IL PROBLEMA DEI NOSTRI CUORI
“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita” (Proverbi 4:23).
“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita” (Proverbi 4:23).
“Ma alzati e sta’ in piedi, perché per questo ti sono apparso: per farti ministro e testimone delle cose che hai viste, e di quelle per le quali ti apparirò ancora” (Atti 26:16).
“Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio... alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati santi, con tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo” (1 Corinzi 1:1-2).
Molti cristiani hanno un’idea solo vaga di chi sia lo Spirito Santo. Possono aver sentito parlare di Lui, ma comprendere quale sia il suo ruolo è, per loro, uno sforzo. Nonostante sia spesso trascurato o forse addirittura non tenuto in considerazione da molti credenti, Egli è una persona divina, proprio come il Padre e il Figlio (Atti 5:3-4). Consideriamo questi fattori:
Il profeta Geremia fu un uomo che dispose il suo cuore a cercare il Signore e la Parola di Dio si rivelò a lui. Sul profeta leggiamo spesso che: “La Parola del Signore si rivelò a Geremia”.
Affermare la potenza del nome di Cristo non è qualcosa di complicato, una sorta di verità teologica nascosta. Le biblioteche sono piene di libri su questa tematica del nome di Gesù che gli autori hanno scritto per aiutare i credenti a comprendere le profonde implicazioni nascoste nel nome di Cristo. Infatti, molti di questi libri sono così “profondi” da far breccia nei lettori.
Potresti aver avuto una situazione per la quale stavi pregando, ma sembrava che non ottenere alcuna risposta. Ti dirai: “Ho pregato con fede credendo in Dio, ma non mi ha ascoltato. Ho atteso e atteso, ma non mi ha mai risposto. Come posso arrendere la mia vita a Dio se non risponde alle mie preghiere?”
Magari non sei arrabbiato con Dio ma hai perso la fiducia, che ti trattiene dall'arrendere completamente il tuo cuore a lui. Ecco perché hai smesso di pregare e non gioisci della pienezza delle sue benedizioni.
Quando leggo le gesta compiute dagli uomini di Dio nel Vecchio Testamento, il mio cuore arde. Questi servi sentivano il peso perla causa del nome di Dio, fecero potenti opere che strabiliano la mente di molti cristiani di oggi.
Uno di questi santi fu Esdra, un uomo di Dio che portò risveglio ad un'intera nazione. La Scrittura dice che la mano di Dio era su Esdra che testimoniò con queste parole “Io, fortificato dalla mano del Signore, del mio Dio, che era su di me” (Esdra 7:28). Dio stese la sua mano su Esdra e lo trasformò in un uomo diverso.
“Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c’è tra la giustizia e l’iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre?” (2 Corinzi 6:14).
Potresti chiederti come mai ti senti così spento nello spirito. O perché non hai potenza nel testimoniare come vorresti. O perché le tue preghiere sembrano così deboli. Forse è perché dentro di te c'è ancora troppo del mondo, un residuo di carne e mondanità.
Nel libro di Isaia, leggiamo, “Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore a colui che è spossato. I giovani si affaticano e si stancano; i più forti vacillano e cadono” (Isaia 40:29-30). In altre parole, arriva un momento nella vita di ciascuno di noi, in cui pensiamo di non riuscire ad andare avanti. Ci sentiamo come se stessimo per crollare, spiritualmente parlando. Allo stesso modo, tutti affrontiamo momenti in cui la freddezza penetra nel nostro cuore – forse a causa della monotonia della vita quotidiana.
Mentre Gesù passava le sue ultime ore con i suoi discepoli, disse loro: “In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà” (Giovanni 16:23). Dopo aggiunse ancora dell'altro: “Fino ad ora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa” (16:24).