L’ammaliamento dei santi | World Challenge

L’ammaliamento dei santi

David WilkersonFebruary 20, 2017

"O Galati insensati, chi vi ha ammaliati, voi, davanti ai cui occhi Gesù Cristo è stato rappresentato crocifisso?" (Galati 3:1). Se sei un servitore devoto di Gesù, c'è qualcosa di cui devi assolutamente essere sicuro. Satana cerca di incantare tutti coloro che mettono il proprio cuore nell’andare più in profondità con il Signore. Il nemico delle nostre anime pone costantemente trappole demoniache a tutti coloro che vogliono disperatamente sapere sempre di più su Cristo.

Queste trappole di Satana non hanno niente a che fare con peccati gravi, come la sensualità, l'ubriachezza o l'avarizia. Invece, sono molto sottili. Paolo descrive l'effetto di queste trappole quando dice ai Galati: "Mi meraviglio che così presto voi passiate, da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro vangelo" (1:6). In sostanza, Paolo sta dicendo: “Dio ti ha chiamato per abbracciare il vangelo della grazia di Gesù Cristo, e per un certo periodo lo hai fatto. Hai vissuto credendo e fidandoti di essere salvato solo per grazia e il lavoro completato da Cristo sulla croce. Ma improvvisamente ti sei allontanato da quel vangelo e ora ne stai seguendo un altro. Cosa ti è successo? Chi ti ha ammaliato?

Paolo indica quindi la fonte del loro problema: "però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo" (1:7). In altre parole, “Qualcuno ti ha allontanato dalla verità. Il loro insegnamento suona giusto e ragionevole per te, ma ti ha portato totalmente fuori rotta.”

Paolo stesso aveva fondato la chiesa in Galazia. Molti altri leader cristiani di quel tempo avevano predicato lì, incluso Timoteo. Chiaramente, questi galati non erano novizi spiritualmente. Erano solidamente radicati nel vangelo della grazia, dopo aver ascoltato la verità predicata in pienezza e purezza: "davanti ai cui occhi Gesù Cristo è stato rappresentato crocifisso" (3:1).

Paolo non menziona qui una sola parola su sensualità o peccati gravi. Al contrario, i Galati erano ossessionati dal voler essere puri e dal camminare santi davanti al Signore. Ma Paolo sfidò la loro idea di santità: " volete ora raggiungere la perfezione con la carne?" (3:3). Stava dicendo: "So che stai cercando la perfezione, ma come speri di raggiungerla? Che tipo di vangelo manterrà perfetta la tua posizione agli occhi di Dio?"

"Questo soltanto desidero sapere da voi: avete ricevuto lo Spirito per mezzo delle opere della legge o mediante la predicazione della fede?" (3:2). Chiaramente i Galati erano stati battezzati nello Spirito Santo, eppure Paolo li chiama senza mezzi termini insensati e ammaliati: “Siete così insensati? Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne? ... O Galati insensati, chi vi ha ammaliati?" (3:3, 1).

La parola "insensati" qui significa non intelligente, male informato. E la parola "ammaliato" significa professare qualcosa di falso. Quindi, chi erano gli ammaliatori nella chiesa della Galazia, i quali avevano pervertito il vero vangelo che avevano sentito da Paolo? Ironia della sorte, erano le persone religiose tra loro, ebrei devoti che erano stati salvati durante la Pentecoste. Erano uomini sinceri che volevano adempiere alla legge camminando nella santità. Dicevano: "Sì, siamo stati salvati per grazia attraverso la fede. Ma ora dobbiamo mantenere il nostro dono di salvezza. Lo facciamo osservando le leggi che Dio richiede da noi. Pertanto, ogni uomo che vuole essere salvato deve essere circonciso. Dobbiamo dimostrarci degni di questa salvezza.”

Paolo sapeva che questa era una sottile trappola posta da Satana. Era una dottrina diabolica intesa a distruggere il popolo di Dio indebolendo il vangelo della grazia. Quindi disse loro: "Sì, ti sei convertito nel modo giusto. Ma ora stai cercando di mantenere la tua salvezza aggiungendo qualcosa della tua carne al Vangelo. E questa cosa sta pervertendo la grazia di Gesù Cristo."

La nostra carne vuole sempre presentare qualcosa di santo fatto da noi stessi davanti a Dio.

Chiunque voglia seriamente vivere per Gesù è stato tentato da pensieri come questi: "Se solo pregassi di più. Se solo fossi più diligente nello studio della Parola di Dio. Fare queste cose mi renderebbe una potenza per il Signore." Eppure il problema non è il nostro zelo: è il mezzo con cui si raggiunge la santità. In che modo un cristiano mantiene una salvezza che gli è stata data per grazia? Lo fa per sola fede o anche per opere della sua carne?

Paolo stava avvertendo l'intera chiesa, compresi i suoi pari nella chiamata e nell'unzione: “Attenti, fratelli. Ora vi trovate su un campo di battaglia tra due vangeli: il vangelo della grazia e il vangelo delle opere della carne.” La domanda rimane la stessa per noi oggi: avendo iniziato nello Spirito, siamo resi perfetti dalla carne?

Prima di tutto lascia che ti chieda: come sei stato salvato? Che cosa hai fatto per far perdonare i tuoi peccati? Hai superato un peccato terribile per guadagnarti l'amore di Dio? Gli hai presentato qualche sacrificio o un'opera giusta? Quale cosa buona vide in te per essere persuaso che eri degno di salvezza, facendogli dire: "Questo merita di essere salvato"?

Sai bene che nessuna di queste cose ti ha portato la salvezza. Prima di incontrare Gesù, eri indifeso, legato dal peccato, nemico del Vangelo. Quando Cristo venne da te, non c'era una cosa buona in te che meritasse la vita eterna. L'unica cosa che hai fatto per essere salvato è stato pentirti; hai fatto un passo di fede con la misura della fede che Gesù ha riposto in te. E quando gli hai risposto con fede, ti ha salvato. Sei stato reso nuovo, portato fuori dall'oscurità, nella luce. Non è stato a causa di una sola buona azione o per l’opera della tua carne. Sei stato trasformato dalla sola fede.

Il fatto è che non siamo soltanto salvati dalla fede. Viviamo anche per fede, ovvero manteniamo la nostra posizione in Cristo solo per fede. "perché il giusto vivrà per fede" (3:11). In altre parole, la stessa fede che ti ha salvato ti mantiene.

Purtroppo, più camminiamo con Dio, più siamo tentati di fare affidamento sulla nostra carne per cercare di compiacerlo. A causa della nostra maturità ed esperienza siamo tentati di pensare di poter vincere il peccato con le nostre forze. Ho visto molti cristiani di lunga data, in particolare i predicatori, cadere in preda a questa tentazione. Ho chiesto al Signore: “Perché così tanti sono ancora nel deserto delle opere? Perché non sono entrati nel tuo riposo? Dov'è la crescita, la vittoria, il superamento del mondo, della carne e del diavolo invece di tutta questa paura e disperazione?"

La radice delle nostre lotte spirituali va molto più in profondità che trascurare le pratiche devozionali.

Coloro che amano Gesù pregano, studiano la sua Parola, lo cercano continuamente. Non è necessario dire loro di fare queste cose. Si rendono conto che dovrebbero godere di Gesù, entrare nel suo riposo e deliziarsi nel loro cammino con lui. Eppure qualcosa nella nostra carne si alza costantemente, dicendoci che dobbiamo lottare valorosamente per "farlo bene.” Sentiamo una pressione crescente per pregare di più, studiare di più, servire di più gli altri. Pensiamo: "Solo allora sarò santo e puro agli occhi di Dio.”

Ma il nostro ruolo nell'alleanza di grazia di Dio non è di fare di più, di più, di più. È fidarsi pienamente di ciò che Gesù ha fatto per noi al Calvario. Ha realizzato una salvezza completa per noi, che non solo ci salva ma ci mantiene. E la nostra pretesa per questa piena salvezza non viene da nulla di ciò che facciamo, ma dalla fede.

Dio non ha rimosso il suo amore da te. Quando sei debole e in difficoltà, non ti chiede più buone opere da te. Vuole che ti fidi che ha già fatto tutto il necessario per renderti accettabile ai suoi occhi. Non devi impegnarti di più nella preghiera per fargli piacere. Non devi conoscere di più della sua Parola per avere accesso al suo trono. Gesù sulla croce ti ha reso pienamente accettabile per Dio. Ha pagato il prezzo completo per la tua riconciliazione. E ti ha fornito pieno accesso al cielo per te. Puoi andare dal Padre in qualsiasi momento.

Devi essere convinto che l'unico modo per essere santificato è credere nelle promesse di Dio. "Così anche Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia... In tal modo, coloro che hanno la fede sono benedetti con il credente Abraamo" (3: 6, 9). Questo è il motivo per cui così tanti cristiani sono afflitti da colpa, paura e inquietudine. Essi non riposano in ciò che Gesù ha fatto. Invece, si sforzano ancora di compiacere Dio con la loro carne. Non vivono per fede, ma per i loro sentimenti incerti.

Gli ebrei convertiti in Galazia pensavano che versare il proprio sangue potesse aumentare il potere espiatorio del sangue di Cristo. Non sia mai! Erano totalmente andati fuori dalla libertà di fede, per mettersi nel giogo della schiavitù della carne. E convinsero i gentili convertiti che il dolore della circoncisione li avrebbe resi santi agli occhi di Dio - che tutta la loro agonia fisica avrebbe dato loro il diritto di affermare: "Signore, guarda quanto voglio piacerti." No, hanno sbagliato!

C'è solo un modo per noi di vincere la battaglia su tutto ciò che ci molesta. Lo facciamo credendo e accettando questa verità: "Sono stato riconciliato con Dio e non sono più sotto la sua ira. Gesù ha fatto pace con il Padre per me.” Paolo ci dice: “ Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli” (Colossesi 1:19-20).

Riconciliare significa ristabilire una relazione che è stata interrotta. Significa un'amicizia guarita e restaurata che una volta era alienata. Cristo ha realizzato questa riconciliazione per noi sulla croce. Attraverso il suo lavoro espiatorio, il Signore ci ha dichiarato: "Ho preso l'iniziativa per ripristinare la tua relazione interrotta con me.”

"E voi, che un tempo eravate estranei e nemici a causa dei vostri pensieri e delle vostre opere malvagie" (1:21). Paolo sta dicendo qui: “Sei caduto in un compromesso e sei stato portato via dal potere di qualcosa di malvagio. A quel punto, nella tua mente, Dio divenne un nemico. Ti sei sentito alienato dal suo amore, pensando: "Il Signore è arrabbiato con me adesso. Come potrebbe un Dio di santità non essere arrabbiato vedendo ciò che ho fatto?"

Questo è ciò che il peccato prevalente fa nella tua mente: ti convince che Dio vuole giudicarti. Ti fa scappare dalla sua presenza e sguazzare nel tuo senso di indegnità, impurità e inutilità. Peggio ancora, sussurra che devi darti da fare per tornare ad avere il favore di Dio.

Ma la verità è che il tuo Signore non si è mai allontanato da te. Non ha mai cambiato idea sui suoi piani per te. Lo stesso Spirito Santo che ti ha battezzato vive ancora in te. Non scivola dentro e fuori dalla tua vita a causa delle tue lotte. Secondo Paolo, Dio ti chiede solo una cosa: " se appunto perseverate nella fede, fondati e saldi e senza lasciarvi smuovere dalla speranza del vangelo che avete ascoltato" (1:23).

Il Signore stesso ha promesso: “per farvi comparire davanti a sé santi, senza difetto e irreprensibili" (1:22). In altre parole: "Io compirò l’opera, non tu.” Tutto ciò che devi fare è credere che sei riconciliato, fidarti della sua grazia che perdona ed accettare il suo amore e la sua amicizia verso di te. Continuare nella fede è la tua vittoria.

“Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione” (2 Corinzi 5:17-18).

Dimmi, quando hai smesso di essere una nuova creatura agli occhi di Dio? È stato quando hai fatto qualcosa per dispiacerlo? Come sei passato dall’essere nato di nuovo, al non essere nato di nuovo? Semplicemente non può essere così se hai ancora fiducia in lui. Paolo afferma con enfasi: " Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo" (5:18). La sua opera nella tua vita rimane!

Dio promette che durante il giudizio ti farà essere riconciliato, santo e irreprensibile. Tutto quello che devi fare è accettare quella promessa. Credi nel suo amore e nella tua amicizia per te. Allora conoscerai la profonda e duratura riconciliazione che Gesù ha vinto per te. Hallelujah!

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