La Presenza di Dio | World Challenge

La Presenza di Dio

David WilkersonFebruary 29, 1988

Davide commise adulterio con Bathsheba, "e ciò che Davide aveva fatto dispiacque al Signore" (2 Samuele 11:27). Bathsheba divenne regina, e Davide ritornò ai suoi impegni regali.

Un giorno, probabilmente durante una riunione amministrativa con i suoi ambasciatori all'estero, qualcuno si avvicinò al re sussurrando: "Sire, c'è qui il profeta Nathan. E' impaziente ed insiste per vederla proprio adesso. Dice che è una questione di vita o di morte!".

Immagino Davide diventare bianco come la cenere, il sangue defluisce immediatamente dal suo viso, è incapace di muoversi, paralizzato dalla paura. Mille pensieri si affollarono nella sua mente: "Oh, no! Lo sa! Deve saperlo! E' un profeta! Dio deve avergli raccontato il mio segreto! Sa che Uriah non è morto per un incidente! Sa che l'ho ucciso io! E' fatta! Sono spacciato! Mi denuncerà!". Davide congedò immediatamente tutti i presenti. Con il fiato corto, diede istruzioni al suo servitore: "Porta Nathan nella mia camera privata". Ed improvvisamente, ecco apparire il profeta con quello sguardo penetrante, quell'uomo di Dio, Nathan. Davide si agita sulla sedia, pallido come un fantasma. "Dio ti benedica, Nathan. Cosa posso fare per te? Non devi che dirlo!".

Nathan inizia a raccontare a Davide l'orribile peccato di un uomo ricco che ha rubato un agnellino ad un'altra persona. Davide è sollevato! "Non lo sa! Non è qui per denunciarmi. E' arrabbiato per il peccato di qualcun altro!". Adesso Davide è tutt'orecchi. Risponde alla storia di Nathan: "Nathan, intendi dire che quest'uomo terribile ed egoista che aveva greggi ed armenti, quando ha ricevuto delle visite e ha avuto bisogno di preparare da mangiare, ha preso l'agnello di quel povero? E l'agnello era un animale domestico, era cresciuto insieme a lui, giocando con i bambini e dormendo con loro? Aiutami, Nathan, perché com'è vero che l'Eterno vive, io lo ucciderò. E' terribile! Gli farò restituire quattro volte il valore dell'agnello. Non preoccuparti, Nathan. Dirò al mio capitano di arrestare subito quell'uomo. Come si chiama, Nathan? Dimmelo. Chi è?".

Nathan si voltò di scatto, guardò Davide negli occhi, puntò il dito e disse: "Tu, Davide! Sei tu quell'uomo! Tu hai rubato Bathsheba! Sei tu l'assassino egoista!". Davide è incapace di parlare. Una morsa di terrore attanaglia il suo cuore mentre Nathan dice: "Perché dunque hai disprezzato i comandamenti del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi?" (2 Samuele 12:9). Poi pronunciò queste parole tremende: "Ecco, io farò venire contro di te la sciagura dalla tua stessa casa, e prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi, per darle ad un altro..." (2 Samuele 12:11). Davide gridò: "Ho peccato contro l'Eterno..." (2 Samuele 12:13).

Davide è terrorizzato, non perché Nathan gli ha profetizzato che perderà le sue mogli. No, Davide sta ricordando quello che accadde a Saul a causa del peccato e della ribellione. Davide ha visto questo grande uomo di Dio cadere; lo ha visto diventare preda della pazzia quando la presenza di Dio si allontanava da lui. Aveva pianto vedendo un uomo di Dio una volta così potente maledire, in preda alla paura e alla disperazione. Davide sapeva qual era la fine di un uomo che perdeva la presenza di Dio. Aveva visto Saul impossessato dagli spiriti maligni. Perciò gridò: "Oh Dio, riconosco il mio peccato, mi sta sempre davanti! Crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo. Non rigettarmi dalla tua presenza e non togliermi il tuo Santo Spirito" (Salmo 51:3,10,11).

Se i cristiani prendessero a cuore l'esperienza di Saul, griderebbero come Davide al Signore: "Dammi un cuore puro! Non rigettarmi dalla tua presenza!". Saul è la tragica figura di quei cristiani che hanno perso la santa presenza di Dio.

Ci sono tre prove terribili che dimostrano l'allontanamento della presenza di Dio da una persona. La prima prova è uno spirito malinconico e depresso. Lo Spirito di Dio si allontanò da Saul perché si era rifiutato di ubbidire al comando del Signore. A Saul era stato raccomandato di non fare niente fin quando sarebbe arrivato Samuele a Ghilgal per cercare Dio ed offrire sacrifici, ma Saul divenne impaziente e prese in mano la situazione. Perciò Dio lo abbandonò "... perché tu non hai osservato ciò che l'Eterno ti aveva comandato" (1 Samuele 13:14). Non prese sul serio la Parola di Dio. Uno spirito di invidia e gelosia si impossessò di lui, ed egli divenne insicuro. Le folle cantavano: "Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila... Così da quel giorno in poi Saul guardò Davide con gelosia" (1 Samuele 18:7-10). Le parole originali in ebraico dicono: "Lo spirito malinconico da parte di Dio si impossessò di Saul, ed egli si comportava come un pazzo in mezzo alla casa...". La parola qui usata è "pazzo". Saul si aggirava per la casa rompendo gli oggetti con la furia di un pazzo. Si comportava come un pazzo! Saul scagliò la lancia contro Davide, cercando di ucciderlo. "E Saul aveva paura di Davide, perché l'Eterno era con lui, mentre si era ritirato da Saul" (1 Samuele 18:12).

Non si può dire niente di peggio di un figlio di Dio dal quale "si è ritirata la presenza di Dio". Al suo posto viene uno spirito di incapacità e di svuotamento, che causa improvvisa irritazione, cambiamenti di umore, gelosia, invidia e paura. Questo spirito malinconico in Saul gli faceva credere che gli altri erano contro di lui, che tutti cospiravano alle sue spalle, che nessuno lo amava e nessuno aveva pietà di lui. "Tutti voi avete congiurato contro di me, e non c'è alcuno che mi abbia informato del patto che mio figlio ha fatto col figlio di Isai, e non c'è alcuno di voi che sia spiacente per me..." (1 Samuele 22:8). Non aveva fiducia neanche di suo figlio. E in un triste giorno di infamia, Saul ordinò l'esecuzione di 85 sacerdoti. Fece radere completamente al suolo la città di Nob, una città di sacerdoti, con tutte le donne, le madri ed i bambini. Saul divenne un calcolatore, un manipolatore di persone. La sua casa era divisa ed in subbuglio. Non riusciva a dormire di notte, sempre in agitazione.

C'è una depressione causata dalla mancanza di certe sostanze nel cervello, ed è un problema strettamente medico. Ma molta depressione nel popolo di Dio è dovuta all'allontanamento dello Spirito Santo a causa della disobbedienza. Come Saul, rifiutano di prendere Dio sul serio. E come Saul, diventano irritabili, gelosi, invidiosi, manipolatori ed odiosi.

Una seconda prova della perdita della presenza di Dio sono confessioni frequenti ed occasionali potenti movimenti dello Spirito che non sono accompagnati da veri cambiamenti di cuore. Saul stava sempre a confessarsi, dicendo di continuo: "Ho peccato! Mi dispiace". Lo disse a Ghilgal dopo aver disobbedito a Dio, serbando il miglior bestiame e salvando il malvagio re Aghag. Lo disse perfino a Davide, dopo che questi si era rifiutato di ucciderlo nella caverna: "Tu mi hai fatto del bene mentre io ti ho reso del male" (1 Samuele 24:17). Saul si pentì ancora sul monte di Hakilah dopo che Davide si era introdotto nell'accampamento e, mentre la guardia del corpo di Saul dormiva, gli aveva rubato la lancia e la brocca dell'acqua. Saul aveva allora esclamato: "Ho peccato; torna, figlio mio Davide, perché non ti farò più alcun male" (1 Samuele 26:21). Ma nel suo cuore non è mai cambiato; anzi dopo ogni confessione diventava sempre più cinico.

Quando Davide scappò a Ramah per stare con Samuele ed i profeti, Saul venne per ucciderlo. Ma lo Spirito venne su Saul "... e lo Spirito di Dio investì anche lui, ed egli continuò il suo viaggio profetizzando, finché giunse a Naioth di Ramah. Anch'egli si spogliò delle sue vesti e anch'egli profetizzò davanti a Samuele, e rimase sdraiato nudo per terra tutto quel giorno e tutta quella notte..." (1 Samuele 19:23-24). Quando si avvicinò il fuoco di Dio, fra persone sante, lo Spirito di Dio lo colpì come un fulmine. Fu incredibile! Tutto il giorno, tutta la notte, egli pronunciò parole estatiche, lodi a Dio, profezie. Ma quando si riebbe ritornò di nuovo ai suoi comportamenti testardi.

Quanti cristiani sono come Saul! Dio a volte si muove su loro; allora piangono e promettono a Dio di cambiare. Dio dà loro tempi di refrigerio per avvicinarli a Lui, per convertirli dal peccato. Ma non cambiano. Non arrivano mai ad una vita di devozione. Non studiano la Bibbia. Non pregano. La presenza di Dio non rimane con loro. Solo in qualche occasione sperimentano il vero movimento dello Spirito di Dio.

La terza prova della mancanza della presenza di Dio è una vita di confusione, senza guida e senza parole personali da parte di Dio. Uno dei brani più tristi della Scrittura racconta come Saul chiese consiglio ad una maga di Endor perché Dio si era rifiutato di rispondergli (vedi 1 Samuele 28:5-20). Sentite le tristi parole di Saul: "...Dio si è allontanato da me, e non mi risponde più..." (verso 15). Questo è il triste segno di un cristiano che ha perso la presenza di Dio. Cammina in confusione e distretta, elemosinando la Parola di Dio, consultando addirittura oroscopi ed astrologi, o qualsiasi cosa si spacci per profezia.

I cristiani oggi perdono la presenza di Dio proprio come fece Israele. Dopo essere stato salvato dal Mar Rosso ed aver conquistato tutti i nemici, che giacevano morti nel mare "... il popolo temette l'Eterno e credette nell'Eterno ed in Mosé suo servo" (Esodo 14:31). Dopo esser stati salvati, promisero di provvedere a Dio un'abitazione, un posto nei loro cuori che contenesse la Sua presenza. L'intera nazione promise ".. Egli è diventata la mia salvezza. Egli è il mio Dio ed io gli preparerò un'abitazione" (Esodo 15:2).

Si perde la presenza di Dio perché non si prepara un posto per mantenerla! Israele promise a Dio che non avrebbe mai dimenticato il tempo della sua liberazione, che i loro cuori sarebbero stati per sempre la sua tenda, il posto in cui avrebbe abitato in eterno, che avrebbero ricordato in eterno. Questa è la comunione giornaliera. Non è quello che hai promesso a Dio quando Egli ti ha salvato? Vorresti dargli tutto il tuo cuore? Il tuo corpo potrebbe essere per sempre il suo tempio! La Sua Parola dovrebbe essere il tuo continuo piacere! Dovresti essere sempre riconoscente e rispettoso.

Ma Israele ignorò la presenza di Dio e ignorò la Sua Parola. Oggi accade lo stesso. Il popolo di Dio ha così poco rispetto per la Sua presenza che non ha tempo né prepara un luogo per il Suo Spirito. Visita raramente il rifugio segreto della preghiera, che è la Sua dimora, la Sua tenda. Molti citano il verso: "Perché Egli ha detto: Io non ti lascerò e non ti abbandonerò" (Ebrei 13:5); ma continua a leggere -- il verso 7 presuppone il comando di ascoltare la Parola di Dio.

Secondariamente, si perde la presenza di Dio quando si erige un vitello d'oro. Dio chiamò gli israeliti che si erano radunati intorno al vitello d'oro "un popolo di collo duro". Questi israeliti rappresentano un popolo che non è chiuso con Dio, che non spende tempo per una dolce comunione con Lui. Un popolo dal quale lo Spirito e la presenza di Dio si allontanano è un popolo che presto verrà consumato dall'idolatria. Non dobbiamo prendere in giro gli israeliti che danzarono intorno al vitello d'oro. Il cristiano non deve chiedersi: "Come sono potuti cadere così in basso?" -- perché il vitello d'oro è ancora fra di noi.

Cos'è il vitello d'oro? E' un simbolo. Rappresenta un problema interiore. Simbolizza un'indifferenza casuale ai comandamenti di Dio. Con le loro azioni gli israeliti stavano dicendo: "Dio non può intendere ciò che dice!". Stavano semplicemente prendendo i Suoi avvertimenti alla leggera. Perché Israele era divenuto così indifferente, così casuale, così insensibile alla voce di Dio? Perché non c'era più la parola profetica. Non c'era più il possente profeta. Non c'era nessun uomo di Dio che in quel momento li riprovasse. Solo Aronne, un sacerdote poco duro col peccato. Mosé si trovava sul monte con Dio.

Ed è lo stesso oggi. Negli ultimi 30 anni si è predicato un evangelo permissivo. Solo da poco sono venuti alla ribalta dei profeti. Questa mancanza di riprensione divina ha prodotto un'indifferenza casuale che permette ai cristiani di prendere la Santa Comunione senza esserne convinti, di rimanere indifferenti allo studio della Parola di Dio, di essere insensibili alla preghiera. Sì, il vitello d'oro è uno spirito nei figli di Dio, lo spirito di indifferenza.

Dato che molti cristiani ignorano la preghiera, la vera domanda è: "Vuoi veramente che la presenza di Dio venga con te?". Perché, che lo creda o no, Israele avrebbe potuto impossessarsi di tutto ciò che Dio gli aveva promesso - senza la Sua presenza! Avrebbe potuto farlo Israele, e molti cristiani lo fanno oggi.

Dio disse a Mosé di prendere il Suo popolo e portarlo nella Terra Promessa. Egli disse inoltre che un angelo li avrebbe guidati, non Lui stesso ".. poiché io non salirò in mezzo a te, perché sei un popolo di collo duro, e non abbia così a sterminarti per via" (Esodo 33:3).

Pensate un po'! Tutte le benedizioni di Dio, tutte le Sue promesse e l'eredità, ma senza la Sua presenza! La presenza degli angeli, un paese dove scorrevano latte e miele, ma senza la presenza di Dio!

Saul aveva perso la presenza di Dio, eppure Dio gli aveva fatto sconfiggere gli Amalekiti. Saul vinse i Filistei. Era ancora re. Ma quanto erano terribili le conseguenze dell'essere lontani dalla presenza del Signore! In questa situazione il peccato padroneggia, gli idoli entrano e la carne signoreggia. Davide aveva visto tutto questo, perciò gridò: "Non rigettarmi dalla Tua presenza e non togliermi il tuo Santo Spirito". Mosé conosceva queste conseguenze, perciò si rifiutò di proseguire senza la presenza di Dio. Egli disse a Dio: "Se la Tua presenza non viene con me, non farci partire da qui. Come si potrà ora conoscere che io e il tuo popolo abbiamo trovato grazia ai tuoi occhi? Non è forse perché tu vieni con noi? Così noi saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra" (Esodo 33:15-16).

Accaddero tre cose prima che la nuvola della presenza di Dio tornasse: "Quando il popolo udì queste funeste parole [che Dio non sarebbe andato con loro], fece cordoglio, e nessuno si mise i propri ornamenti. Quindi Mosé prese la tenda e la piantò fuori dell'accampamento, lontano dall'accampamento, e la chiamò tenda di convegno; chiunque cercava l'Eterno, usciva verso la tenda di convegno che era fuori dell'accampamento. Come Mosé entrava nella tenda, la colonna di nuvola scendeva e si fermava all'ingresso della tenda, e Mosé parlava con l'Eterno" (Esodo 33:4,7,9).

Prima di tutto, essi fecero cordoglio, piansero e si pentirono alla triste notizia della dipartita di Dio. Impararono che Dio non dimora con un popolo testardo che fa poca stima della Sua Parola. Scoprirono che Dio intendeva veramente quello che diceva. Sebbene fossero i prescelti, Dio aveva detto loro che li avrebbe lasciati. Ascoltate la Sua Parola: "Tornate a Me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti. Stracciate il vostro cuore e non le vostre vesti e tornate all'Eterno, il vostro Dio, perché Egli è misericordioso e pieno di compassione, lento all'ira e di grande benignità, e si pente del male mandato. Chi sa che non si volga e non si penta, e lasci dietro a sé una benedizione, un'offerta di cibo e una libazione per l'Eterno, il vostro Dio?" (Gioele 2:12-14). Quella benedizione è la presenza del Signore. Siamo di quei cristiani che prendono sul serio la Sua parola, che piangono, digiunano e Lo cercano fin quando non ottengono la Sua presenza?

Secondariamente, essi misero da parte tutti i loro ornamenti. L'Eterno disse: "Togliti ora i tuoi ornamenti, e così saprò che devo fare con te" (Esodo 33:5). Questo significava che dovevano compiere dei passi materiali per bandire ogni distrazione del mondo. I loro ornamenti erano copie in oro ed argento dei malefici idoli egiziani - gatti, capre e montoni legati a collane. La loro scusa era: "Non adoro questo oggetto che pende dal mio collo. E' solo un pezzo d'oro. Non ha alcun significato; è solo un ricordino sentimentale dell'Egitto!". Ma Dio sapeva che si trattava di qualcosa in più di quello. Il profeta Sofonia avvertì che Dio avrebbe giudicato quegli israeliti: "Sterminerò... tutti quelli che si prostrano giurando all'Eterno, ma giurando anche a Malkam" (Sofonia 1:4-5). Il popolo di Dio si era fatto dei piccoli ornamenti, immagini del dio Malkam (Molach) dei Moabiti e degli Ammoniti, il dio del sacrificio umano. Fino a questo momento Dio aveva sopportato, ma ora era diventata una questione di vita o di morte. I loro piccoli affetti li avevano portati a costruire un vitello d'oro. Così Dio aveva detto: "Basta! Il minimo che potete fare è mettere da parte tutto quello che vi incanta. Qualsiasi cosa alla quale sacrificate del tempo!".

I cristiani dicono di voler la presenza di Dio, ma non vogliono mettere da parte quelle cose che ovviamente li distraggono da Lui. Giosuè comandò al popolo: "Ora perciò temete il Signore, e servitelo con sincerità e verità, e mettete via i vostri idoli" (Giosuè 24:14). "Mettere via" in ebraico significa "buttate i vostri idoli". Dio non sta giocando quando comanda: "Non porterai alcuna abominazione nella tua casa" (Deuteronomio 7:26); "Non toccate nulla di immondo", "Non guardate niente di impuro", "Camminate puri alla Mia presenza". Perciò essi tolsero tutto ciò che offendeva Dio.

Terzo, Mosé eresse una tenda fuori dal campo. Il tabernacolo non era ancora stato costruito. Questa era una tenda speciale, una dimora per la presenza di Dio, situata fuori da ogni distrazione, lontano dall'accampamento. Vi si recavano solo coloro che cercavano veramente l'Eterno. Mosé vi andava ogni giorno, Giosuè non se ne dipartiva mai. Quella tenda rappresenta il rifugio segreto di ogni cristiano, la preghiera. I figli di Dio devono lasciar fuori da questo luogo la loro famiglia e tutti i loro impegni. Devono recarvisi per incontrare il Signore, per cercare la Sua faccia, perché Dio si lamenta che "... non c'è più nessuno che pianti la mia tenda o che rialzi i miei padiglioni" (Geremia 10:20).

Solo allora si risolse la situazione, "quando Mosé entrava nella tenda, la colonna di nuvola scendeva e si fermava all'ingresso della tenda, e l'Eterno parlava con Mosé... e l'Eterno rispose: La mia presenza andrà con te ed io ti darò riposo" (Esodo 33:9,14). Se vuoi veramente la presenza di Dio, dov'è la tua tenda? Perché non Lo cerchi? Perché non preghi? Perché non studi la Sua Parola? Perché la chiesa è l'unico contatto che hai con Lui?

Non conosci, né ti importa la Sua presenza in te?

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