Il Processo Della Setacciatura | World Challenge

Il Processo Della Setacciatura

David WilkersonJuly 16, 2001

La sera precedente alla sua morte, Gesù sedette a tavola con i suoi discepoli per condividere la cena della Pasqua. Il gruppo ebbe un momento di comunione molto intima. Poi, alla fine del pasto, Cristo disse solennemente: "La mano di colui che mi tradisce è sulla tavola con me" (Luca 22:21). Che orribile verità celata dietro ad un momento così intimo. Satana si era impossessato audacemente di uno dei discepoli di Gesù, Giuda. Attorno a quel tavolo si era consumato un altro momento incredibile. Gesù aveva preso un pezzo di pane, dicendo che rappresentava il suo corpo rotto, lo aveva intinto nel vino e lo aveva porto a Giuda. Quel discepolo aveva poi steso una mano impossessata dal demonio per riceverlo. Era come se lo stesso Satana stesse prendendo in mano il corpo di Gesù per distruggerlo.

Forse ti chiederai, come ho fatto io: perché il diavolo ha potuto prendere possesso di Giuda? Nessuno può cadere così in basso nel giro di poco tempo. Nessuno potrebbe abbandonarsi improvvisamente al peccato al punto di tradire intenzionalmente il Figlio di Dio, sapendo di rischiare la morte. Triste a dirsi, la verità è che Giuda fu una preda facile per il diavolo. Gli evangeli rivelano che Giuda celava uno spirito di cupidigia. Satana lo aveva ingannato già da tempo. Purtroppo è accaduta la stessa cosa a mille e mille cristiani nel corso dei secoli. Satana ha sconfitto moltitudini di credenti che non si sono mai voluti liberare di certi peccati occulti. Ho visto tantissimi ministri di Dio cadere e perdersi, pur essendo state persone usate potentemente da Dio. Nel corso degli anni, questi predicatori erano rimasti attanagliati in passioni che non avevano mai voluto lasciar andare. E sono caduti pesantemente, perdendo tutto.

Giuda stesso era stato usato potentemente da Dio. Aveva compiuto miracoli insieme agli altri discepoli, aveva guarito i malati ed aveva scacciato i demoni. E come gli altri, aveva camminato a stretto contatto con Gesù, la Parola vivente. Le folle potevano riconoscere in Giuda un servo devoto di Dio.

Eppure la Bibbia parla chiaro: sin dall'inizio, Giuda fu un operatore di iniquità. La sua passione segreta covava sotto la superficie. E niente di ciò che vide o sentì nella vita di Gesù riuscì a smuovere il peccato dal suo cuore. Giuda era dedito completamente alla sua passione. E per risultato, fu totalmente vinto dal demonio.

Una volta incontrai un ministro che aveva avuto proprio la stessa esperienza. Mi disse: "Mio padre è stato un predicatore per cinquant'anni, ma era sempre povero. Quando morì, io e mia mamma eravamo poverissimi, e a malapena riuscivamo a sopravvivere. Mi dissi che non avrei mai voluto finire i miei giorni da povero, come avevano fatto loro. Avrei fatto tutto il necessario per assicurarmi una buona esistenza". Quest'uomo era un leader nella sua denominazione, e supervisionava molti pastori. Ma presto iniziò ad investire in affari loschi. Sapeva che era sbagliato, ma non riusciva a liberarsi dallo spirito che lo aveva legato. Era ancora attanagliato dalla paura di finire povero. Come Giuda, quest'uomo fu un facile bersaglio per Satana, che invase il suo cuore pieno di cupidigia.

Diversi anni fa, si scoprì che un ben noto evangelista era caduto nella rete dei peccati sessuali, e questa notizia scioccò il mondo. Moltitudini di cristiani si chiesero: "Come mai un cristiano di questo calibro è caduto in questo tipo di peccato?" Prima che questo ministro fosse svergognato, lo chiamai e lo informai di quello che sarebbe successo. Mi confessò che era stato coinvolto nella pornografia sin dall'infanzia. Mi disse: "Sono stato tormentato per anni, e ho portato questo peso per tutto il mio ministero". In altre parole, nonostante predicasse potentemente, era ricaduto in questa vecchia abitudine.

Ovviamente, i legami di quest'uomo non si erano formati nel giro di una notte. Era stato contrassegnato dal diavolo sin dal principio, e non aveva mai goduto di un vero momento di vittoria totale.

Credo che oggi molti cristiani siano nelle sue stesse condizioni. Sono usati potentemente da Dio, adorano con fervore e servono il Signore con sincerità. Ma permettono ancora che il peccato regni nelle loro vite, e nel corso del tempo questo peccato è cresciuto a dismisura. Ora sono diventati un facile bersaglio di Satana. E il nemico ha invaso la loro area di debolezza, conquistandoli.

Ora, durante la Pasqua, Satana sapeva che ben presto si sarebbe instaurato il regno di Gesù. Perciò, una volta impossessatosi di Giuda, determinò di conquistare un altro discepolo. Credo che attorno a quella tavola si sentiva la sua presenza, visto che fra i discepoli sorse una discussione su chi fra di loro sarebbe stato il maggiore (Luca 22:24). Riuscite ad immaginarvi quella discussione? I discepoli avevano appena trascorso un tempo di comunione intima col loro Signore, che aveva rivelato loro la sua prossima morte. Ma apparentemente, non avevano capito un bel niente di quello che Gesù aveva detto. Al contrario, avevano iniziato a discutere su chi fra di loro avrebbe dovuto prendere il suo posto.

C'era sicuramente lo zampino di Satana in tutto questo. Probabilmente aveva aizzato i discepoli, uno ad uno, chiedendosi: "Chi sarà il prossimo? Sicuramente non Natanaele. Gesù ha detto che in lui non si trova colpa. E Giovanni? No, è stato troppo a contatto col Maestro, dorme persino sul suo seno. Ah, ecco Pietro. Gesù lo ha definito una roccia. Infatti, Cristo ha detto che avrebbe fondato la sua chiesa sulla dichiarazione che aveva fatto a proposito della sua persona. Sì, scelgo Pietro. Se ci riesco con lui, smuoverò le fondamenta della chiesa futura".

Sicuramente siete familiari con la storia di Giobbe narrata nell'Antico Testamento. Se sì, ricorderete che Satana non poté toccare questo servo pio, prima di ottenere il permesso dal cielo. Il Signore disse al diavolo che avrebbe potuto toccare Giobbe. Avrebbe potuto affliggere il suo corpo, gli avrebbe potuto infliggere mille prove, ma non lo avrebbe potuto far morire.

Ora Satana stava lottando per far di Pietro un bersaglio. Disse: "Gesù, tu hai affermato che avresti costruito la tua chiesa sulla testimonianza di quest'uomo. Bene, se sei così sicuro che Pietro sia una roccia, permettimi di provarlo per un po'. Sai che ho già corrotto uno dei tuoi dodici leader. Ora, ti dico che Pietro cadrà proprio come ha fatto Giuda".

Sappiamo già che il Signore permise che Pietro venisse vagliato. Eppure, perché era necessario che lo fosse? Credo che la scena della Pasqua possa fornirci il motivo. Gesù promise ai suoi discepoli: "Ed io vi assegno il regno, come il Padre mio lo ha assegnato a me, affinché mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno e sediate su troni per giudicare le dodici tribù d'Israele" (Luca 22:29-30). I seguaci di Gesù saranno sicuramente rimasti entusiasti di queste parole. Avrebbero avuto un futuro assicurato. Il Signore stesso aveva detto loro che avevano un posto in cielo. Li avrebbe persino fatti sedere alla sua tavola. E tutti loro avrebbero indossato delle corone ed avrebbero regnato con lui per l'eternità.

Che affermazione piena di sicurezza. Le parole di Gesù valevano abbastanza per far andare avanti chiunque con fede e fiducia. E mentre Pietro ascoltava, si sarà sicuramente sentito amato, e avrà pensato: "Ho ricevuto una promessa di ferro da parte di Gesù. Lui mi userà per tutta l'eternità. E questo mi rende libero di servirlo adesso, senza alcun timore".

Eppure la gioia e la contemplazione di Pietro furono interrotte bruscamente. Gesù gli si rivolse improvvisamente con uno strano avvertimento: "Simone, ecco Satana ha chiesto di vagliarti come si vaglia il grano" (22:31). Posso immaginare lo stupore di Pietro. Probabilmente avrà esclamato: "Perché Satana ha chiesto proprio me, Signore? C'è forse della malvagità nel mio cuore? Che ho fatto per essere stato preso di mira? Dopo tutto, sono stato io il primo a riconoscere la tua deità. Quando questi altri hanno dubitato, io non l'ho fatto. Ho persino camminato sulle acque con te. Perciò, che significa che dovrò essere vagliato? Stai dicendo che Satana te lo ha chiesto, e tu hai risposto di sì? Dov'è la tua protezione nei miei confronti, Gesù? Che sta succedendo??"

A quei tempi, Israele era una società agricola, e tutti erano familiari col processo della setacciatura del grano.

I contadini versavano il grano sul setaccio, che di solito consisteva in un contenitore quadrato munito di una rete metallica sul fondo. I contadini scuotevano vigorosamente il setaccio, e così tutta la paglia e la sporcizia cadevano al suolo attraverso la rete. Rimanevano soltanto i chicchi di grano.

La setacciatura è ovviamente un processo di purificazione, che separa ciò che è male ed inutile da quello che è buono e fruttuoso. Forse ti chiederai: "Perché Satana voleva vagliare Pietro, se da questo processo sarebbe uscito soltanto qualcosa di buono?" Secondo la mia opinione, Satana pensava che la fede di Pietro sarebbe perita durante lo scuotimento. Aveva progettato di vagliare Pietro in maniera così vigorosa da dimostrare che i semi della sua fede erano soltanto della pula.

Pietro rispose a Gesù: "Signore, sono pronto a tutto. Sono disposto a seguirti in prigione, ad essere crocifisso con te, a morire insieme a te. Mi hai già detto cosa mi aspetta nell'eternità. Che male può farmi una piccola setacciatura?" (vedi Luca 22:33). Eppure, la verità è che nessuno è pronto per la vagliatura. Non c'è niente nella nostra carne che possa prepararci al terribile vaglio che Pietro avrebbe dovuto affrontare.

Credo che il Signore permetta a Satana di vagliare in particolare quei cristiani troppo sicuri di sé, che confidano in se stessi. Quei credenti ben addestrati sono convinti di poter affrontare tutto ciò che Satana ha in serbo per loro. Si vantano: "Se solo il nemico cerca di abbattermi, io lo calpesterò nella potenza di Dio. Io lo scaccerò dalla mia vita con la Parola. Il diavolo non mi può toccare".

Sento questo tipo di vanti da vari pulpiti d'America. Naturalmente, sono d'accordo sul fatto che abbiamo la vittoria su Satana mediante la fede nell'opera compiuta da Gesù sulla croce. Eppure, in un modo o nell'altro, ogni cristiano si trova di fronte a dei vagli improvvisivi e sorprendenti, e non si rende conto che dietro di essi c'è lo zampino del diavolo. Nel mondo spirituale avvengono in continuazione dei movimenti di cui poco ci rendiamo conto. Non dobbiamo essere ignoranti sulle astuzie del nemico ma, come dice Paolo: "Oggi vediamo come per mezzo di uno specchio, in modo oscuro" (1 Corinzi 13:12).

Forse proprio in questo momento stai affrontando una prova profonda, uno scuotimento inspiegabile. Sei stato rivoltato da capo a piedi, e pensi forse di avere uno spirito malvagio in te. Ma sappi che è Satana che ti sta vagliando come il grano, perché ha avuto il permesso da Dio.

Non fraintendermi: il diavolo non può attaccare il popolo di Dio ogni qualvolta lo voglia. Non può ridurci al nulla come e quando vuole. Inoltre, abbiamo questa sicurezza: le uniche persone che Dio permette vengano vagliate sono quelle che ha scelte per ricostruire la sua chiesa decaduta. Ogni volta che veniamo vagliati, la nostra fede ne esce intatta e pura. Solo allora Gesù può usarci nell'opera degli ultimi tempi di restaurare la sua chiesa: "Dopo queste cose, io ritornerò e riedificherò il tabernacolo, di Davide che è caduto, restaurerò le sue rovine e lo rimetterò in piedi" (Atti 15:16).

Gesù sottolineò ai discepoli la differenza fra la setacciatura e il combattimento spirituale. Disse loro: "Ma ora chi ha una borsa la prenda con sé, e così pure una sacca; e chi non ha la spada venda la sua veste e ne compri una" (Luca 22:36). Cristo stava dicendo, in effetti: "Io sto per lasciarvi. E voi vi troverete di fronte ad un intenso combattimento spirituale. Per tutto il tempo in cui sono stato con voi, vi ho protetto. Ma da ora in poi dovrete vivere per fede. Dovrete prendere la spada spirituale e combattere il buon combattimento della fede".

"Eppure, c'è qualcosa di più duro di un combattimento spirituale. E' il processo della setacciatura. La setacciatura è un combattimento corpo a corpo con Satana stesso, una battaglia che solo pochi hanno sperimentato. Pietro, tu per un po' sarai dato nelle mani del nemico. Ed una spada non ti servirà a niente. Il diavolo sta per inviarti un attacco con lo scopo di distruggere la tua fede. Vuole rubarti tutta la speranza che ti ho dato".

Quando veniamo vagliati, Satana inocula nelle nostre menti tutti i pensieri diabolici del suo arsenale demoniaco. E ci fa credere che questi pensieri malvagi sono nati dai nostri cuori, piuttosto che dall'inferno. E' una prova così disperata e demoralizzante, che Cristo non permetterà che vi passiamo senza pregare per noi. Egli assicurò a Pietro: "Ho pregato per te, affinchè la tua fede non venga meno" (Luca 22:32). Stava dicendo: "Pietro, so benissimo che questo è un attacco potentissimo contro la tua fede. Ed io pregherò per te in ogni momento di questo assalto. Te lo sto dicendo prima che avvenga: la tua fede non vacillerà".

Gesù avvertì Pietro che sarebbe stato provato duramente: "Pietro, io ti dico che oggi il gallo non canterà, prima che tu abbia negato tre volte di conoscermi" (Luca 22:34). Eppure Pietro credette di essere pronto. Poche ore più tardi, quando una moltitudine di persone venne ad arrestare Gesù, il discepolo rimase lì a combattere per il suo maestro. Sguainò la sua spada e tagliò l'orecchio di un uomo.

Ma la setacciatura di Pietro non iniziò che dopo. Iniziò mentre Gesù stava di fronte ai suoi accusatori nella corte giudiziaria. Pietro era all'esterno, riscaldandosi accanto al fuoco, quando una ragazzina lo riconobbe: "Una serva lo vide seduto presso il fuoco, lo guardò attentamente e disse: Anche costui era con lui" (22:56). E mentre la ragazzina lo osservava, Pietro iniziò a tremare. Rispose subito: "Donna, io non lo conosco" (22:57).

Ora Satana aveva messo Pietro sul setaccio. E stava iniziando a scuoterlo vigorosamente. La Bibbia dice: "Poco dopo lo vide un altro e disse: "Anche tu sei di quelli". Ma Pietro disse: "O uomo, non lo sono"" (22:58). In questo momento, Pietro veniva scosso al punto di non saper più gestire le sue parole. Infine, un'ora più tardi, una terza persona lo riconobbe e disse: "In verità anche costui era con lui, perché è Galileo". Ma Pietro disse: "O uomo, non so quello che dici" (22:59-60). A quel punto, secondo un altro vangelo, Pietro iniziò a bestemmiare.

Cercate di immaginarvi la scena. Soltanto qualche ora prima, questo discepolo fedele era stato il difensore più coraggioso di Gesù, che sguainava la spada davanti ai nemici. Ma adesso, Pietro era completamente distrutto, e negava persino di aver mai conosciuto Gesù. Satana sicuramente avrà gongolato, pensando: "Ce l'ho fatta con Pietro. E' finito, come Giuda. Ora, andrò da un altro discepolo".

Nello stesso momento in cui Pietro negava per la terza volta, la Scrittura dice: "E il gallo cantò. E il Signore, voltatosi, guardò Pietro" (22:60-61). Immaginatevi come si sarà sentitò Pietro quando il Maestro lo guardò. Eppure, posso assicurarvi che lo sguardo di Gesù non fu uno sguardo d'accusa. Cristo non stava dicendo: "Come hai potuto farmi una cosa del genere, Pietro? Mi hai rinnegato, mi hai maledetto, nonostante queste persone sapessero che eri stato con me. Come sei potuto cadere così in basso, Pietro, dopo tutto quello che ho fatto per te?!"

Al contrario, Gesù aveva predetto questi eventi per il bene di Pietro. Ed ora lo stava guardando per rassicurarlo, come per dirgli: "Amico, tieni duro. Ti avevo avvertito che Satana ti avrebbe vagliato, ricordi? Lui vuole ridurti a niente e vuole distruggere la mia chiesa. Ma ti ricordo Pietro, che sarai restaurato. Sei importante per me. Perciò non scappare via da me. Questa battaglia finirà. E ti aspetta ancora un grande lavoro".

Infatti, Gesù aveva detto a Pietro: "Quando sarai ritornato, conferma i tuoi fratelli" (22:32). L'originale greco di questa frase significa: "Quando sarai ritornato, sarai una forza per i tuoi fratelli e per le tue sorelle". Cristo stava dicendo, in altre parole: "Tu mi rinnegherai, Pietro. Eppure, io ti dico che verrai restaurato. E dopo avrai qualcosa di vitale da dare agli altri. Sarai una benedizione grazie a quello che hai imparato".

Questo è il vero motivo per cui Dio permette che veniamo vagliati. L'apostolo Paolo scrive: "Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione; perché, come abbondano in noi le sofferenze di Cristo, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Perciò se siamo afflitti, è per la vostra consolazione e salvezza; se siamo consolati, è per la vostra consolazione, la quale opera efficacemente nel farvi capaci di sopportare le stesse sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è salda, sapendo che, come siete partecipi delle sofferenze, siete anche partecipi della consolazione" (2 Corinzi 1:3-7).

È chiaro dunque che Dio permette che i suoi servi attraversino delle acque profonde, sopportino delle crisi che non riescono a capire, in modo da essere una testimonianza ed una consolazione per gli altri. In questo modo, i cristiani setacciati aiutano a ricostruire quelle parti della casa di Dio che sono state demolite.

Pensateci un po': la setacciatura di Pietro non aveva niente a che vedere con le tentazioni carnali, come ad esempio la cupidigia, l'orgoglio o l'arroganza. No! L'attacco di Satana aveva lo scopo di minare le promesse di Dio in quest'uomo. Voleva convincere Pietro di essere totalmente indegno della promessa fattagli da Gesù di portarlo in cielo. E per un po', il diavolo ci riuscì. Dopo che Gesù guardò Pietro, il discepolo uscì fuori e pianse amaramente. Immaginate le bugie che Satana avrà sussurrato a quest'uomo distrutto:

"Così sei la roccia di Gesù, eh? Sei tu che dovresti restaurare la chiesa demolita? Guardati, Pietro. Sei un debole, un piagnucolone, un blasfemo. Hai rinnegato proprio colui che ti ha chiamato e ti ha amato. Se pensi di poter sedere alla tavola di Gesù in paradiso, dimenticalo. Hai peccato contro la luce del mondo. Non sei degno delle sue promesse. Tu sei malvagio. La tua vita è finita".

Eppure, anche se Pietro non lo sapeva, stava ricevendo un messaggio vitale per la nuova chiesa: "Io sono stato nella disperazione più profonda che tu abbia mai conosciuto. E il Signore me ne ha tratto fuori per consolare te".

In Giovanni 21, Gesù era già risorto dalla morte ed era apparso ai suoi seguaci varie volte. Sicuramente, quando Cristo aveva attraversato le mura dell'alto solaio, aveva guardato tutti, anche Pietro, con il tenero amore del Padre.

Nonostante questo, Pietro non era ancora uscito da quest'amara esperienza. Un giorno, disse agli altri: "Vado a pescare" (Giovanni 21:3). In altre parole, stava ritornando alla sua professione di pescatore. Pietro non si vide più adeguato al servizio spirituale. Probabilmente pensò: "Dio non può usare un uomo come me. Ho peccato come nessun altro ha mai fatto nella storia. Non mi rimane nient'altro".

Forse ricorderai la storia da questo punto in poi. Pietro convinse alcuni dei discepoli ad andare con lui. Pescarono tutta la notte, ma alla fine non presero nulla. Poi, nelle prime ore della mattina, comparve una figura sulla riva. Costui disse loro di gettare le reti dall'altro lato della barca. Quando lo fecero, raccolsero una così grande quantità di pesci, che le reti si iniziarono a rompere.

Pietro capì che quella figura doveva essere Gesù. Ed immediatamente, si gettò in acqua e si mise a nuotare verso la riva. E trovò che Cristo stava preparando la colazione per loro. Una volta arrivati anche gli altri, Gesù li invitò: "Venite a far colazione" (21:12). Il Signore stava stendendo le mani verso i suoi eletti, desiderando riportarli ad una piena comunione con loro. Ed aveva in mente particolarmente Pietro.

Durante il pasto, Gesù chiese per ben tre volte al discepolo: "Pietro, mi ami?" Ed ogni volta, Pietro rispose: "Signore, lo sai che ti amo" (vedi 21:15-16). Cercate di capire: Gesù non stava ponendogli quella domanda per essere sicuro della devozione del discepolo. Non lo stava neanche facendo affinché gli altri lo sapessero. Lo stava facendo per Pietro stesso. In effetti, Cristo stava dicendo a Pietro: "So che sei certo del mio amore per te. Sei convinto che ti amo completamente ed incondizionatamente, nonostante i tuoi fallimenti. Ma voglio che tu sia convinto anche di qualcos'altro. E cioè: IO SO CHE TU MI AMI".

"Pietro, sei ritornato completamente da me. E so che non mi tradirai più. Conosco il tuo cuore e sono convinto che mi ami appieno. Perciò, non permettere che Satana ti rubi ciò che possiedi. Sei ovviamente sicuro del mio amore per te. Ma, sii sicuro anche del tuo amore per me. Questo ti preparerà per il compito che ti aspetta nel futuro. E cioè, quello di pascere i miei agnelli" (vedi Giovanni 21:17).

Carissimi, le nostre setacciature finiscono quando diciamo al diavolo: "Il mio Signore mi ama incondizionatamente, nonostante i miei peccati, perché sono ritornato al suo amore. Inoltre, lui mi ha convinto che, nonostante io abbia sbagliato nei suoi confronti, lui sa che ancora lo amo con tutto il cuore. Perciò non puoi più rubarmi di questo, diavolo. Non ti permetterò di ripetermi queste cose ancora. Io amo Gesù, e lui lo sa".

Come Pietro, anch'io ho sentito il tocco speciale di Gesù nella mia vita. Mi sono aggrappato ad una preziosa promessa che mi ha fatto, che i miei ultimi giorni sarebbero stati i più fruttuosi. Ho anche ricevuto da parte sua il Pane della Vita in una dolce comunione. Ed ho creduto alla sua promessa, che mi aspetta una corona in gloria.

Eppure, come Pietro, mi sono ritrovato a combattere delle battaglie spirituali che hanno sorpassato la mia comprensione. Ho sopportato delle prove diaboliche e delle accuse demoniache. Ed in ogni prova, non sapevo riconoscere se dipendeva dalla mia carne, dal diavolo, o da Dio che mi purificava da qualche iniquità. Mi sono identificato con Giobbe, che chiedeva a Dio: "Fammi sapere perché sei in contesa con me!" (Giobbe 10:2). Giobbe stava dicendo: "Signore, non so cosa stia avvenendo. Cos'è questa prova profonda?"

Credo che le nostre esperienze di setacciatura vadano di pari passo con i periodi di grandi rivelazioni e di utilità per il regno. Considerate ciò che Paolo imparò da queste prove: "Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore, e quanto a noi ci dichiariamo vostri servi per amore di Gesù; perché il Dio che disse: "Splenda la luce fra le tenebre", è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo" (2 Corinzi 4:5-6).

Paolo stava dicendo che dalle sue prove aveva imparato a predicare non di se stesso, ma solo di Cristo. Da quel punto nella sua vita, aveva smesso di concentrarsi solo su se stesso. Ora tutti i suoi insegnamenti, le sue testimonianze e la sua vita si erano rivolti completamente ad esaltare Gesù. Inoltre, Paolo stava ricevendo delle rivelazioni sempre maggiori. Ci dice che lo Spirito Santo aveva portato la luce nel suo cuore, portando molto più chiarore attraverso il quale poteva rivelare Cristo agli altri. Che posto meraviglioso in cui trovarsi: totalmente abbassati, eppure pieni di rivelazione, di luce e di una visione della gloria di Dio.

Infine, Paolo spiega ciò che seguì tutta questa rivelazione: "Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all'estremo; perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; atterrati ma non uccisi; portiamo sempre nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo; infatti, noi che viviamo siamo sempre esposti alla morte per amor di Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. Di modo che la morte opera in noi, ma la vita in voi" (4:8-12).

Notate tutte le parole pesanti che Paolo usa in questo contesto: prove, perplessità, persecuzione, disperazione, sul corpo i segni della morte di Gesù. Per dirla in parole povere, Paolo sta descrivendo il processo della setacciatura. All'inizio, non riesce a capire come mai la meravigliosa opera dello Spirito di Dio nella sua vita, sia stata seguita da un periodo turbolento di scuotimento. Poi lo Spirito Santo gliene rivela il motivo: non si tratta di scoprire qualche peccato in lui, di disciplinarlo o correggerlo. Piuttosto, Paolo dice che era per il bene degli altri: "Tutto ciò infatti avviene per voi, affinché la grazia che abbonda per mezzo di un numero maggiore di persone, moltiplichi il ringraziamento alla gloria di Dio. Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno. Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre pi grande, smisurato peso eterno di gloria" (4:15-17).

Paolo sapeva bene come mai alcuni credenti sopportano più prove, subiscono più scossoni, affrontano difficoltà più degli altri: è per il bene del corpo di Cristo. Ed inoltre, è per la gloria di Dio. Vedete, mentre gli altri vi guardano come reagite nei momenti delle prove, realizzeranno che Dio non abbandonerà neanche loro nelle prove.

Caro fratello, la setacciatura che stai attraversando è per la tua famiglia, i tuoi amici, i tuoi collaboratori, coloro attorno a te che amano Gesù. Perciò, non avere paura delle tue prove. Gesù sa come andrà a finire. E lui ti sta dicendo, come ha detto a Pietro: "Tieni duro, amico. Sto pregando per te. Quando finirà tutto questo polverone, sarai restaurato. Ed io ti userò per ricostruire la mia chiesa. Ho uno scopo eterno dietro questa setacciatura. È tutto per lo smisurato peso eterno della mia gloria".

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