Vado a Pescare | World Challenge

Vado a Pescare

David WilkersonSeptember 1, 1983

Vorrei parlare con voi di un'esperienza unica che è condivisa principalmente da coloro che vogliono addentrarsi in Cristo. Quanto voglio dire ha a che fare con le tremende cadute spirituali che solitamente seguono periodi di unzione e rivelazioni divine. Solo quegli uomini e donne di Dio che hanno avuto un particolare tocco da Lui possono comprendere le profondità e gli oscuri precipizi che seguono le vette spirituali.

Abbiamo la testimonianza di giganti della fede in tutti i tempi, che subito dopo le grandi esperienze spirituali, seguono le più forti tentazioni, le battaglie più opprimenti.

La spina nella carne di Paolo arrivò dopo la sua grande rivelazione — subito dopo che era asceso fino al terzo cielo e fu testimone di cose troppo grandi per essere descritte.

Daniele si era disposto alla preghiera e in uno spirito di intercessione gli fu data la sapienza e la rivelazione. Unto dallo Spirito dell'Onnipotente Iddio così di recente, fu gettato nella fossa dei leoni.

I tre ragazzi israeliti fecero il patto di vivere in santità, vite appartate. Essi divennero spiritualmente e fisicamente più saggi e splendidi di tutti i loro pari. E questo li condusse in una fornace ardente. La loro fame spirituale sfociò in una rivelazione, che subito dopo li portò ad una profonda prova spirituale.

Cristo stesso non poté sfuggire all'inevitabile prova che segue una grande unzione. Egli fu condotto nel deserto per essere tentato dal diavolo immediatamente dopo che lo Spirito Santo discese sopra di Lui ed Egli uscì fuori dalle acque battesimali. Andò direttamente dalla rivelazione alla tentazione.

Recentemente ho avuto una esperienza incredibile. E' cominciata circa 6 settimane fa ad un raduno a Dallas, in Texas. Alla conclusione di un mio messaggio riguardante le sofferenze di Cristo, lo Spirito del Signore venne in me in modo potente, letteralmente prendendo possesso della mia esistenza ed attraverso le mie labbra cominciai ad esaltare il Signore Gesù. Dicevo solo tre parole: "Gloria, Onore e Lode". Continuamente, sempre più forte, le parole si riversavano come un fiume in piena.

All'improvviso mi sentii prendere da quel fiume di lode, sentendo che il mio essere spirituale stava lasciando l'auditorium. Le mie lodi erano ora messe insieme a quelle degli angeli, degli abitanti del cielo che sono intorno al trono. Centinaia di persone sedevano in silenzio mentre io mi accasciai sul pulpito. Sebbene il mio corpo fisico giacesse prostrato in quel luogo, il mio corpo spirituale non era più su questa terra. Ero insieme a coloro che adoravano Dio intorno al Suo trono. Che libertà che provai nell'adorazione. Che luce meravigliosa, così calda e confortevole.

Ho pensato: "Questo deve essere ciò che i santi di ogni tempo hanno visto delle cose celesti". Nello spirito, stavo gioendo, prostrandomi davanti a Lui e gridando: "Gloria, onore e lode. Degno è l'Agnello".

Non riesco a descrivere in modo completo quell'esperienza. So soltanto che non sarò più lo stesso. Nella Sua presenza non avevo alcun pensiero di voler conoscere Mosè, Abramo o qualcuno dei patriarchi, nemmeno Paolo. Non avevo alcun desiderio di cercare qualche familiare o amico. Vedevo chiaramente perché non ci sarebbe stato nessun matrimonio. Vidi quanto questa domanda fosse senza importanza: "Ci riconosceremo l'uno con l'altro in cielo?"

Nessuna di queste cose mi importava. Non avevo alcun interesse se le strade fossero d'oro, o di palazzi, neanche di premi. Cristo era ovunque, dissipando tutto, riempiendo tutto, soddisfacendo ogni cosa. Non c'era spazio per null'altro. Nessun ricordo terreno. Nessuna attrattiva umana. Nella Sua presenza c'era la pienezza della gioia, nella Sua destra c'era una soddisfazione infinita. Era la rivelazione di Cristo nell'eterna gloria che era sopraffacente. In verità, in Lui c'era la pienezza della divinità.

In quel momento sapevo che la gioia e l'estasi del cielo non era statica o pacata. La gioia, la rivelazione di chi è Cristo sarà narrata per tutta l'eternità. Avremo una capacità infinita di gioire nella Sua gloria per tutta l'eternità — con sempre nuova e grande gioia e rivelazione. Cresceremo nella conoscenza di Lui e quella rivelazione ci darà un infinito senso di gioia e di pace. C'è una pace che realmente trapassa ogni comprensione.

Non volevo per niente abbandonare quella gloriosa realtà. Le mie lodi erano all'unisono con le eterne voci di adorazione — mentre moltitudini adoravano, sembrava che fosse una sola grandiosa e gloriosa voce. Era maestoso! Ho cominciato a realizzare quanto poco sappiamo della gloria della lode e di come le nostre lodi si fondono con quelle di tutti i santi di ogni epoca in un solo glorioso, eterno coro.

Che luce gloriosa! Permeava ogni cosa! Cristo irradiava, non raggi di luce, ma diffondeva una luce che recava vita, conforto, gioia ed un senso di intimità con Lui stesso.

Sapevo bene che ciò che stavo sperimentando non era il prodotto di una santità personale o di un'anima perfetta che io potessi possedere. Era semplicemente la risposta di Dio alla mia disperata fame ed al mio intimo grido di conoscerLo meglio — questo soltanto mi permise di gustare solo un pochino della Sua gloria.

Quando mi risvegliai e mi misi a sedere, mia moglie dette un sospiro di sollievo. Le persone presenti, per un momento, pensarono che avessi avuto un infarto. Ma lei si tranquillizzò vedendo la gloria del Signore sul mio viso. L'immagine di quanto avevo visto era stata talmente potente, che ci misi un po' prima di poter scambiare qualche parola.

Quella notte pensai che non sarei più riuscito a tornare in una valle di disperazione. Non avevo forse visto un barlume della Sua gloria? Non era stata la più grande rivelazione che avessi mai avuto nella mia vita? Non avevo stabilito nel mio cuore di abbandonare tutte le vie della carne, per seguire completamente Dio? Certamente qualcuno obietterà che era una specie di esperienza emozionale, anche carismatica, o addirittura non secondo le Scritture. Ma nessuno potrà portarmi via quanto ho potuto esperimentare: era troppo santo e maestoso.

Poco meno di una settimana più tardi entrai nelle sei settimane più aride della mia vita. Mi sembrava di essere sceso dal cielo per entrare in un angoscioso vuoto. Ma non ho neanche una volta dubitato del Suo amore verso di me. Al contrario, Lo ho amato più che mai. La mia salvezza non era in dubbio.

Avevo pensato alla meravigliosa crescita che sarebbe seguita subito dopo quell'esperienza. Volevo avanzare nella rivelazione spirituale a passi da gigante. La mia fame per Lui voleva essere incrementata attraverso una sempre crescente sapienza divina e rivelazione biblica. Le Scritture mi sarebbero state chiare più facilmente. Le preghiere sarebbero state più gloriose. Ed invece sembrava che i cieli si fossero chiusi sopra di me. La mia vita di preghiera sembrava soffocata, un'aridità spirituale si era insinuata in essa. Mi sentivo ostacolato, come se avessi perso terreno nel lato spirituale. Un fratello mi spiegava che questo annichilimento era il modo di Dio per ricondurmi sulla terra, per evitare ulteriori esperienze dettate dall'emozione. Ma nel mio cuore sapevo che la sua osservazione derivava dalla sua morte spirituale. Era perfetto nella lettera, ma in bancarotta nello spirito.

Certamente Dio non si stava nascondendo, Egli ci ha promesso che non ci avrebbe mai abbandonato o si sarebbe mai dimenticato di noi. Pur sembrando che Egli avesse bloccato il flusso dell'energia spirituale, nel più profondo del mio essere, potevo comprendere che c'era uno scopo in questa prova. Sapevo di stare attraversando una prova estremamente comune a molti altri.

T. Austin Sparks era un pio ministro inglese che aveva ricevuto meravigliose rivelazioni riguardo al dimorare in Cristo. E' uno dei miei autori preferiti.

Una cara signora mi ha scritto questa settimana, raccontandomi di come aveva scoperto per la prima volta gli scritti di Sparks. Questi l'avevano toccata profondamente in modo che aveva venduto tutte le sue proprietà ed era andata a Londra per poter ricevere i suoi insegnamenti. Lo aveva personalmente sentito confessare, ai suoi studenti, che ogni nuova rivelazione della gloria di Cristo era seguita da attacchi satanici verso il proprio corpo fisico. Aveva esperimentato terribili gastriti e dolori allo stomaco, notti insonni ed estrema solitudine. Pochi dei suoi alunni conoscevano il prezzo che aveva pagato per quelle profonde rivelazioni.

In uno dei suoi scritti, intitolato "Il Suo grande amore", il fratello Sparks condivise alcuni dei suoi discernimenti sul soggetto. Scriveva:

"Abbiamo molto da dire sulla pienezza di Cristo, della chiesa che è il Suo corpo e dell'identificarsi con Cristo. Tutte queste sono grandi verità, grandi concetti. Ma quello che ho trovato è che noi non siamo ancora arrivati alla conclusione dei pensieri di Dio. E ne sono molto contento; ma è anche una delle cose più dolorose che possiamo sapere, che non arriveremo mai alla conclusione qui; per arrivare al prossimo stadio qualcosa ci deve accadere, gettarci a terra e ripulirci di tutto quanto abbiamo fatto in precedenza. Attraversare una nuova esperienza di morte, desolazione e vacuità, disperazione, per poter arrivare poi a qualcosa di più nella rivelazione divina".

"Noi pensiamo: 'Ora siamo arrivati dentro la pienezza del pensiero di Dio. Ora stiamo vedendo esaurientemente qual è il piano di Dio. Stiamo crescendo'. E per un certo tempo continuiamo ad andare avanti in questo modo che riempie tutta la nostra visione; poi ogni cosa diventa come se ciò non fosse più nulla, ed attraversiamo un tempo terribile. Certo, era una cosa buona, era la verità, ma non era l'intero piano di Dio".

"La mia esperienza è che attraverso un'opera di Dio, con ripetute desolazioni, vacuità e privazioni, dopo meravigliose rivelazioni e tempi quando pensi che non potrebbe esserci niente di più, che verrai condotto di nuovo in qualcosa di ulteriore, con la tua visione allargata".

La più grande rivelazione che i discepoli potessero mai ricevere, era focalizzata sulla risurrezione di Gesù Cristo. Era il primo giorno della settimana, i discepoli si nascondevano dietro una porta chiusa per timore dei Giudei. Improvvisamente Egli si presentò, in tutta la gloria della resurrezione — vittorioso sopra la morte, l'inferno ed il diavolo. Egli mostrò le Sue mani, i Suoi piedi ed il Suo costato trafitto. Quindi Egli soffiò e disse: "Ricevete lo Spirito Santo".

Che gloriosa verità si stava aprendo. Rivelazione dopo rivelazione. Una nuova unzione, un nuovo mandato per continuare nel Suo nome, potenza per legare e sciogliere, vittoria sopra il potere del peccato.

Era troppo per i discepoli — specialmente per Tommaso. Egli reagì con una disperazione passiva. Pietro disse: "Vado a pescare". Gli altri discepoli andarono con lui.

Sembrava che Pietro non volesse avere più niente a che fare con gli alti costi della rivelazione. Non aveva già fallito precedentemente? Dalla orgogliosa vanagloria che non avrebbe mai abbandonato il suo Signore, alla disperazione del rinnegamento. Pietro non riusciva a comprendere. Credo ora di conoscere abbastanza esattamente cosa disse a se stesso quando volle tornare alle sue reti da pesca: "Non ci riuscirò mai, sono troppo ottuso per comprendere il modo in cui Dio opera. Non riesco a comprendere la Croce, come potrei mai comprendere la Sua risurrezione? Non sto facendo alcun progresso spirituale — dopo tutto il tempo che ho trascorso con Lui. Io continuerò ad amarLo, ma non riuscirò mai ad approfondire i pensieri di Cristo. Voglio tornare a fare il mio lavoro, tranquillamente".

In un modo o nell'altro molti di noi reagiscono alle delusioni spirituali come ad un rimprovero. Nella nostra frustrazione ci abbattiamo, diventando pigri nelle cose spirituali — né freddi né ferventi. Traslochiamo in un vuoto spirituale. Alla fine ci troviamo a pregare senza alcuna motivazione nel farlo. Siamo tormentati nella nostra coscienza a causa della nostra trascuratezza verso la Sua Parola, ma il desiderio di scavare in essa se ne è andato. Esserci dentro è una situazione così irritante.

Sappiamo che il Signore ci ha chiamati per andare avanti nelle Sue vie, per approfondire — ma poiché non riusciamo a comprendere la nostra disperazione, ricadiamo nelle nostre vecchie vie. Siamo come morti. Peggio ancora, cominciamo a sentirci colpevoli per il nostro letargo. La nostra paura di non essere all'altezza di ciò che Dio vuole da noi cresce. Quindi torniamo ad occuparci dei fatti nostri — qualcuno divertendosi a fare spese, altri ai loro passatempi. Qualcuno si sfoga nel costruire qualcosa o cominciando dei nuovi progetti. Il tempo che una volta era dedicato a crescere in Dio, viene ora sprecato in qualche forma di "pesca" — ed in una sempre crescente schiavitù dei dettagli. Diventiamo frivoli ed indecisi.

Quante volte ho detto al Signore ed a me stesso: "Non riuscirò mai a comprendere le cose di Dio come dovrei. Più leggo, meno sembra che io comprenda. Sono così ottuso, così cieco spiritualmente, sembra che non riesca a ritenere quanto leggo o ascolto. Più divento bramoso, meno mi sembra di crescere. Mi pare di retrocedere di due passi, ogni passo in avanti che faccio. Come mai altri uomini di Dio riescono ad avere delle rivelazioni così chiare e conoscono così tanto di Cristo — mentre io lotto, digiuno, prego e vedo così poco. Signore, ma sto facendo qualche progresso?"

Il fratello Sparks ha una parola di incoraggiamento su queste vicende. Scrive:

"Possiamo percorrere differenti vie nelle nostre perplessità, nelle avversità, nelle prove. Quando il Signore nasconde Se Stesso e non riusciamo a vederLo, o udirLo, e non sentiamo che Lui è con noi, sembra che Egli sia così lontano e sia proprio uscito fuori dal nostro mondo. Tutto ciò che noi attendevamo sembra non avere più risposta, e non sappiamo dove ci troviamo, quindi siamo disposti a percorrere le vie che abbiamo scelto per noi stessi, cominciando a prendere alternative per il nostro incrollabile amore".

"E' una sfida positiva, perché queste sono esperienze, sono prove, che il Signore permette. Non è sbagliato dire che ci sono tempi quando il Signore nasconde Se Stesso, quando il Signore ci permette di sentirci soli, quando il Signore sembra che chiuda i cieli verso di noi per cui non è possibile una comunicazione tra noi e Lui. Tutto ciò che cercavamo, attendevamo e sostenevamo, sembrano non arrivare mai, anzi ci pare di vederne la distruzione, sentendoci abbandonati in quello che sembra la rovina di ogni cosa".

"Il Signore ha fatto tutto ciò, particolarmente Egli fa questo genere di cose proprio quando ha in vista delle persone che cominciano ad avere importanza. Persone che cominciano ad avere importanza per Lui, attraversano esperienze come queste; l'obiettivo è fondarli su basi che renderanno possibile a Lui di usarle. Non saremo mai usati fino a quando non saremo capaci di fronteggiare una tempesta con le nostre forze. Saremmo inutili per il Signore, se finiamo a pezzi quando ogni cosa intorno a noi e nella nostra vita spirituale sembra arrivare ad un punto morto. Quindi se noi ci arrendiamo a queste cose, non abbiamo utilità per il Signore. L'intera questione della futura utilità per il Signore è basata su un amore per il Signore che non si arrende e dice: 'Me ne vado a pescare, prenderò un'alternativa al seguire il Signore, a causa di questa situazione'".

"Questo è il motivo per cui il Signore ritorna, una volta, due volte — 'SeguiMi, vieni dietro Me'. 'Sei tornato indietro per le prove, a causa di esse, ora seguiMi'. E sei riuscito a seguirLo andando avanti nel Suo cammino, quando non riuscivi a vederLo, quando non sapevi dove Egli fosse, hai continuato ad andare avanti. Questo è il genere di persone, e solo queste, che saranno usate come lo fu Pietro. La base per ogni cosa è stata quel genere di amore personale per il Signore stesso, non per quello che aveva fatto per Pietro in quel tempo, ma per Se stesso. Oh, è difficile — Dio solo conosce quanto sia difficile — amarLo per Egli Stesso quando Lui sembra non fare nulla per noi. Questa è la sfida dell'amore".

Pietro se ne andò a pescare ed al comando del Signore gettò la sua rete dall'altro lato e fece una incredibile raccolta di pesci. Più tardi, mentre Pietro separava quello che aveva preso, Gesù gli disse: "Mi ami tu più di costoro?" In altre parole: "Pietro, se tu mi ami, torna dove eri. Segui Me — pasci le mie pecore. Smetti di fare le tue cose, svegliati! Se tu Mi ami, quell'amore ti farà rigirare e tornerai indietro sulla strada della crescita e dell'utilità".

Stai attraversando qualche grande difficoltà proprio ora? Stai facendo muovere le tue ruote spirituali nella depressione dell'aridità? Stai incontrando difficoltà perfino a capire o a spiegare che cosa stai attraversando? Ho una domanda per te: Lo ami veramente? Questo è quanto Egli ti sta chiedendo, un amore che ubbidisce. Stai sperimentando dei dolori in aumento. E' una parte del diventare maturi in Cristo. Dio sta stendendo la Sua mano su di te più di prima. Satana lo sa e sta tentando qualunque cosa sia in suo potere per sviarti con le sue bugie e alterazioni. Vai avanti con fede cieca fino a che la gioia ritorni — sii certo che tornerà. Stai tranquillo nella tempesta, non ti preoccupare di farti trovare pronto. Ti ritroverai sull'altro lato della barca, realizzando quanto tu sia cresciuto spiritualmente. Non lasciare che i tuoi punti morti o le tue aride parole, ti conducano alla disperazione. Gioisci di nuovo in esse — perché sono una parte del piano di Dio per portarti dentro i Suoi piani e la Sua volontà.

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