Fortificatevi nel Signore! | World Challenge

Fortificatevi nel Signore!

David WilkersonDecember 1, 1983

"…ma Davide si fortificò nel SIGNORE" (1 Samuele 30:6)

Cominciamo il nostro messaggio con queste parole familiari: "Davide fu grandemente angosciato" (1 Samuele 30:6). Egli era appena tornato da Gath, dove il re Akis gli aveva detto: "Tu sei caro agli occhi miei come un angelo di Dio". Con questa lode ancora risuonante nelle sue orecchie, Davide ed i suoi uomini tornarono a Siclag, ansiosi di essere riuniti alle loro mogli ed ai loro figli. Trovarono però le loro città bruciate, le case distrutte e le mogli ed i figli deportati. Gli Amalechiti avevano fatto una scorreria, mentre loro erano in Afec ed avevano catturato tutto ciò che era prezioso per Davide ed i suoi compagni.

Quale orribile giorno d'infamia fu nella vita di quest' uomo unto da Dio: " Allora Davide e tutti quelli che erano con lui alzarono la voce e piansero, finché non ebbero più forza di piangere" (1 Samuele 30:4).

Erano arrivati all'estremo, tutte le loro speranze se ne erano andate ed erano mutate in dolore e disperazione.

Forse che queste calamità caddero su Davide perché stava vivendo nel peccato? Stava scappando da Dio? Niente di tutto ciò. Se qualcosa c'era, ma Davide stava camminando con Dio, era soltanto che egli non capiva il perché la via che stava seguendo lo conducesse in prove così dure.

Samuele aveva già unto Davide re d'Israele. Era stato proclamato come l'uomo secondo il cuore di Dio, scelto ed appartato per guidare il popolo di Dio. Dopo un breve periodo di tempo alla corte di Saul ed un glorioso ministerio passando di vittoria in vittoria, era stato costretto a scappare per salvare la propria vita. L'uccisore di giganti dovette nascondersi in una caverna, chiedendosi che cosa avesse mai fatto per dover soffrire un tale rigetto e difficoltà. Piangente aveva domandato a Gionatan: "Che cosa ho fatto? Qual è la mia colpa? Qual è il mio peccato verso tuo padre, perché egli minacci la mia vita?" (1 Samuele 20:1).

Il gran sacerdote chiamò Davide "il servitore più fedele del regno". Perfino Saul riconobbe la sua bontà e la sua unzione, dichiarandogli:

"Tu sei più giusto di me…Ora, ecco, io so che tu diventerai re, e che il regno d'Israele rimarrà stabile nelle tue mani" (1 Samuele 24:18, 21).

Quando Samuele prese il corno dell'olio ed unse Davide " da quel giorno lo spirito del SIGNORE investì Davide" (1 Samuele 16:13). Da ciò potete capire la terribile afflizione che ebbe in Siclag quel giorno.

Sapeva di essere stato chiamato, scelto in modo particolare, destinato al trono. Aveva un contatto giornaliero con il Santo Spirito di Dio. Aveva un ideale, aveva zelo per il Signore, era santo ed aveva compassione per i poveri ed i bisognosi. Viveva una vita saggia che gli comportava il rispetto da parte dei suoi nemici.

Immaginate quello che stava passando per la testa di Davide mentre era davanti alle rovine della sua casa bruciata, senza sapere affatto se la propria famiglia fosse in vita o no. Deve essersi posto questa domanda: "Perché?", mentre ripensava a quei pochi anni passati fino a questo momento. " Perché, se Dio è con me, Saul cerca di uccidermi? Perché è così follemente geloso nei miei riguardi? Perché, se sono stato unto, debbo scappare fino a Gath fingendo la pazzia, dovendomi comportare come un folle? Perché, se lo Spirito di Dio è sopra di me e mi guida, mi debbo nascondere dentro delle caverne? Perché, se io sono un uomo secondo il cuore di Dio, debbo vivere nel deserto, cacciato come fossi un animale selvaggio? E' questa la ricompensa per gli unti: notti passate in bianco ad aver timore per la mia vita, tormentato da ogni parte, vivendo di elemosine, reietto?"

Ora, dopo aver finalmente trovato una dimora ed aver gustato pochi mesi di pace, tutto naufraga in un incredibile disastro. Siclag è in rovina, tutto è perduto. Per continuare in peggio, i più intimi compagni di Davide lo accusarono della tragedia.

Che brutto modo ha avuto Dio nel trattare un suo servo fedele — per lo meno questa è la maniera che appare guardando superficialmente. Davide non è più l'uccisore di giganti, le cui lodi vengono cantate dalla folla ammirata. Non è più l'uomo potente in fede ed in visione, guardato con rispetto ed amore. Ora è totalmente rigettato, rasentando il fatto di essere lapidato come causa del fallimento. Davide stava da solo, lacero e confuso, nella disperazione più nera.

Cosa deve fare un figliolo di Dio quando lo scoraggiamento si fa avanti e si sente inutile, un completo fallimento, abbandonato da Dio e rigettato da coloro che una volta lo amavano? Il suo amato amico Gionatan non si vedeva da nessuna parte. Come sarebbe stato ristorato se avesse potuto parlare con l'unico amico che non lo avrebbe deluso. Abigail era stata portata via. I suoi genitori erano lontani. Dove sarebbe andato per avere conforto? A chi si poteva rivolgere per avere incoraggiamento?

Che ci crediate o no, Dio era presente in questa apparente tragedia. Se Davide doveva diventare l'uomo usato da Dio, doveva essere spogliato di tutto, compresa la sua reputazione e la propria caparbietà. Egli doveva spremere fuori anche l'ultima lacrima di autocommiserazione. Doveva fronteggiare la furia completa della solitudine e superarla. Doveva mettere da parte tutti i ricordi degli applausi e delle lodi per quello che aveva compiuto.

Non doveva guardare a nessun altro per avere consigli, per conforto, per forza — nessun familiare, nessun amico, nessun compagno. Non ci sarebbe stato alcun profeta per avvisarlo, nessun sacerdote per incoraggiarlo. Neanche un bambino per reggere la sua mano tremolante. Nessun soldato coraggioso che gli porgesse una tazza d'acqua fresca.

Dio aveva la piena intenzione di permettere una crisi nella vita di Davide, che lo stimolasse a cercare una risposta dentro se stesso. Per sedici mesi Davide era vissuto con i Filistei, facendo pieno affidamento sul Re Achis. Dio voleva dare il regno a Davide. Lui però si stava per accontentare di Siclag. In nessun modo Dio permetteva a Davide di stabilirsi in un luogo la cui sopravvivenza potesse dipendere dalle forze dell'uomo. Forse Davide era diventato stanco dei combattimenti, affaticato dalle molte battaglie, di così tanti patimenti? Stava pensando di essersi guadagnato il diritto di avere una vita più facile? Voleva scambiare la corona per la tranquillità e la sicurezza?

Grazie a Dio, Davide era fatto di un materiale più nobile. C'era qualcosa in lui, che sgorgava, dandogli nuova speranza ed assicurazione sulla guida di Dio.

Questa era l'intezione di Dio per quanto riguardava Davide. Questo era il proposito dietro tutti i tempi difficili, la solitudine, l'inconsueta guida del Signore: Dio voleva che Davide distogliesse gli occhi da tutti i suoi nemici, da tutti i suoi amici e tirasse fuori da dentro di sé la forza e l'incoraggiamento di cui bisognava sia ora che nel futuro. Davide doveva imparare a stare solo, dipendendo da Dio solo, trovando tutto quanto gli serviva attraverso la personale comunione e l'amore per il Signore.

Che visione vittoriosa — Davide stava in mezzo alle rovine della sua vita — gioendo nella piena fiducia di Dio ed incoraggiando se stesso nella presenza del Signore. Egli era arrivato a capire che ciò che conta realmente di fronte alla morte ed alla disperazione, è la conoscenza personale di Dio.

Una volta che la lezione fu imparata, Dio aprì i cieli e parlò chiaramente a Davide. La guida gli venne forte e chiara. Davide domandava e Dio rispondeva. "Senza alcun dubbio tu recupererai ogni cosa". Niente andò perso — Davide recuperò tutto.

Da allora in poi, Davide potè guardarsi indietro e gloriarsi nel Signore: "Nel giorno che ho gridato a Te, Tu mi hai risposto, mi hai accresciuto la forza nell'anima mia…" (Salmi 138:3).

Vogliamo imparare dalle esperienze di Davide? Vogliamo riconoscere le ragioni delle nostre prove e dell'inconsueta guida del Signore nelle nostre vite?

Vi sfido a mostrarmi un singolo Cristiano che è interamente devoto al Signore, il quale abbia una vita facile e senza prove. Mostratemi qualcuno che sia guidato da Dio e ripieno di Spirito Santo, un servo unto dal Signore, e vi mostrerò uno che è perseguitato, castigato, spesso confuso, familiare con le acque profonde e le fornaci ardenti.

Raccontatemi che la vostra vita cristiana non vi dà problemi o tempi difficili, ed io crederò che Dio non ha grandi propositi nella vostra vita. Coloro che cercano di evitare le difficoltà, raramente hanno la piena rivelazione di Dio. Costoro cercano di usare la fede per scampare dalle crisi, senza realizzare che si stanno derubando delle grandi opportunità di scoprire cosa effettivamente è in loro. E quando un giorno le prove non potranno più essere evitate, ne saranno schiacciati non avendo dentro di loro una sorgente di forza.

Paolo scrive:

"…affinché Egli vi dia, secondo le ricchezze della Sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito Suo, nell'uomo interiore" (Efesini 3:16).

Viviamo in un tempo in cui il Signore ha bisogno di Cristiani che non siano agitati da qualunque vento di dottrina; i quali non si mettano a mercanteggiare in questo; che abbiano discernimento e non siano raggirati; che non abbiano bisogno di particolari maestri umani con qualche nuova rivelazione; che non abbiano bisogno di un pastore umano che li guidi in ogni passo; che non dipendano su qualcun altro per la loro felicità o forza spirituale — ma che abbiano verificato e provato, ed abbiano la certezza che la vita di Dio è in loro, il quale provvede grazia e misericordia per aiutare in ogni necessità. Cristo non è stato soltanto rivelato a loro, ma in loro. Attingono la forza del loro uomo interiore secondo la ricchezza della Sua gloria.

Forse potete tornare indietro con i vostri ricordi, ad un tempo quando Dio ha fatto qualcosa di speciale nella vostra vita. Avete cominciato come Davide, benedetti, felici e pieni di successi. La gente ammirava la vostra sincerità ed il vostro santo zelo. Eravate affamati delle cose più profonde di Dio e vi reputavate molto insignificanti. Avevate disposto il vostro cuore a cercare il Signore e desiderato di sottomettervi completamente alla Sua perfetta volontà. Avevate amici che prendevano ad esempio voi e la vostra famiglia. Chiunque riconosceva che eravate un uomo o una donna di Dio. In tutto ciò che facevate portavate frutto.

Ma proprio allora Dio cominciò a guidarvi in vie misteriose. A dispetto della vostra fame di Dio, una siccità spirituale cominciò a manifestarsi in voi. Volevate pregare, ma i cieli sembravano diventati di rame. Non ricevevate alcuna parola dal cielo — la comunicazione era veramente debole. L'accusatore delle anime, stava scavando nel vostro cuore per rinfacciarvi i peccati; e diventavate introspettivi, chiedendovi con insistenza cosa avevate fatto per addolorare il Signore, causandovi quest' abbandono. Il vostro cuore cominciava a gridare: "Parlami Signore! Dammi una nuova unzione! Mi sento così inutile, così freddo!"

Ed allora cominciamo a pensare in noi stessi: "Queste parole aride, questa freddezza, questo silenzio dal cielo — non può essere da Dio. Ci deve essere qualcosa di terribilmente sbagliato nella mia vita. Dio deve essere molto afflitto verso di me". E diventa ancora più difficile, quando non riusciamo a trovare quale sia il nostro peccato. Potete dire in tutta onestà: "Perché Signore? Dimmi qual è il mio peccato! Mostramelo! Dove ho sbagliato? Credevo di fare tutto ciò che ti onorava. Perché non faccio alcun progresso? Perché non riesco a fare dei passi avanti ?"

Cosa potete fare? Come potete sfuggire dalla vostra depressione spirituale e tornare a gioire nell'amore di Dio? Dovete fare come fece Davide — fortificatevi nel Signore! Potrete farlo solo dopo aver riconosciuto la mano di Dio in tutto quello che state attraversando. Non accusate il diavolo o qualche demone di tutto quello che vi accade. Dio permette tempi difficili affinché vi affidiate totalmente a Lui stesso. Per disabituarvi ad avere fiducia nell'uomo, per aiutarvi a distogliere gli occhi dalla forza umana, dai libri e dalle predicazioni, dai compagni ed amici dalle buone intenzioni — per fissarli solo sulla potenza di Dio che è all'opera per voi.

"Or a Colui che può ٍ, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo…" (Efesini 3:20).

Terribili giorni bui ci attendono. Gli uomini di Dio possono già sentire il fiato caldo dell'ardente ira di Dio contro i peccatori. La pace sarà di subito distrutta in tutta la terra. Non trovo in nessuna Scrittura tra tutta la Bibbia che questa nazione possa essere immune dalle bombe nucleari. Potrebbe Dio aver mandato il fuoco sui sodomiti di Sodoma e non darsi pensiero delle moltitudini di omosessuali in America?

Ogni giorno le notizie diventano peggiori, sempre un po' di più minacciose. C'è un senso crescente che qualcosa stia per far scoppiare un conflitto mondiale. La gente è nervosa, impaurita e afflitta.

A chi si rivolgono le masse per avere conforto? Chi fortificherà gli empi? Per loro non c'è conforto, nessuna speranza, nessun incoraggiamento, quando i flagelli finali avranno inizio.

Che accadrà quando coloro che evangelizzano per radio e per televisione saranno ridotti al silenzio? Che accadrà se la persecuzione o le calamità renderanno impossibile riunirsi con amici e credenti? Che accadrà se ci ritroveremo soli in condizioni di rovina e rifiuto, come lo fu Davide? Sei in condizione di fortificarti nel Signore? Saresti capace di gioire ed essere nella pace anche quando le cose intorno a te vanno in frantumi?

Fratelli, sorelle in Cristo, vi imploro nel nome del Signore, di aprire gli occhi sulla magnifica potenza di Dio che è al lavoro in voi, di appropriarvi della pienezza e completezza del Signore Gesù Cristo. Non preoccupatevi di nessuna fornace ardente nella quale potreste essere gettati, il nostro Signore Altissimo camminerà insieme a noi attraverso di essa.

Il profeta Abacuc si allarmò quando ricevette la visione dell'imminente ira di Dio su Giuda. Quello che vide in arrivo fece fremere le sue viscere, tremare le sue labbra ed entrare un tarlo nelle ossa (Abacuc 3:16).

Egli vide arrivare un tempo quando ogni albero sarebbe stato sradicato, qualunque lavoro non avrebbe dato frutto, non ci sarebbe stato più bestiame ed i campi sarebbero rimasti senza erba. Un turbine avrebbe distrutto e la terra sarebbe stata percossa e consumata. Abacuc dichiarò: "Egli renderà i miei piedi come quelli delle cerve e mi farà camminare sulle alture…" (Abacuc 3:19).

Stefano provò alla lettera quella profezia. Stette fermo dinanzi ad una pazza moltitudine di fanatici che avevano delle pietre nelle loro mani, pronti ad ucciderlo. La fine era vicina per lui. Di subito sarebbe stato glorificato ed il suo lavoro finito. Ad un tratto guardò verso l'alto e vide i cieli aperti, e l'Uomo Gesù Cristo sedere alla destra del Padre. Non aveva bisogno di ulteriore incoraggiamento. Non aveva bisogno che un altro apostolo gli facesse compagnia. Aveva visto il Signore nei cieli ed ora era al disopra di qualunque situazione terrena. Le pietre non avrebbero potuto rubargli questa visione. Gli erano stati resi i piedi come quelli della cerva e stava camminando diritto verso il suo alto luogo in Cristo Gesù.

Non abbiate timore di come il futuro si presenti nero e senza speranza, il popolo di Dio deve fortificarsi nel Signore riposando nelle Sue grandi e preziose promesse. Reclamiamo la profezia di Abacuc, prendendo il nostro posto in cielo per fede. Corriamo come cerve, saltando qualunque ostacolo, fino ad arrivare al nostro luogo celeste in Cristo. "Ma Dio…ci ha risuscitati con Lui e con Lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù…" (Efesini 2:6). "M a quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano" (Isaia 40: 31).

Davide avrebbe potuto permettere a se stesso di essere schiacciato o sopraffatto dalla propria disgrazia. Avrebbe potuto essere amareggiato ed adirato verso Dio. C'era la possibilità di perdere la fede e non recuperarla più.

Ma la recuperò! Egli recuperò ogni cosa e al più presto riebbe tutto il suo patrimonio. Ancora una volta i cieli si aprirono, Dio stava parlando ed egli era tornato di nuovo in prima linea nella guerra spirituale.

Ti senti afflitto in questo momento, stai disperatamente cercando una nuova unzione? Rifiuta qualunque bugia satanica, getta via qualunque sentimento di disperazione — guarda in alto e gioisci — reclama la promessa della presenza e della fedeltà di Dio — accetta il suo amore — elascia che il tuo amorevole Signore ti accolga tra le Sue braccia.

Questa è la Parola del Signore per tutti coloro che stanno cercando incoraggiamento — lascia che ti abbracci! Stai per recuperare ogni cosa!

Quando noi parliamo della Signoria di Gesù Cristo, noi stiamo parlando a proposito della supremazia — la più alta in autorità, rango, potere e dominio. Egli non potrebbe veramente essere il Signore delle nostre vite fino a che non comprendiamo e Lo riconosciamo come Colui che ha ogni potere sulla terra e nel cielo. Per fare questo dobbiamo simultaneamente credere che ogni potenza nel cielo, terra o inferno è sconfitta, abbattuta, e inefficace davanti al maestoso dominio del Signore Gesù Cristo.

"Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l'intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell'ignoranza che è in loro, a motivo dell'indurimento del loro cuore. Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni specie di impurità con avidità insaziabile. Ma voi non è così che avete imparato a conoscere Cristo" (Efesini 4:17–20).

Paolo sta scrivendo ai Cristiani di Efeso, avvisandoli di non vivere una vita vuota e confusa. Egli rende molto chiaro che la vacuità e le tenebre in loro non sono causate da attività demoniache, bensì sono il risultato dell'ignoranza nel riguardo della grande provvidenza di Dio verso di loro. Essi non hanno imparato la supremazia di Cristo.

Paolo afferma: "Ma voi non è così che avete imparato a conoscere Cristo". In altre parole: "Io vi parlo di un Cristo onnisciente, onnipotente, completo". Ma pochi di loro lo hanno compreso. Molti sono stati scossi da ogni vento di dottrina; alcuni hanno dato spazio al diavolo; altri hanno amarezza e malvagità; altri ancora sono divenuti fornicatori, bramosi di ogni genere di immondizia. Sappiamo che è vero perché Paolo ebbe ad avvertirli contro tutte queste cose.

Pensate alle moltitudini di cristiani che oggi vivono sconfitti, demoralizzati ed ammalati nel corpo, nella mente e nello spirito. Confessano che Cristo è il loro Signore; ma sono ancora vuoti, impauriti ed esitanti. Non hanno gioia, ne entusiasmo, nessuna vitalità nel Signore.

Questo accade forse perché il diavolo ha guadagnato potere? Le potenze demoniache hanno forse invaso il regno dell'onnipotente Dio? Forse che i principati e le potestà delle tenebre sono riusciti ad ingannare gli eletti di Dio? Io dico di no. Le tenebre sono nelle nostre menti. Sono il risultato della nostra cecità spirituale, perché non abbiamo aperto i nostri cuori alla conoscenza della supremazia di Cristo. Noi siamo alienati dalla vita di Dio a causa dell'ignoranza che c'è dentro di noi. Abbiamo davanti a noi una Bibbia piena di gloriose verità a proposito del dominio di Dio e della pienezza conferita in Cristo Gesù, ma non le comprendiamo, per non parlare del fatto che non ce ne appropriamo affatto. Il problema non è quello che satana sta facendo verso o in noi, piuttosto è che cosa abbiamo rifiutato di credere nei riguardi di Cristo.

Dovremmo spendere tutto il tempo che dedichiamo allo studio per scoprire ciò che la Parola afferma sulla vittoria di Cristo, la Sua gloria, la Sua assoluta potenza ed autorità. Altrimenti finiremo per essere esperti del potere di satana e saremo alienati dalla vita di Dio a causa dell'ignoranza della supremazia di Cristo.

Questo è il motivo per cui Paolo si è concentrato su null'altro che la verità della signoria e dominio di Cristo. Egli disse: "Affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerLo pienamente; Egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della Sua eredità che vi riserva tra i santi, e qual è verso di noi, che crediamo, l'immensità della Sua potenza" (Efesini 1:17–19).

Non abbiamo alcun bisogno di avere una nuova rivelazione sulla potenza di satana, non abbiamo neanche bisogno di studiare le tenebre o i demoni. Io credo che come Paolo, invece, abbiamo disperatamente bisogno di una nuova e riscattante rivelazione delle ricchezze di Cristo, della gloria di Cristo, della grandezza della Sua potenza e del Suo assoluto dominio sopra ogni cosa. Non saremo mai ignari delle macchinazioni di satana, allorquando siamo aperti sulla supremazia di Cristo. Imparando il dominio di Cristo, molto più facilmente riconosceremo la debolezza del nemico. State cercando lo spirito di sapienza e rivelazione della conoscenza di Cristo, o qualcos'altro?

Cristo E' Supremo Perché Egli Ha Sconfitto Satana E Qualunque Altra Cosa Che Esalti Se Stesso Contro Di Lui!

"Ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce…" (Colossesi 2:15).

"…ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo…" (Giovanni 12:31).

"…per distruggere, con la Sua morte, colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo…" (Ebrei 2:9–17).

Cristo ha distrutto il potere del diavolo. L'originale greco significa: " per annullare ogni effetto" oppure "inutile". Perché mai qualunque cristiano deve sentirsi nervoso oppure intimidito dal potere fittizio di uno che è stato disarmato e reso totalmente inefficace? Cristo ha privato satana di tutto il suo potere — lo ha abbattuto e lo mostra a pubblica vergogna.

Il "dio di questo mondo" è stato reso inefficace e noi non dobbiamo arrischiarci a sovrastimare il suo potere. I figli del Signore non sono di questo mondo. Essi non sono sotto il dominio del peccato o di satana. Cristo ha strappato a satana le chiavi della morte e ci ha liberato dalla schiavitù della sua paura. Ora attraverso la vittoria della Croce, non abbiamo più paura della morte, del peccato e neanche del diavolo. Il nostro glorioso Cristo ha dichiarato: "…e tengo le chiavi della morte e del soggiorno dei morti" (Apocalisse 1:18).

E' tempo di guardare a satana come Dio lo vede: sconfitto, incapace, senza alcuna forza o potere. Satana cadde come un fulmine dal cielo e non è mai più riuscito a riprendere potere. Quando noi riconosciamo che la carne è il suo alleato, noi spenderemo molto più tempo cercando la potenza della Croce per avere vittoria efficace in queste cose, mentre spenderemo molto meno tempo in occupazioni demoniache. Odiamo ammettere che la nostra carne è a stretto contatto con il male e capace di grossolani peccati. Ed è umiliante volerne dare la colpa all'azione di demoni.

"Da dove vengono le guerre e le contese tra di voi? Non derivano forse dalle passioni che si agitano nelle vostre membra?" (Giacomo 4:1).

Ho paura che molta gente ben pensante voglia attribuire al diavolo poteri che lui stesso non ha mai preteso di avere. Satana non è onnipresente (in altre parole, in ogni luogo nello stesso tempo). Nessun altro essere creato è mai stato così deificato. Non aveva tale potere quando era un cherubino consacrato. Potrebbe forse averlo ottenuto dopo essere stato scacciato dal cielo? No!

Io preferisco per me stesso, parlare della supremazia di Cristo e della totale sconfitta di satana. I Cristiani riempiti di Spirito Santo, possono affermare con Cristo: "Satana è venuto ma non aveva niente in me". Cristo non è impegnato in un combattimento mortale con satana. La guerra è stata vinta alla Croce. Il nostro avversario, il diavolo, è un nemico detronizzato. Insinuare che un potere destituito possa vivere in un tempio dello Spirito Santo, per me è impensabile. Il sangue di Cristo non ha mai perso il suo potere, dunque satana non sarà mai capace di attraversare quel confine. Altri hanno scelto di ingaggiare una guerra con satana, ma per quanto riguarda me stesso, ho reclamato la vittoria della Croce, riconoscendo la morte della mia carne, per fede, nella potenza della sua risurrezione. Ora tramite la fede io sono seduto in un luogo celeste con Cristo Gesù, dove nessun diavolo o demone ardirebbe entrare. Questo è il contenuto della rivelazione. Questa è materia di discernimento della vittoria della Croce e della supremazia del nostro Signore su satana. Ci credo fermamente quando il Signore mi dice che nessuna arma diretta contro di me avrà efficacia; perché sono più che un conquistatore; perché io sono libero dalla paura del nemico, perfino dalla morte stessa; perché io ho oltrepassato quella cortina che è il Suo corpo, attraverso il quale nessun demone può raggiungermi; perché io sono una parte del Suo corpo dove la Sua vita scorre in me; perché Dio, Cristo e lo Spirito Santo hanno fatto di me la loro dimora — quindi avendo fatto questo, nessuna potenza demoniaca avrebbe il coraggio di cercare di penetrarvi; perché lo Spirito Santo è entrato in me, dandomi vittoria sopra ogni potenza del nemico; perché io sono nelle mani del Padre, un luogo dove nessun demone può stare; perché la luce che è in me ha dissipato ogni tenebra; perché nessun principato o potestà può avvicinarsi ad un abitante del cielo, nettato, lavato con il Suo sangue, ripieno dello Spirito, risorto e che è seduto alla destra del Padre. Potrebbe mai Dio provvedere una migliore protezione di questa?

La cosa migliore che possiamo fare è tornare velocemente alla Croce ed aprire i nostri occhi alla supremazia di Cristo. In caso contrario noi ministreremmo morte al posto di vita.

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