto durante la Guerra del Golfo. La notte che le truppe americane invasero l'Iraq, il presidente Bush (padre di quello attuale) trascorse tutta la notte in ginocchio. Dio ha benedetto l'America con la vittoria in quel conflitto.

In seguito, si tenne una grande parata per onorare ed osannare i nostri leader militari. Ma non si disse una sola parola a proposito del Signore.

Dio ci aiuterà forse se mettiamo la nostra fiducia nelle bombe intelligenti e nelle armi avanzate? La Sua Parola ci ha avvertito: "Maledetto chi confida nell'uomo".

Di quale maledizione si tratta? Geremia dice che chi confida nell'uomo "dimorerà in luoghi aridi nel deserto" (17:6). In altre parole, non sarà un albero grande e verde come gli altri nella foresta. Al contrario, sarà un cespuglio isolato in terra arida, umiliato ed inaridito, senza niente di cui vantarsi.

I bei tempi dell'America, la sua prosperità e le sue benedizioni finiranno. Tutta la potenza e la forza in cui abbiamo confidato saranno ridotte al nulla. E saremo abbandonati dalle altre nazioni, e lasciati a noi stessi.

In scala minore, vediamo già questa maledizione all'opera nelle vite di alcuni cristiani. In passato hanno confidato nei possedimenti materiali e nei piaceri del mondo. Ora i loro spiriti sono completamente inariditi. Sono diventati isolati, abbandonati, persi in un deserto di paura e confusione.

Ma se mettiamo la nostra fiducia nel Signore, ecco ciò che produrrà la nostra fede:

"Benedetto l'uomo che confida nell'Eterno e la cui fiducia è l'Eterno! Egli sarà come un albero piantato presso l'acqua, che distende le sue radici lungo il fiume. Non si accorgerà quando viene il caldo e le sue foglie rimarranno verdi, nell'anno di siccità non avrà alcuna preoccupazione e non cesserà di portare frutto" (17:7-8).

Benedetto ogni servo, ogni chiesa e nazione che pone la sua fiducia nell'Iddio vivente. E benedetto è colui che non permette alle notizie negative di scrollarlo dal luogo in cui riposa nel Signore.

Mentre confidiamo appieno nel Padre, ci radichiamo nel suo fiume di benessere. E la sua forza divina - la sua salute spirituale, verdeggiante e lussureggiante - scorrerà in noi ed attraverso noi.

Mentre tutto attorno a noi decade, fioriremo come alberi verdeggianti, forti e vigorosi. E quando giungerà l'ora della prova, non languiremo né avvizziremo. Al contrario, la nostra fede crescerà sempre di più.

Vediamo una figura di tutto questo in Osea 14. Efraim (Israele) si pentì di essersi allontanato, rinunciò alla propria idolatria e si volse al Signore con rinnovata fiducia. Per tutta risposta, Dio disse di loro: "Io lo esaudirò.. Io sono come un verdeggiante cipresso; il tuo frutto viene da me" (Osea 14:8).

Improvvisamente, Efraim riprese a fiorire. La sua fede, dimostrata col pentimento, aveva prodotto benessere spirituale. E presto cominciò a portare frutto, a motivo della linfa vitale di Dio in lui.

Ricordate, alle locuste è stato comandato di non toccare niente di verdeggiante. Per dirla in breve, non possono far del male a coloro che camminano nella fede.

Perciò, nonostante i fieri attacchi, coloro che pongono la loro fiducia in Dio rimarranno fermi, come alberi solidi e verdeggianti. Non verranno distrutti da locuste di qualsiasi tipo, compresi i terroristi.

La difesa migliore da ogni tipo di attacco infernale, da ogni genere di pungiglione di scorpione, è stare bene spiritualmente. E questo genere di salute viene solo quando confidiamo nel Signore e nelle sue promesse.

Voglio farti una domanda:

Confidi appieno nel perdono divino? Dipendi dal suo sangue che ti purifica da ogni iniquità? O nascondi ancora degli antichi peccati?
Se ti senti condannato, e fai di tutto per cercare di piacere a Dio, allora non sei verdeggiante né godi di buona salute. Il desiderio maggiore di Dio è che tu accetti il suo perdono e riposi in esso.

La vita è cambiata drasticamente dopo gli eventi dell'11 settembre. Prima di quella data, il cristiano medio si preoccupava delle soddisfazioni lavorative, cercava buoni consigli e amici che lo comprendessero. Ora le cose sono diverse. Ci viene richiesto un altro percorso. E per sopravvivere, dobbiamo veramente confidare appieno nelle promesse di Dio.

Dobbiamo essere convinti: "Mi sono pentito ed ho confessato i miei peccati. Li ho rimessi al sangue di Cristo. Perciò so di essere stato perdonato".

"Il diavolo può fare quello che vuole alla società, ma non può toccare la mia anima. Non accoglierò nessun pensiero di colpevolezza o timore. Voglio confidare soltanto nella Parola di Dio. E Dio mi dice che sono purificato e prezioso ai suoi occhi".

Hai accettato il perdono di Dio. Ma credi nel suo amore incondizionato per te?

Il nostro Signore non vuole farci a pezzi ogni volta che sbagliano. Non ci sta continuamente col fiato sul collo, chiedendoci di comportarci bene. Ci chiede semplicemente di andare a lui, confessando: "Credo nella tua Parola, Signore. Perdonami, lavami, tienimi fra le tue braccia".

Il desiderio di Dio per noi è che viviamo tutti i nostri giorni senza paura. Perciò, non permetteremo a Satana di accusarci con i fallimenti del passato. Se ci siamo pentiti, allora il passato è stato coperto col sangue prezioso di Cristo.

Non molto tempo fa, mi trovavo vicino la nostra casa del New Jersey, pregando e cantando: "Va tutto bene nella mia anima". Chiesi al Padre: "Signore, hai una parola per me?"

Lo Spirito Santo mi sussurrò: "Si, David. Tu confidi nel sangue espiatorio di mio Figlio. Ed accetti le mie promesse di perdono. Per questo, tutto il cielo sta cantando insieme a te. Stanno cantando: 'Si, va tutto bene nell'anima di David".

La pace inondò il mio cuore. In quel momento, seppi cosa significava sentirsi "verdeggiante" di salute spirituale. E cantai fra me e me: "Sono un albero verdeggiante nella casa di Dio. E nessun'arma fabbricata contro di me nell'inferno potrà toccarmi".

Proprio in questo momento, il mondo è attanagliato da un sentimento di paura. La gente è paralizzata da ogni lato. Purtroppo, le cose peggioreranno. Le locuste di Satana stanno per portare distruzione su tutti quelli "che non hanno il sigillo di Dio sulla fronte" (Apocalisse 9:4).

Secondo le Scritture, la gente risponderà alle calamità future con uno di questi due modi:

1. Quelli che rifiutano Dio e non vogliono pentirsi, saranno induriti dai terrori che vedranno.

Apocalisse 9 ci dice che un esercito di 200 milioni di persone distruggerà un terzo della popolazione mondiale. Senza dubbio, si riferisce ad una guerra nucleare. Non possiamo neanche immaginare la devastazione e le piaghe che ne seguiranno. Eppure, ci viene detto che "il resto degli uomini, che non furono uccisi da queste piaghe.. non si ravvidero" (Apocalisse 9:20,21).

Coloro che induriscono i loro cuori a Dio da ora in poi soccomberanno ai tremendi disastri che stanno per avvenire. Se un popolo o una nazione sotto il giudizio non si pente dopo aver sentito il suono della tromba, non lo farà mai più. Indurirà semplicemente il proprio collo.

2. Quelli che confidano in Dio gioiranno.

Infatti, anche al colmo della devastazione, questi servi grideranno di gioia: "Si rallegrino tutti quelli che si rifugiano in te; mandino grida di gioia per sempre" (Salmo 5:11).

Perché dovrebbero gridare di gioia? "Perché tu li proteggi... li circonderai della tua grazia, come d'uno scudo" (5:11-12).

Ecco la promessa di Dio per tutti coloro che pongono la loro fiducia in lui:

"L'Eterno ti risponda nel giorno dell'avversità; il nome del DIO di Giacobbe ti metta al sicuro in alto. Ti mandi soccorso dal santuario e ti sostenga da Sion...

"Ora so che l'Eterno salva il suo unto; gli risponderà dal suo cielo santo con la forza salvatrice della sua destra.

"Alcuni confidano nei carri e altri nei cavalli, ma noi ricorderemo il nome dell'Eterno, il nostro DIO. Quelli si sono piegati e sono caduti; ma noi ci siamo rialzati e rimaniamo in piedi" (Salmo 20:1-2, 6-8).

Alcuni hanno posto la propria fiducia nella forza bellica americana. Ma chi confiderà nel Signore troverà vero riposo.

Non abbiamo bisogno di rifugi contro le bombe, di maschere a gas o di ripari. Abbiamo un Dio che è la nostra pace. E lui ci ascolterà quando lo chiameremo.

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